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Inaugurato il 14°meeting nazionale della solidarietà


24 maggio - È iniziato a Bologna, al Parco Nord, con l'arrivo del carro lettiga storico portato a mano dai volontari della pubblica assistenza Croce Verde Sestri Ponente il 14°meeting nazionale della solidarietà Anpas. Un percorso lungo più di 300 km attraverso la Liguria e l'Emilia per ingentilire i cuori e inaugurare l'inizio della tre giorni dei volontari Anpas in Emilia.

A dare il benvenuto ai volontari Anpas, l'Assessore del Comune di Bologna Amelia Frascarola: “Parto dalla frase "si lavora qui per ingentilire i cuori" perché credo che sia il senso profondo di quella che è stata l'esperienza nel terremoto”. Il comune di Bologna è veramente orgoglioso di ospitare questo raduno nazionale. Il grande valore che le pubbliche assistenze portano avanti ci deve far riflettere”.

 

E' fondamentale tutelare i diritti dei cittadini ed è ruolo della politica trovare delle risorse e coinvolgere il volontariato”, ha ricordato Fausto Casini, presidente Nazionale Anpas. “Siamo convinti che il volontariato debba essere un pilastro portante del welfare insieme alle istituzioni. Dobbiamo dare gambe alle parole in modo che la pubblica amministrazione inizi a lavorare insieme al volontariato”.

Rinnovare la cultura di protezione civile e convivere con il rischio.

Questo il tema al centro delle lezioni magistrali che saranno tenute dal capo Dipartimento di Protezione Civile Franco Gabrielli, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, esperti e studiosi di geologia come Gaetano Manfredi, Dario Albarello, Marco Mucciarelli. “Siamo convinti che l'energia sprigionata dai volontari subito dopo il terremoto debba essere utilizzata per far diventare questa energia positiva e per fare della prevenzione”, ricorda Fausto Casini. “Vogliamo lavorare con degli esperti che hanno scelto l'Anpas perché hanno visto il volontariato come tramite per arrivare cittadini e per farli diventare cittadini attivi”.

 

Oggi pomeriggio a Bologna, presso l’Auditorium della Regione Emilia-Romagna, il convegno “Pubblico e privato: le responsabilità del welfare”: una occasione per riflettere sul rapporto tra Istituzioni pubbliche e soggetti privati nell’ambito del sistema di welfare. Partecipano Teresa Marzocchi (Assessore al Welfare Regione Emilia Romagna); Pietro Barbieri (portavoce Forum Terzo Settore), Gregorio Arena (Presidente LABSUS), Andrea Volterrani, sociologo Roma Tor Vergata, Maura Forni (coordinamento politiche sociali e socio educative Regione Emilia Romagna), Luca De Paoli (Portavoce Forum del Terzo Settore provincia di Bologna).

   

Domani, sabato 25 maggio, presso l’Estragon (al Parco Nord) l’assemblea nazionale delle Pubbliche Assistenze con interventi di esperti e personalità del mondo della scienza e delle istituzioni per rinnovare la cultura del rischio sismico.

Nel pomeriggio da Bologna partiranno 100 ambulanze, provenienti da tutta Italia, che toccheranno le città colpite dal sisma dove sono presenti le pubbliche assistenze Anpas. Altre colonne di mezzi partiranno dalle città del Veneto e Lombardia dove hanno operato i volontari Anpas nel corso dell'emergenza dello scorso anno. L'arrivo in piazza Costituente a Mirandola dove, dalle 17, Maino Benatti (sindaco di Mirandola), Luisa Turci (sindaco di Novi di Modena), Emilio Sabbatini (Presidente Provincia di Modena) e Paola Gazzolo (Assessore Regionale alla Protezione Civile) incontreranno i volontari intervenuti lo scorso anno. Ad animare la serata, la coppia di dj di Radio Bruno Enrico Gualdi e Sandro Damura.


Domenica 26 maggio il grande corteo di divise arancioni per le vie di Bologna con la manifestazione nazionale dei volontari Anpas fino a Piazza Maggiore dove si concluderà il meeting con le autorità locali e il presidente di Anpas Nazionale, Fausto Casini, saluterà i volontari.

