CSVnet: Anpas alla conferenza 2017

Roma 1 ottobre 2017 - Dopo “l’ampia riforma che ha riordinato la disciplina” del non profit, “i Centri di servizio per il volontariato sono chiamati a svolgere un’importante funzione di coordinamento e promozione”, per “accogliere i cambiamenti in corso e riflettere su come contribuire alla loro efficace attuazione”. È l’esortazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contenuta nel messaggio letto ai 300 partecipanti alla Conferenza 2017 di CSVnet svoltasi a Roma dal 28 al 1 ottobre cui Anpas ha partecipato con una propria delegazione.

Anpas alla conferenza di CSVnet

 

L’ultimo Report sulle attività del 2015 dei Centri di Servizio registra un “indice di penetrazione” del 65% sul bacino d’utenza. Oltre 214mila i servizi erogati nonostante la progressiva contrazione delle risorse. Dal 29 settembre all’1 ottobre oltre 300 delegati riuniti a Roma nella conferenza nazionale di CSVnet “Al Centro per tutti”
I CSV forniscono almeno un servizio all’anno al 65% delle organizzazioni di volontariato italiane (odv, iscritte e non iscritte nei Registri regionali) presenti sul territorio di competenza: 31.827 sulle 49.122 risultanti dalle banche dati aggiornate tenute dagli stessi CSV. In pratica 2 associazioni su 3 hanno usufruito di attività, risorse o spazi dei Centri di servizio, riconosciuti sempre più come l’unico punto di riferimento per migliaia di organizzazioni, soprattutto quelle meno strutturate.
Questo dato, definito come “indice di penetrazione dei CSV nel volontariato”, è uno fra i principali tra quelli contenuti nell’ultima edizione del Report sulle attività dei CSV realizzato da CSVnet. E farà da sfondo ai lavori della Conferenza annuale 2017 che – con oltre 300 delegati presenti – l’associazione nazionale dei Centri ha organizzato a Roma dal 29 settembre al 1 ottobre prossimi e intitolata “Al Centro per tutti – Il volontariato che accoglie il cambiamento”.
L’indagine, riferita al 2015 (ma i dati in elaborazione del 2016 non si discostano sensibilmente), conferma i CSV italiani anche come luoghi di partecipazione del volontariato: la platea delle associazioni che li gestiscono è salita a 9.621 soci, per l’87% organizzazioni di volontariato, a cui si aggiunge una quota del 12,5% relativa ad altre realtà del terzo settore. Interessante è anche il numero dei volontari presenti nei Centri: si tratta di 2.407 persone impegnate a titolo gratuito negli organi collegiali e come supporto agli staff.


