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PROCEDURE
PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI
COSTA RICA
Già nel 1990 il Costa Rica
aderiva alla Convenzione dei Diritti del
Fanciullo, ratificando cinque anni dopo
anche la Convenzione dell’Aja sulla tutela
dell’infanzia e la disciplina dell’adozione
internazionale. Con la legge del 6 febbraio
1998 il paese ha istituito il nuovo Codice
dell’Infanzia e dell’Adolescenza e creato il
Sistema Nazionale di Protezione Integrale
dei Diritti dell’Infanzia coordinato dal
Consiglio Nazionale per l’Infanzia e
l’Adolescenza.
Dal Consiglio Nazionale per le Adozioni, che
opera in parallelo al Consiglio nazionale
per l’Infanzia, dipende il Patronato
Nazionale dell’Infanzia (di seguito
denominato PANI), costituito in autorità
centrale per le adozioni internazionali in
Costa Rica.
L’età minima degli aspiranti genitori
adottivi in Costa Rica è di 25 anni, l’età
massima 60 anni.
Poiché per i
più piccoli è generalmente possibile
individuare famiglie adottive all’interno
del Paese, l’adozione internazionale viene
presa in considerazione soltanto per minori
di età superiore ai 5 anni o per gruppi di
fratelli.
Presentazione della domanda di adozione
Le domande di adozione internazionale vanno
indirizzate alla Segreteria Tecnica Adozioni
del PANI e devono comprendere, oltre al
Decreto di idoneità all’adozione
internazionale e al modulo appositamente
predisposto compilato in ogni sua parte, i
documenti relativi ai dati anagrafici, stato
civile (minimo 5 anni di matrimonio),
residenza, reddito e stato di salute dei
coniugi. Per quanto riguarda la relazione
psicologica e sociale, il PANI fissa
modalità di stesura dettagliate e chiede che
siano redatte “da un ente statale o da un
ente riconosciuto e autorizzato all’uopo
dallo stato estero”; allo stesso ente viene
richiesto, già al momento della
presentazione della domanda, un impegno a
redigere le relazioni sull’inserimento
post-adottivo per un periodo di cinque anni.
Poiché il Costa Rica non aderisce alla
Convenzione dell’Aja sull’eliminazione delle
legalizzazioni consolari, la documentazione
allegata alla domanda, una volta tradotta,
dovrà essere autenticata presso il Consolato
del Costa Rica e legalizzata dal Ministero
degli Affari Esteri.
Al ricevimento della domanda di
adozione, completa della documentazione
richiesta, il PANI ne comunica ufficialmente
l’accettazione e la inserisce in una lista
d’attesa.
Proposta di abbinamento
Individuato l’abbinamento della famiglia con
uno o più minori, il PANI trasmette una
prima comunicazione in cui vengono riferite
agli interessati le condizioni generali del
bambino. In un momento successivo verranno
inviate le foto e indicazioni più
dettagliate riguardanti le caratteristiche e
la situazione del minore o minori.
La famiglia dovrà quindi comunicare per
iscritto, nel più breve tempo possibile, il
proprio consenso all’abbinamento. Il PANI,
assieme al referente dell’ente in veste di
procuratore della famiglia in Costa Rica,
darà quindi inizio all’iter legale presso il
Tribunale dei Minori competente e stabilirà
la data in cui la coppia dovrà recarsi in
Costa Rica.
Incontro con
il minore, soggiorno e procedure legali in
Costa Rica
Con
l’assistenza dello psicologo del PANI e del
referente dell’ente, la famiglia incontrerà
i bambino (o bambini) e, dopo una serie di
contatti preliminari, inizierà un periodo di
convivenza della durata minima di tre
settimane. In questo periodo di tempo la
coppia verrà anche accompagnata in Tribunale
per confermare di persona davanti al giudice
il proprio consenso all’adozione.
Il referente locale dell’ente ha già
predisposto l’accoglienza dei coniugi presso
l’Apartotel Cristina, una struttura dove
disporranno di un piccolo appartamento
adatto alla convivenza con il minore. Il
referente si occuperà inoltre dei successivi
adempimenti legali, lasciando modo alla
famiglia di dedicarsi all’inserimento del
minore e offrendo loro la possibilità di
conoscere un poco il paese e farsi un’idea
della cultura di origine del bambino. Fino
al momento della partenza per l’Italia, la
famiglia riceverà dal referente in loco
tutta l’assistenza e il sostegno necessario
a garantire un buon inserimento.
Al termine del previsto periodo di
convivenza e assolti tutti gli adempimenti
necessari, il Tribunale decreta l’adozione e
ne dispone la trascrizione presso il
Registro di Stato Civile, dove si provvede
alla stesura del nuovo certificato di
nascita. Ottenuto il rilascio del
passaporto, l’autorizzazione all’espatrio
del minore e il visto di ingresso in Italia,
la nuova famiglia può lasciare il Costa
Rica. Complessivamente, la permanenza nel
paese è di circa cinque/sei settimane. La
procedura di adozione, dal momento
dell’accettazione della domanda di adozione
all’arrivo del minore in Italia, richiede in
media un anno di tempo.
Sostegno
durante l'inserimento
L’ente seguirà assiduamente, come
d’abitudine, l’inserimento del minore o
minori presso la famiglia adottiva in
collaborazione con i servizi sociali e si
fa garante della redazione e tempestivo
invio nel paese d’origine delle dieci
relazioni semestrali richieste dall’autorità
straniera nei cinque anni successivi
all’ingresso del minore in Italia.
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