L'inaugurazione del 14°meeting nazionale della solidarietà

 


 

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L’iniziativa ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed i Patrocini di Regione Emilia-Romagna, Province di Bologna e di Modena e Comuni di Bologna e Mirandola.


        


L'intervento in Emilia
                                              


 

 

 

 


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Pubblico e privato: la responsabilità del welfare

Si è svolto  a Bologna, presso l’Auditorium della Regione Emilia-Romagna, il convegno “Pubblico e privato: le responsabilità del welfare”.

 

Giancarlo Funaioli, presidente Volabo ha dichiarato: "Compito dei centri di servizio del volontariato è quello di lavorare in sinergia con le associazioni. I centri di servizio del volontariato stanno riflettendo sul loro futuro e sulla loro attività che certamente non potrà prescindere da un rapporto stretto con le associazioni".

 

 

Teresa Marzocchi , assessore Welfare Emilia Romagna volevo ringraziarvi per il ruolo che avete avuto durante l'emergenza del terremoto, non solo nei campi. Sappiamo quanto l'Anpas ci sia stata e quanto è stato immediato il suo intervento.

I temi di oggi sono temi preziosi, che hanno bisogno di essere praticati e di una riflessione.

Il volontariato  chiede continuamente alle istituzioni una maggiore autonomia, che è favorito dall'art. 118 e dalla legge 328. Non si può più parlare di diritti e di doveri dei cittadini, ma di diritti e responsabilità perché dobbiamo favorire la cittadinanza attiva e il cittadino deve essere parte del cambiamento.

Dobbiamo trasformare la sussidiarietà da sostitutiva a attiva, riconoscendo soprattutto l'importanza del mondo del terzo settore e in particolar modo del volontariato.

Non ci si deve sostituire ma si deve ridisegnare la geografia del welfare sociale: si tratta di incentivare e favorire lo sviluppo di pratiche condivise.

I temi che dovrebbero garantire il percorso della partecipazione sono: la partecipazione nella pianificazione, perché solo in questo modo riusciamo ad avere una pianificazione coerente con i territori; la partecipazione nella programmazione, per fare in modo che le risorse trovino delle letture che siano più mirate e coerenti. Ci deve essere una connessione tra l'essere rappresentati e l'esserci davvero.

"Ci sono dei momenti storici in cui il problema cruciale è quello della libertà, ce ne sono altri in cui il problema maggiore è quello della fraternità ed è il caso del nostro tempo" (cit.)

Dobbiamo trovare dei percorsi che ci permettano di fare con le associazioni dei patti di solidarietà (ricerca, pianificazione e programmazione) per concretizzare quello che deve essere il welfare pubblico e integrato.

 

 

Pregliasco: Ringrazio l'assessore perché ha rappresentato un pensiero non usuale rispetto agli interventi che di solito sentiamo quando parliamo di welfare, istituzioni e volontariato.

 

Giorgio Arena (Presidente Labsus Laboratorio per la Sussidiarietà): Fra pubblico e privato c' è una differenza ben delineata. L'acqua, la salute, l'aria sono beni della comunità così come il benessere è un bene della comunità e di cui la comunità si fa carico usando due strumenti: art. 3 della cost e l'art. 118 cost..

L'art. 3 cost è cruciale, nell'ottica della costituzione del 1948 era la repubblica a eliminare le differenze sociali ed è per questo che in quegli anni nascono tutta una serie di apparati pubblici, come il Servizio Sanitario Nazionale (nel 1978).

Quando non c''è più crescita economica, diventa difficile per lo stato continuare a mantenere tutti quei fondi pubblici destinati agli apparati e quel modello di welfare diventa insostenibile.

La soluzione è proprio nel combinato disposto dell' art. 3 e art. 118 cost. con un sistema che vuole il terzo settore al centro e protagonista: domanda dei cittadini, risposta dai cittadini stessi. Io la chiamo il modello di amministrazione condivisa perché istituzioni, apparati e cittadini rispondono insieme ai bisogni.

