20 maggio - Difficilmente oggi sarò in grado di trovare le parole giuste, per elencare con un minimo di criterio, le impressioni riguardo ciò che ho visto e vissuto ieri a Mirandola. Il terremoto è una metafora di ciò che sta succedendo al Paese: tutto trema, e si sgretol. Più che di rassicurazioni, è necessario uno stato di coscienza permanente. ”TERREMOTO, IO NON RISCHIO” me la ricordo bene: responsabilizzare il cittadino diffondendo la cultura della prevenzione e informazioni pratiche (e utili) per non trasformare il terremoto (un evento naturale) in un disastro.
Oltre ad un centro storico sfumato,ieri ho visto un villaggio; si trova nell’ Area Accoglienza di Piazzale Costa, a Mirandola. Un villaggio di 38 tende, 7 moduli bagno, una cucina. Ho visto la grande famiglia Anpas,che in questi giorni sta lavorando senza sosta per riportar la stabilità; ho visto 291 ospiti e circa 50 volontari attivi, e ancora volti..mani..occhi..ho visto l’ Italia, la Romania, l’ India, il Marocco, la Cina.

Tensostruttura Mirandola

Ho visto il rispetto delle diversità, a partire dalla gestione della cucina da campo per arrivare alla condivisione degli spazi di preghiera. Faccio un giro tra le tende, vedo un marocchino che piega meticolosamente il tappeto su cui ha pregato fino a pochi minuti prima: “Posso disturbarla? Come sta la sua famiglia? Dov’è la vostra tenda? Come si sente?” – “Stiamo tutti bene, i bambini inizialmente erano spaventati, adesso sono tranquilli, qui in campo, le persone vestite di arancione sono come degli amici, non ho ancora trovato nessuno che non sia disponibile con noi,mi sento sicuro, c’è Anpas,en sh’allah” e aggiunge – “vedi, qui ci sono gli orari della colazione, del pranzo e della cena, noi non mangiamo il maiale, ma aspettiamo gli altri piatti, i bambini fanno la merenda al pomeriggio, la mia tenda è laggiù, è una tenda da sei, ma dentro siamo in cinque, sai, c’è la bambina..vai, vai a vedere la mia tenda”.

From India to Mirandola

 


Mi dirigo verso la tenda del nostro ospite, e penso a quanto sia irrecuperabile il mio senso dell’ orientamento, il contatto coi geografi è funzionale ed indispensabile per perdersi tra la tenda 27 e la 39!!!! Vago, e mi distraggo..nel frattempo conosco la bimba più piccola tra i residenti il campo (ad oggi ha 5 giorni).
Il resto degli ospiti si sta preparando per la cena, rientrano nelle tende, le presenze si avvertono, eccome; ed io non mi son persa nessun sorriso di quelli che ho incontrato fino ad ora.
Son cresciuta di nuovo, in questi giorni, ed ho visto il mio bicchiere mezzo pieno; è proprio vero che la conoscenza è potere..Soprattutto, non avevo mai visto il campo (dal punto di vista organizzativo).
Prima dell’ entrata al campo di Piazzale Costa, ho visto una città militarizzata e piena d’ auto, ho pensato: “mh forse dovremmo abolire queste abitudini ecologicamente insostenibili” poi scopro che tutti i volontari Anpas, han avuto il mio stesso pensiero – il car sharing!! – questo si chiama “gestione sostenibile delle emergenze”.

All’ uscita dal campo, mi son voltata ed ho visto persone con un gran desiderio di  ripartire,ricominciare, riprendere la vita del prima, anche se col senno del poi..
Così, mentre qualche dio continua a far tremare i nostri piedi, ho visto gente soffrire con grande dignità ed altra gente,muoversi e prendersene cura con audacia e sangue freddo.
E’ buffo pensare come starsene ad immaginare come funzioni un campo, sia tanto più facile che gridare al mondo d averlo vissuto almeno un po’…

di Valentina Tienghi (nella foto sotto)

Appunti

 

 

 

 

Anpas intervention for the earthquake in Emilia Romagna


Come aiutare le Pubbliche Assistenze Anpas colpite dal sisma


I racconti dei volontari
 

Le storie di Aldo, dal campo di Mirandola

Il 20 maggio di Valentina

Noi, sciacalli di emozioni, di Rosanna Morelli

Campo Costa Timbuktu, di Alessandro Nassisi

Campo Costa: un laboratorio multiculturale, di Rosanna Morelli

Qui per dare tanto: la settimana di Fabio

Un'antropologa al campo: l'esperienza di Rita

Le emozioni di Michela

La storia di Fabio e Elena

Maria e Andrea dal campo di Novi

La settimana-imbuto di Enzo

Sconcerto d'amore a Mirandola

La struttura protetta del campo di Mirandola (foto)

La struttura protetta del campo di Mirandola (foto)


I Gas dei volontari Anpas: un sostegno alle aziende


La cucina del Campo Costa (video)
 

Di terremoti, false leggende e info utili (approfondimento)


Anpas a lavoro a poche ore dal sisma

 

COSA FARE IN CASO DI TERREMOTO

Durante il terremoto
• Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave.  Ti può proteggere da eventuali crolli
• Riparati sotto un tavolo.  E’ pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso
• Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore.  Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire
• Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge.  Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami
• Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche.  Potrebbero crollare

• Stai lontano da impianti industriali e linee elettriche.  E’ possibile che si verifichino incidenti
• Stai lontano dai bordi dei laghi e dalle spiagge marine.  Si possono verificare onde di tsunami
• Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale.  Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli
• Evita di usare il telefono e l’automobile.  E’ necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi Dopo il terremoto

• Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te. Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso
• Non cercare di muovere persone ferite gravemente.  Potresti aggravare le loro condizioni
• Esci con prudenza indossando le scarpe.  In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci
• Raggiungi uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti.  Potrebbero caderti addosso

iononrischiohome

Prima del terremoto
• Informati sulla classificazione sismica del comune in cui risiedi.  Devi sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza
• Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce.  Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto

• Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti. Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso

• Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti

• A scuola o sul luogo di lavoro informati se è stato predisposto un piano di emergenza.  Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza


Terremoto: io non rischio

Clicca per ulteriori descrizioni dell'iniziatva promossa da Protezione Civile e ANPAS, in collaborazione con INGV e ReLUIS (Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica).

Scarica il materiale di "Terremoto-Io non rischio", prodotto nell'ambito del progetto Edurisk con la collaborazione di Giunti Progetti Educativi:


La pagina in inglese

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