|
Volontariato e vacanze:
Pagani (SA)
|
La
P.A. Papa Charlie di Pagani(SA) organizza nei mesi di Luglio ed Agosto 2008 un
servizio di avvistamento e antincendio nei territori di Pagani e di S. Egidio
del Monte Albino.
Il
servizio viene svolto in turni settimanali con il cambio squadra da effettuare
nella giornata della domenica con orari 09/18 con pranzo in associazione insieme
agli altri volontari. Le squadre settimanali sono composte da circa 15
volontari.
Per
l'ospitalità abbiamo a disposizione 4 letti presso la sede associativa..
Le
spese di viaggio sono a carico del volontario
|

visita il nostro sito:
www.papacharlie.it |
|
Offriamo:
- 4 posti
letto
- 3 pasti
giornalieri
Richiediamo:
- maggiore età
- certificato di
sana e robusta costituzione
- lenzuola o
coperta personale
-propria
divisa
- cortesia e
simpatia
Pagani è al
centro dell’agro-nocerino-sarnese a 15km da Salerno e 33km da Napoli, inoltre e’
a 10 minuti dalla costiera amalfitana (traffico permettendo)
J
Le adesioni
dovranno pervenire presso la sede non oltre il 30 giugno 2008 al numero di fax
081 914589 oppure allo 081 5155757 o tramite mail a
segreteria@papacharlie.it in
carta intestata dell’ associazione di appartenenza |
|
Itinerario
del Comune di Pagani |
|
La città di Pagani sorge a mezza costa, tra la pianura del basso
Sarno e le pendici del Montealbino, sviluppandosi lungo gli assi
viari che congiungono, oggi come nell’antichità, Nocera con Pompei e
Napoli, la costiera amalfitana e la penisola sorrentina. Nel suo
territorio, parte dell’ager nucerinus, sono state rinvenute tracce
romane (ville, strade, monumenti funerari) ma l’insediamento urbano
risale al Medioevo. All’epoca si formò, dall’unione dei numerosi
casali sparsi nell’ampio territorio tra Cava e Angri una
conurbazione che divenne l’università di Nocera de’ Pagani, esistita
fino all’Ottocento e di cui il casale di Pagani era il centro più
popoloso.
Il tessuto urbano si distingue in due aree: il quartiere pedemontano,
Cortimpiano, sorto nel medioevo all’imbocco della strada (la via
Amalfitana) che inerpicandosi verso il valico di Chiunzi metteva in
contatto l’agro con Amalfi, caratterizzato da un doppio sistema
difensivo: una torre pedemontana ancora esistente (da cui
deriva il toponimo), |
 
|
in contatto con un’altra struttura, perduta, posta sul culmine della
collina di S. Pantaleone, ai cui piedi si stende l’abitato; la città
quadrata, frutto dell’espansione in età moderna, che occupa lo
spazio tra i due assi viari principali, con la significativa
appendice della frazione di Barbazzano, già casale autonomo in età
medievale.
Possiamo iniziare la visita dall’estremità occidentale della città,
dove, lungo la strada che conduce ad Angri, presso un’ampia piazza
sorge il grandioso complesso della
Basilica pontificia di S. Alfonso Maria de’ Liguori,
complesso settecentesco e casa madre dell’ordine dei Redentoristi,
che ospita le spoglie del Santo, il Museo Alfonsiano e una ricca
biblioteca. Dalla basilica inizia corso Padovano (asse cittadino
principale), ai cui lati sono visibili
Palazzi settecenteschi con portali riccamente decorati; al
primo incrocio sorge il complesso della
|
|
Chiesa di S. Maria della Purità
con annesso
convento (oggi trasformato in centro di accoglienza), adiacente al quale compare
la villa comunale dominata dal secolare pino. Il corso finisce nella piazza
cittadina centrale perno tra i due nuclei, dominata dalla Chiesa parrocchiale
del Corpo di Cristo (che conserva i corpi dei due santi martiri Felice e
Costanza e una ricca quadreria cinque-settecentesca); di fronte alla chiesa una
lapide e una grande edicola segnalano l’antica sede del municipio cittadino.
Dalla piazza possiamo iniziare la visita del quartiere pedemontano di
Cortimpiano risalendo via Malet (in un cortile si vede la torre circolare che dà
il nome alla zona), caratterizzata da palazzi sette-ottocenteschi (tra cui la
casa natale del beato Tommaso Maria Fusco); a questa via si ricongiunge via
Perone (che sale verso S. Egidio del Montealbino), dove sorge il significativo
edificio settecentesco di Palazzo Tortora degli Scipioni, notevole e ben
conservato esemplare dell’architettura del XVIII secolo e via Marrazzo, che
punta verso la collina di S. Pantaleone e ridiscende verso via Striano (entrambe
le strade presentano la successione di cortili e case palaziate). Alla fine di
via Striano si raggiunge di nuovo l’asse cittadino principale presso il
Santuario della Madonna delle Galline, chiesa in cui si venera una
famosa immagine su tavola della Madonna, oggetto di un’importante festa annuale.
Nella piazza D’Arezzo è visibile il palazzo municipale (seicentesco convento di
S. Carlo, degli Scolopi) e, poco discosto, ad angolo con via Matteotti, una
statua reimpiegata, la ‘Dea Lamia’, con una colonna romana infissa nel muro.
Da via Matteotti (lungo la quale troviamo il complesso seicentesco della
Chiesa del Carminiello ad Arco con annesso Conservatorio) possiamo
intraprendere la visita della parte di città sviluppatasi tra Medioevo ed età
moderna, dall’impianto quadrangolare, con palazzi sei-settecenteschi, dai
portali con stemmi, dalle ampie facciate ornate e dai cortili chiusi abbelliti
da elementi decorativi e da giardini e profondi e dedalici cortili con i segni
dell’abitato povero e rurale. Il percorso si snoda da via Matteotti a via S.
Francesco (alla fine della quale sorge l’importante chiesa di S. Francesco di
Paola con annesso convento); da via Amendola alla Piazza Martiri d’Ungheria (da
cui si snoda la strada per Barbazzano, antico casale di pianura che conserva
tracce dell’insediamento medievale e rinascimentale); dalla piazza a via
Astarita, ricca di palazzi settecenteschi, anche di notevoli dimensioni e dai
significativi caratteri architettonici.
Risalendo per via Astarita si ritorna sul corso principale all’altezza della
chiesa della Purità e si riprende la visita a partire dal palazzo municipale.
Lungo via Diaz vediamo palazzi sette-ottocenteschi e cortili che risalgono verso
la collina di S. Pantaleone e, alla fine, si incrocia via Tortora dalle
caratteristiche analoghe, rintracciabili anche proseguendo sull’asse principale
che conduce a Nocera, lungo via Carmine, alla fine della quale troviamo il
complesso della
Chiesa del Carmine (con annesso convento oggi scuola), dalla
scenografica facciata settecentesca adorna di statue in stucco. |
|