Non è democrazia rappresentativa ma partecipazione alla risoluzione dei problemi.

Stiamo parlando di cittadini che autonomamente iniziano a svolgere attività di interesse generale, in questo modo si crea una rete di persone, competenze, capacità di ogni genere.

Questa è l'Italia che non si vede ma c'è e che risolve molti dei nostri problemi. Uno dei capisaldi del volontariato è la gratuità ma la verità è che ci piace, ci diverte e ci fa realizzare delle competenze che nel mondo del lavoro non riusciamo a realizzare.

Tutto questo deve essere incanalato in maniera positiva perché al centro di tutto c'è la persona umana, il suo pieno sviluppo, e non è un obiettivo egoistico perché se tutti potessero realizzarsi sarebbe una società migliore per tutti.

Dal 2011 il mondo è cambiato: l'amministrazione condivisa non è un ripiego ma un nuovo modo di essere dell'amministrazione.

Bisogna rinunciare a un po' di protagonismo delle singole associazione e bisogna imparare a lavorare insieme perché c'è tutto il bisogno di costruire questo welfare condiviso.

Alle istituzioni bisognerebbe chiedere di rinunciare a un po' di potere amministrativo per condividere con altri le decisioni.

Un modello come quello fondato sulla sussidiarietà si può realizzare in Italia meglio che altrove. Mettere in piedi dei modelli di benessere condiviso vuol dire aiutare a sconfiggere la solitudine che già è un risultato.

Autonomia, responsabilità, solidarietà sono le tre parole portanti del welfare condiviso.

Autonomia perché aiuta la persona a crescere e a realizzarsi, tant'è che la costituzione parla di autonoma scelta dei cittadini.

Responsabilità perché se si è capaci di fare scelte si è anche responsabili di esse. Responsabile nel suo significato latino, perché il responsabile è colui che da risposte, e i volontari sono dei responsabili capaci di dare risposte ai bisogni della comunità.

Solidarietà è quella che lega autonomia e responsabilità facendole sprigionare energia.

Tutto questo è possibile e ci farà passare da una logica della moneta a una logica della solidarietà. E' possibile perché sta già avvenendo.

 

Pregliasco: Grazie ad Arena che ha ben toccato il tema della sussidiarietà eccecc. Quali forme culturali e organizzative per il volontariato? ce ne parla Andrea Volerrani ecc ecc

 

Volterrani, docente di sociologia Tor Vergata e presidente di Fortes: Perché fare volontariato e soprattutto come farlo?

E' un tempo di cambiamento sociale e culturale ma anche un tempo in cui sono pochi quelli che si sfidano e cambiano gli scenari. Il volontariato potrebbe essere il protagonista del cambiamento cominciando a porsi domande semplici, come: perché lo faccio?

La società è in frantumi ma si sta già ricostruendo, ci sono molti esempi di processi di riscossione, come i gruppi di acquisto solidale o di co- working.

Qualcuno dice che era in atto una crisi di valori, invece c'è solo una trasformazione e rinnovamento di essi. Per alcuni versi potremmo dire che c'è anche una riappropriazione di valori.

Si possono promuovere questi valori e questi processi in modi diversi, non solo con l'associazionismo, ma anche con cooperative sociali, GAS, Imprese sociali.

Il problema non è la forma organizzativa che ci diamo ma quanto riusciamo a fare circolare questi valori e questi processi.

Adesso c'è la libertà di fare volontariato con gusto, con divertimento.

La partecipazione all'interno del volontariato è rispetto e ascolto dell'altro, non esiste una ricetta ma piuttosto l'adozione di una forma culturale. Se dentro l'organizzazione non riesco a partecipare attivamente come farò a raccontarla all'esterno?

Fondamentale diventa la democrazia organizzativa ma non relegata solamente ai momenti statutari formali.

Il volontariato è inoltre parte della società, spesso ci si dimentica che si parla a tutti e non a un pezzetto della popolazione. Ciò significa che il volontariato deve mirare a far diventare tutti cittadini attivi (non per forza volontari).

