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ANPAS/PROGETTI/PROGETTI INTERNAZIONALI/BAKOTEH (Gambia)

Progetto per la creazione di un centro socio-sanitario in Gambia
Introduzione
Il progetto Bakoteh, che nasce da un attento lavoro di studio, visite nel Paese, intensi scambi e precedenti esperienze con il partner locale, si propone di creare un centro socio-sanitario che guardi ai bambini, ai loro bisogni e a quelli delle comunità di appartenenza, secondo un approccio integrato che promuova i diritti dell’infanzia nel loro insieme.
L’obiettivo immediato e’ il miglioramento della qualità di vita dei bambini e delle famiglie più vulnerabili nell’area di Bakoteh, ma con questo progetto abbiamo inteso anche disegnare, in collaborazione con gli attori locali, un modello di intervento sostenibile che possa creare sinergie con le risorse esistenti e a sua volta proporsi come esperienza pilota da estendere o replicare in altri contesti all’interno del paese.
Analisi del contesto in cui si interviene
Il Gambia si trova nell’Africa Occidentale e il suo territorio, circondato su tre lati dal Senegal, si snoda per intero lungo il corso del fiume omonimo.
Ex colonia britannica divenuta indipendente nel 1965, il Gambia copre una piccola area di 10.689 kmq popolata da poco più di un milione di abitanti, di cui quasi la metà ha meno di 18 anni.
Data la sua particolare posizione geografica, ha poche risorse naturali.
L’ordinamento del paese ha il carattere di una democrazia parlamentare cui la recente Costituzione del 1997 ha dato una svolta importante relativamente alla separazione dei poteri e alla tutela dei diritti umani.
La società del Gambia è costituita da un miscuglio di etnie che parlano numerosi dialetti.
I gruppi etnici principali sono: Mandinka, Wollof, Fula, Jolsa e Sarrahuli.
La lingua ufficiale è l’inglese, la religione più diffusa è l’Islam, seguito dal cristianesimo e dalla religione tradizionale africana.
Il tasso di analfabetismo si aggira intorno al 61%, mentre la speranza di vita è di 48 anni per gli uomini e 53 per le donne.
Con un Prodotto Interno Lordo pro capite di US$ 350, il Gambia si classifica tra i paesi più poveri del mondo. Il tasso di malnutrizione sta crescendo di pari passo con l’aumento del tasso di indigenza (che sfiora il 70%) e della scarsità alimentare, che interessa quasi il 40% della popolazione.
Le mense scolastiche offrono ai bambini, solo grazie agli aiuti umanitari della FAO e della WFP, una ciotola di riso in bianco. Per moltissimi bambini questo è l’unico pasto giornaliero.
Il governo è seriamente impegnato sul fronte dei diritti dell’infanzia, ha ratificato la Convenzione sui Diritti dei Fanciullo, lavora in stretto rapporto con l’UNICEF e ha raggiunto alcuni buoni risultati (ad esempio nella copertura vaccinale), ma si trova a fronteggiare una situazione di diffusa negazione dei diritti fondamentali, situazione che è resa ancor più complessa dall’elevato tasso di crescita e dall’impoverimento progressivo che affligge il paese, con un aumento del tasso di indigenza di 9 punti percentuali negli ultimi 10 anni.
Nonostante i buoni risultati ottenuti con la copertura vaccinale (90% di copertura per tetano, difterite, pertosse, polio, epatite B e morbillo; 99% di copertura per la Tbc), la prevenzione, l’accesso alle cure mediche e l’educazione sanitaria restano fortemente carenti.
Solo il 36% dei neonati viene allattato al seno nei primi tre mesi di vita. Un ulteriore elemento di rischio per quanto riguarda la salute dei bambini, è rappresentato dalla giovane età della madre.
Sono circa il 20% le bambine al di sotto dei 15 anni che si sposano ed hanno figli: un corpo non ancora ben sviluppato non può dare il necessario apporto di sostanze nutritive al feto e spesso le madri bambine non sono all’altezza dei compiti di accudimento a cui sono chiamate.
Mancano le professionalità adeguate ad affrontare queste problematiche.
In tutto il Gambia ci sono solo due psicologi e pochissime assistenti sociali.
Anche nel settore sanitario in generale vi è un’estrema carenza di figure professionali adeguatamente formate.
Mancano medici e personale paramedico.
Non esistono strutture adeguate per l’emergenza sanitaria e l’unica ambulanza presente in tutto il Gambia è molto vecchia.
In Gambia sono presenti poche organizzazioni umanitarie internazionali e l’ANPAS e’ stata la prima associazione italiana ad avviare delle iniziative di solidarietà in questo paese.
Abbiamo dapprima realizzato un piccolo intervento di sostegno a distanza con il progetto Karabungo e ottenuto l’autorizzazione della Commissione Adozioni Internazionali per svolgere procedure di adozione con il Gambia.
Nel 2004 abbiamo presentato il progetto Bakoteh nell’ambito del “Bando di selezione per l’anno 2004 di progetti di cooperazione sanitaria presentati da soggetti terzi” della Regione Toscana, ottenendo un finanziamento parziale.
Nel 2006 abbiamo ottenuto dalla Commissione Adozioni Internazionali un finanziamento aggiuntivo che ha permesso di avviare concretamente le attività del progetto.
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