3. Tra Fascismo e Croce Rossa Italiana – le Associazioni cercano prima di sopravvivere e poi di rinascere

 

Firenze. E' il 19 aprile del 1934 e Mario Cioni, Presidente delle pubbliche assistenze riunite di Empoli, firma, sotto giuramento, il passaggio di tutte le associazioni che non erano sparite in precedenza in IPAB (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza organismi di diritto pubblico che sono stati istituiti con il regio decreto n. 2841 del 1923)

"Si modificano gli statuti", si legge. "L'elezione del presidente viene fatta dal prefetto e le cariche sono controllate dal Governo". Il corpo volontari è disciplinato, militarizzato e ridotto al semplice servizio di ambulanza.

Dopo lo sviluppo del primo ventennio del ‘900 sarà il fascismo a bloccare lo sviluppo del Movimento sia asservendo queste realtà al suo potere, ma anche creando il primo stato sociale che, se da un lato dà risposte organiche ed efficaci ai bisogni primari, dall’altro esclude dalla loro gestione i corpi intermedi e le stesse amministrazioni locali. Nel 1930 fu emanato il decreto legge n. 84 del 12 febbraio contenente «provvedimenti necessari per assicurare il funzionamento della Croce Rossa Italiana». All'articolo 2, laddove venivano elencati gli scopi di questa istituzione, si leggeva fra l'altro: «La Croce Rossa può istituire così servizi ordinari di pronto soccorso nei Comuni nei quali non vi sia sufficientemente provveduto dagli ospedali esistenti, come posti di prima assistenza dove se ne manifesti la necessità». Con decreto reale, su proposta del ministro per l’Interno, possono essere sciolte le associazioni di assistenza non ancora erette in ente morale, e possono essere destinate le relative attività patrimoniali alla Croce Rossa, che si sostituirà nei compiti delle associazioni disciolte. Tutti gli immobili sedi delle Pubbliche Assistenze passati alla Croce Rossa nel 1930 non saranno da allora più restituiti e oggi lo schema di Decreto Legislativo di riorganizzazione della Croce Rossa italiana prospetta la dismissione del patrimonio della CRI (imponente per il settore immobiliare e del quale fanno parte anche i beni già appartenuti alle Pubbliche Assistenze) destinato ad essere dismesso e magari svenduto per la copertura dei debiti dell’Ente. Le Associazioni che riuscirono a sopravvivere subirono una pesante riduzione dei meccanismi di democrazia interna. Vennero inquadrate nella normativa sulle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB organismi di diritto pubblico istituiti con il regio decreto n. 2841 del 1923) con nuovi statuti che, oltre a cancellare tutti i riferimenti agli ideali laici e umanitari della storia passata dell'associazione, le sottoposero al rigido controllo delle autorità governative.(Fonte: Conti Fulvio, I Volontari del Soccorso, Venezia, Marsilio, 2004) 

1. Decreto del Prefetto di Firenze del 4 maggio 1934: il presidente della pubblica assistenza di Empoli Mario Cioni, prestando giuramento di fedeltà nelle nuove disposizioni di legge (decreto 40/1930), acconsente alla trasformazione della società in Istituzione di pubblica assistenza e beneficenza - IPAB. In una nota di commento dattiloscritta, si osserva come in generale tale processo abbia comportato una ingerenza del Governo nella vita istituzionale delle Pubbliche assistenze ed un loro ridimensionamento «...nel quale la presenza delle istanze popolari e della partecipazione è ridotta a finzione».

 

                

 

Archivio: tra Ventennio e CRI2. Lettera in data 22 luglio 1947 del presidente della Federazione Ezio Pontremoli all'Alto Commissario per l'Igiene e la Sanità pubblica: la Federazione auspica che la commissione incaricata di determinare i compiti della C.R.I in tempo di pace tenga in considerazione il movimento di rinascita delle Pubbliche assistenze, già incorporate col decreto 40/1930 nella Croce Rossa. Si richiede la piena autonomia delle PP.AA. con una nuova legge che superi i limiti del quadro normativo risalente al 1890. Nell'allegato alla lettera si riportano le proposte di mozione formulate durante il Congresso di Genova del novembre 1947, primo tassello del processo di ricostruzione delle Pubbliche Assistenze di nuovo riunite in una Federazione.

 

 

 

 

            

 

 


 

 


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