Mutualità: riscoprire le società di mutuo soccorso partendo quindi dalle proprie origini. Scoprire un concetto di mutualità che sia condiviso nel territorio e far si che le amministrazioni siano dentro al concetto di mutualità perché tenere fuori la pubblica amministrazione dalla mutualità vuol dire distruggere il pubblico e non farlo rinascere e crescere.

Bisogna cominciare a pensare alla comunicazione in termini diversi perché é cambiamento culturale e fa parte del terzo settore in modo profondo.

 

 

Pietro Barbieri, portavoce del forum nazionale del terzo settore: La riflessione di oggi è molto interessante e ci porta a fare delle considerazioni che non siano costruite nella rappresentanza e nella rappresentazioni di ciò che siamo e facciamo.

Il punto di lettura dei cittadini attivi, dei cittadini che si impegnano, il punto di partenza è proprio l'impegno. La voglia dei cittadini di farsi carico delle condizioni in cui vivono altri cittadini, di farsi carico dell'ambiente, della comunità che necessita di trovare nuove forme di crescita e coesione.

Elemento chiave di lettura è un elemento storico, cioè che il perimetro pubblico di questo sistema di welfare non è nato nel perimetro pubblico della costituzione di questo paese, ma nasce prima nella storia e nella cultura (?!?!?!?!?).

Abbiamo bisogno di programmazione e pianificazione condivisa anche a livello nazionale e non solo nei programmi di non autosufficienza.

 

Pregliasco: Bisogna ridefinire le priorità del welfare partendo proprio da queste considerazioni.

 

Luca De Paoli, Anpas Emilia Romagna: E' iniziato un percorso di progettazione con la pubblica amministrazione quattro anni fa e non si è ancora concluso. L'azione di welfare condiviso ha portato a dei cambiamenti attraverso delle fasi.

Prima fase: per quanto riguarda il "percorso di partecipazione del terzo settore alla programmazione sociale e sanitaria nella provincia di Bologna."

Si è lavorato mettendo in risalto punti di forza e criticità, ci sono stati vari momenti assembleari che hanno messo a confronto quasi 80 associazioni di Bologna. Tutto questo ha consentito di creare delle reti. Quasi 250 ore di riunioni ai tavoli che ha prodotto un documento quale contributo alla programmazione.

Seconda fase: "Il patto sulla sussidiarietà". Ognuno dava il suo significato alla sussidiarietà quindi attraverso una serie di tavoli abbiamo messo in campo delle relazioni e in un confronto con le istituzioni pubbliche abbiamo creato dei punti per porre le basi alla sussidiarietà.

Attraverso queste due azioni c'è stato una grande responsabilizzazione del terzo settore che si è sentito partecipe delle decisioni insieme alle istituzioni. Da questi tavoli sono nate delle relazioni importanti con altre associazioni che sono culminate alla fine nella presentazione di diversi progetti sociali.

Attraverso questo percorso abbiamo ottenuto il pieno riconoscimento del volontariato, dell'associazionismo, dell'impresa sociale e della cooperazione sociale. Il tentativo di questo lavoro è anche un tentativo per modificare il rapporto con le istituzioni.

L'ultima fase: "Il bilancio di comunità", come noi l'abbiamo chiamato, è un percorso ancora in itinere ma che ha dei punti di eccellenza.

 

Pregliasco: L'importanza della mutualità ovvero un ritorno alle radici come diceve prima A Volterrani quando parlava della presenza di percorsi di mutualità. Abbiamo iniziato un percorso con il consorzio mutue sanitarie perché pensiamo che il loro contributo al welfare è importante.

 

Massimo Piermattei, vice presidente consorzio mutue sanitarie: Mutualità significa non essere soli.  Le prime forme di welfare si diffondono nella seconda metà dell'ottocento.

Dallo spontaneismo, ispirato ai valori di fratellanza, abbiamo visto nascere degli apparati come inps, inpdap che avevano come obiettivo dei maggiori comfort.

Nel '78 nasce il sistema sanitario nazionale e ciò ha fatto sì che la mutualità fosse solo volontaria. L'universalità dei servizi entra in crisi da subito per mancanza di fondi ed è per questo che rientra in campo a pieno titolo la mutualità.