Come detto, l’ultimo Report registra una mole impressionante di servizi erogati: con una rete di 377 punti di servizio, fra sedi e sportelli attivi su tutto il territorio nazionale, i CSV hanno fornito oltre 214 mila servizi per lo più gratuiti. Tra questi: 2.149 attività formative con oltre 47mila partecipanti e 27mila ore di docenza; 107.406 consulenze di ogni genere (+ 27% dal 2011 al 2015) erogate per il 92% da risorse interne ai CSV a favore di 21.652 odv – il 44% del bacino d’utenza complessivo; 59mila servizi logistici – tra prestiti di attrezzature e concessione di spazi alle associazioni; 20mila servizi d’informazione e comunicazione; 3.178 incontri per la promozione e lo sviluppo di reti e relazioni fra le odv.
Senza contare le 4.842 iniziative di promozione e le 18mila di orientamento al volontariato, che si aggiungono alle attività nelle scuole, con 1.596 istituti coinvolti, 158mila studenti, 4mila docenti e 3mila odv, in crescita del 12% rispetto al 2014.
Aumentano anche i beneficiari dei servizi: 45.842 sono le associazioni non profit servite, dato che registra un aumento del + 18% rispetto al 2011. Si tratta in gran parte di organizzazioni di volontariato (69%) anche se la crescita più importante riguarda le associazioni di promozione sociale, cooperative e altre associazioni servite, che hanno un peso del 15% sul totale. Una tendenza, questa, che dimostra come i Centri siano già attenti a rispondere ai dettami del nuovo Codice del Terzo settore, che assegna loro il compito di gestire servizi rivolti ai volontari di tutti gli “Enti di Terzo settore” (aprendo ad essi anche l’ingresso nella governance) e non più alle sole associazioni definite dalla legge 266/91 sul volontariato, presto abrogata in seguito dalla riforma (legge 106/2016).
Triplicate infine le realtà profit ma soprattutto i gruppi informali (2.500 unità) raggiunti, dati che, insieme all’aumento del 170% dei cittadini intercettati (68mila in tutto) spiegano come i CSV riescano ad attrarre anche le forme più spontanee e meno organizzate di impegno sociale.
Riguardo i costi, nel 2015 i CSV hanno speso 47,7 milioni di euro provenienti dai fondi speciali costituiti dalle Fondazioni bancarie, invece dei 50,01 dell’anno precedente(-4,8%): un dato importante alla luce sia della crescita dei servizi, sia della contrazione delle risorse economiche a disposizione. Infatti, tra il 2014 e il 2015 (escludendo la quota di circa 1,5 milioni per il funzionamento dei Comitati di Gestione) i fondi complessivi - compresi i residui degli anni precedenti - sono diminuiti del 3,9%passando dai 77,6 a 74,6 milioni di euro.
“La riforma del Terzo settore ha legittimato e valorizzato la presenza ormai ventennale dei CSV in tutto il territorio nazionale, – dichiara il presidente di CSVnet, Stefano Tabò.– Ed ha aperto una nuova stagione in cui i CSV non saranno solo ‘per’ tutto il volontariato, ma anche ‘di’ tutto il terzo settore, continuando a lavorare per una sempre più efficace promozione del volontariato e per la crescita di tutte le forme di impegno sociale gratuito nel nostro Paese”.
Sul sito di CSVnet sono disponibili il Report integrale, la versione “in pillole” e le infografiche.

MOMENTO DELICATO. 
Nel corso della mattinata, in collegamento da Torino dove è impegnato nel G7 della Scienza, è intervenuto anche il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Luigi Bobba, padre di quella “ampia riforma” del Terzo settore che è in questi giorni tema trasversale dei lavori. “Siamo in un momento di transizione molto delicato, - ha detto Bobba, - ed è bene che quel camminare in cordata che abbiamo sperimentato nella fase di scrittura dei decreti possa continuare per giungere insieme alla meta”. Perché la riforma diventi effettiva, infatti, serviranno almeno 18 mesi in cui saranno scritti oltre 40 decretti attuativi. “La collaborazione dei CSV, - ha proseguito il sottosegretario, - e la vostra capacità di segnalarci elementi perché questa transizione non conosca inciampi è importante per far sì che i decreti possano essere fatti in modo adeguato”.
Bobba ha anche invitato ad abbassare “l’ansia” dovuta all’alto numero di atti amministrativi (“quelli veramente importanti sono una decina”), e ha dedicato gran parte del suo intervento al “ruolo importante che i CSV hanno nel processo di attuazione della riforma. Il valore dell’impegno civico è il cuore della normativa e i Centri ne diventeranno un polmone, per il loro ruolo di agenzie di sviluppo del volontariato nelle comunità attraverso tutti i legami che in questi anni hanno creato”.
“Voglio rassicurare, - ha concluso Bobba ricordando il lavoro in corso per la costituzione dell’Organismo nazionale di controllo (Onc) dei CSV, - che se a un certo punto è sembrato che si volesse cancellare il ruolo svolto dai Centri in questi anni, il nostro intento è tutt’altro: abbiamo a disposizione un’infrastruttura che in questi anni ha svolto un compito fondamentale a servizio delle organizzazioni di volontariato, che non vogliamo smantellare né svalorizzare: vogliamo farla diventare una delle leve fondamentali per dare attuazione alla riforma e al codice”.

Tutti i lavori della conferenza su http://www.csvnet.it/it/conferenza-2017

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