Anpas Informa

I social network Anpas sono uno spazio in cui raccontiamo e condividiamo la nostra passione: fare volontariato di pubblica assistenza a fianco di chi ne ha bisogno. In questi spazi avrete modo di condividere e commentare le esperienze e gli eventi che riguardano i volontari delle pubbliche assistenze Anpas. È anche attraverso la rete che vogliamo attivare forme di partecipazione civile, promuovere una cultura della solidarietà e dei diritti; partecipare alla costruzione di una società più giusta e solidale, dare informazioni circa norme e campagne di prevenzione e di pubblica assistenza. Siamo tra i promotori della rete social di Protezione Civile #socialProCiv e, attraverso questa policy, ne sottoscriviamo i principi contenuti nel manifesto.

Sulle pagine Anpas di FacebookTwitterYoutubeFlickrInstagram Issuu troverete i nostri contenuti ufficiali (testi, foto, video, link e altri materiali multimediali) che sono da considerarsi in licenza Creative Commons CC BYND 3.0 possono essere riprodotti liberamente, ma che sarebbe giusto venissero accreditati al canale originale di riferimento.

Ci impegniamo a condividere soltanto informazioni verificate e/o provenienti da fonti che riteniamo attendibili e con i quali svolgiamo le nostre attività: attori istituzionali con i quali collaboriamo (come il Dipartimento della Protezione Civile),  istituti di ricerca (INGV, Reluis e OGS), reti di rappresentanza e di volontariato (Cnesc, Libera, Cev, Alda o Samaritan International), altre associazioni. Per segnalazioni di contenuti, foto o eventi di interesse generale è possibile condividerli attraverso l’email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..">.

La social media policy di Anpas

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15 novembre 2016 - Gli incidenti stradali sono la principale causa di morte nei giovani tra i 15 e i 29 anni: le vittime totali al mondo solo 1,25 milioni di persone. Questo il quadro tratteggiato dall’Organizzazione mondiale della sanità nel report “Global status report on road safety 2015”.

La maggior parte dei morti sulla strada in un anno coinvolgono automobilisti (31%) e motociclisti (23%), ma ogni dieci morti due sono pedoni (22%) e il 4% ciclisti.

 

 

La distrazione causa circa il 20% delle vittime: nel 2014 sulle strade italiane ha provocato 700  morti e 50.000 feriti.

Ogni anno, in Italia, su cento decessi muoiono per incidenti stradali sei persone (fonte OMS), quasi quattromila morti ogni anno.

Vejentana 2014 - l'esercitazione di Anpas Lazio

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che una buona legge sul livello alcolemico alla guida si deve basare su un livello di ≤0.05g/dl per tutti i guidatori e di ≤0.02 g/dl per i guidatori giovani o inesperti.

La Giornata Mondiale in Ricordo delle Vittime della Strada ricorre ogni terza domenica del mese di novembre ed è stata istituita nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sollecitare l’attenzione pubblica sul dramma degli incidenti stradali e per ricordare, a governi e società, la responsabilità collettiva di questa “guerra silenziosa”.

Su una stima preliminare effettuata dall’ISTAT, infatti, nel 2013 in Italia si sono verificati più di 180.000 incidenti stradali con un numero di morti pari a 3.400, e di feriti pari a 259.500. 

World Day of Remembrance for Road Traffic Victims 2015 (NYC) from STREETFILMS on Vimeo.

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