I valori delle società di mutuo soccorso rappresentano ancora oggi dei valori portanti.

Una SMS è un soggetto non lucrativo con finalità di interesse generale, sulla base del principio costituzionale di sussidiarietà.

Oggi c'è un vero invito da parte del governo alla società di appoggiarsi alle società di mutuo soccorso.

Le mutue hanno dei valori che si traducono in vantaggi concreti perché uniscono delle persone che hanno come obiettivo il reciproco aiuto.

L'unione fa la forza perché i soci sanno che i contributi che versano andranno ad aiutare altri soci che si trovano in difficoltà in quel momento. Le mutue hanno un valore specifico sociale e tendono ad avere un rapporto più amichevole, ad essere più vicine ai propri associati a differenza delle assicurazioni che sono più interessate ai dividendi.

Puntiamo nel passaggio da un welfare state a un welfare condiviso.

 

Pregliasco: dobbiamo conoscere di più la mutualità cooperativa per garantire universalità di diritti.

 

 

Mario Ansaloni (assessorato politiche sociali) L'obiettivo della pubblica amministrazione è il raggiungimento di questi obiettivi sostanziali: riqualificare il rapporto tra volontariato e la pubblica amministrazione regionale e verificare i rapporti del volontariato con la pubblica amministrazione nello svolgimento dei servizi.

Abbiamo cominciato un dialogo con il mondo del terzo settore per arrivare a delle decisioni condivise.

Individuate le maggiori problematiche, stiamo arrivando adesso alle conclusioni.

Sono state individuate tre macro problematicità: la prima relativa ai rapporti con la pubblica amministrazione, cioè l'eccessiva discrezionalità di quest'ultima nel decidere gli interlocutori del terzo settore; le difficoltà di bilancio  degli enti locali che li ha indotti a usufruire maggiormente del volontariato costringendo quest'ultimo a professionalizzarsi maggiormente e ad assumere dei dipendenti professionali; la difficoltà delle associazioni a relazionarsi con l'amministrazione per via delle pratiche burocratiche lunghe.

Sono scaturite da queste valutazioni alcune proposte, come lo snellimento delle procedure di verifica o la ridefinizione della composizione di governance per rendere più possibile il radicamento territoriale per cui è chiamato il volontariato.

Con queste linee guida vogliamo individuare i patti di solidarietà e sussidiarietà dove il volontariato sia il valore aggiunto.

 

 

Fausto Casini: La nostra sfida entra nei modelli di relazione anche con la pubblica amministrazione. Bisogna cominciare a parlare da volontario per davvero e fare la politica di servizio. siamo stanchi di dover inventare una parola nuova per fare le cose. Siamo stanchi di sentir parlare di educazione civica e poi si taglia il servizio civile.  Le pubbliche assistenze sono una palestra per i nostri giovani.Noi passiamo sui gesti simbolici. Quando hai l'incarico devi avere l'umiltà di studiare il ruolo. La complessità del welfare ci fa immaginare qualcosa di diverso. Dobbiamo immaginare un percorso formativo nelle scuole col volontariato. Cambiare l'etica della comunicazione sociale, cambiare i paradigmi educativi nella scuola, cambiare le politiche giovanili non con la prevenzione ma proporre modelli di impegno nella società. Dobbiamo ragionare sulla rappresentanze e le organizzazioni. Il piano inclinato è la deresponsabilizzazione del pubblico. Le associazioni di volontariato devono creare dinamiche nella progettazione, nella costruzione dei servizi

 

 

Welfare pubblico e privato

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Le soccorsiadi e le gare per decidere quale squadra rappresenterà l'Italia al prossimo Sami Contest

23 maggio meetanpas 

Sabato 23 maggio è stato il giorno  delle gare di primo soccorso:  le gare di volontari giovani (15-26 anni)e giovanissimi (11-14 anni) volontari di nove regioni d'Italia che decideranno la squadra che rappresenterà l'Italia alla prossima edizione del Sami Contest, i campionati europei del soccorso, che si disputerà nel 2016 (fotogallery delle gare)

PUNTEGGI TOTALI PROVE - GRUPPO A (11-14 anni)

1° POSTO       LIGURIA 73 punti

2° POSTO       TOSCANA 55

FUORI GARA   CROCE BIANCA BOLZANO 39

 

PUNTEGGI TOTALI PROVE - GRUPPO B (15-26 anni)

1° POSTO     LIGURIA 88,5

2° POSTO     SARDEGNA 74,5

3° POSTO     MARCHE 73

4° POSTO     ABRUZZO/TOSCANA 71 a parimerito    

6° POSTO     LAZIO 62

7° POSTO     PUGLIA 60,5

FUORI GARA CROCE BIANCA BOLZANO 75

 

Nella quindicesima edizione delle Soccorsiadi di Anpas Toscana ha vinto la zona di Massa Carrara.

23 maggio: le gare del soccorso

Nel corso della giornata a Stazzema i cinofili Anpas si sono esercitati in un corso per la ricerca dei dispersi in superficie (fotogallery)

Nel pomeriggio il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha preso parte alla manifestazione nazionale delle pubbliche assistenze Anpas e ha inaugurato alcune attrezzature della Protezione Civile Anpas (container segreteria, dispensa, distribuzione e preparazione pasti). Al termine del corteo ha dichiarato: "Durante questa sfilata e per queste strade che trasudano storia e senso di comunità io ho visto e percepito nelle parole del presidente della Croce Verde di Pietrasanta il legame con il territorio. Percepire a livello nazionale il senso della comunità, il senso di quanto la comunità e l’associazione sono legate al territorio: questo è sistema nazionale di protezione civile. Stiamo facendo un percorso importante insieme: anpas presente nell’emergenze, ma anche nella formazione, nella comunicazione al cittadino e la comunicazione dei rischi. Anpas ha avuto l’intelligenza di aprire la campagna #iononrischio ad altre associazioni perché abbiamo capito che questo sistema funziona se è allargato.  Ci aspetta un percorso importante e dovremo condividere. Ringrazio anche Anpas per ciò che è stato detto nel percorso di legge delega della Protezione civile. Il volontariato del territorio è il segnale migliore per parlare di solidarietà e comunità e se questo è tangibile è grazie a voi".

Fabrizio Curcio, capo dipartimento Dipartimento Protezione Civile al #meetanpas

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas: "Siamo qui a festeggiare i 150 anni della prima associata che poi ha creato un flusso continuo che continua fino a oggi. Il nostro meeting è  un momento importante con cittadini che vogliono essere parte viva e concreta in uno spirito di presenza nel quotidiano: eroi senza superpoteri. Siamo pronti, insiee al Dipartimento di Protezione civile, non solo per fronteggiare le future emergenze,ma anche per continuare a fare formazione".

 

#meetanpas per seguire l'evento sui social network

 

Il programma - HOME MEETING

Venerdì 22 maggio 2015 - meetanpas

Sabato 23 maggio 2015 - meetanpas

Domenica 24 maggio 2015 - l'Assemblea nazionale Anpas

Tutte le gallerie fotografiche del #meetanpas 


Durante il meeting sono stati  raccolti i fondi per il progetto di Anpas in Nepal - il progetto


Assemblea nazionale delle Pubbliche Assisetenze - domenica 24 maggio a Viareggio presso la Croce Verde


Patrocini e partner

L’iniziativa ha ottenuto i patrocini del Ministero della Salute, Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Camaiore, Comune di Pietrasanta, Comune di Seravezza,  Comune di Forte dei Marmi.

In collaborazione con Cesvot, Centro Servizi Volontariato Toscana


Al #meetanpas le qualificazioni prossima squadra Anpas al Sami Contest 


 

Le passate edizioni del Meeting Nazionale della Solidarietà

XIV°Meeting, Bologna 2013 - sito

XIII°Meeting, Bari 2012 - sito

XII°Meeting, L'Aquila 2011 - sito


      


 

 

 

 

 

 

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