Progetto PAC: volontariato e D.LGS 231

27 gennaio 2018 - Si è svolto a Roma  un incontro formativo interregionale, nell’ambito del progetto PAC, per la definizione di una procedura semplificata per le Organizzazioni di Volontariato del modello 231/2001 sulla responsabilità degli amministratori. L’obiettivo di questo incontro interregionale è  di condividere una PROCEDURA SEMPLIFICATA per le organizzazioni di volontariato della certificazione prevista dal Dlgs 231/2001, tenendo conto degli ambiti specifici di intervento delle pubbliche assistenze (trasporto sanitario, protezione civile e altri servizi). Alla base dell’incontro il MOG Modello Organizzativo elaborato dal gruppo tecnico nazionale composto da rappresentanti di ANPAS e della Confederazione delle Misericordie d’Italia. Durante l’incontro è stata presentata anche la sezione dedicata alla 231/2001 del sito www.volontariamentesicuri.org.

COS’È?

Il D. Lgs. 231/01 stabilisce i parametri che consentono alle organizzazioni di non vedersi attribuire la responsabilità amministrativa a seguito della commissione di alcuni reati (i cosiddetti reato presupposto) commessi da persone fisiche legate all’associazione e che possono ricoprire ruoli diversi (volontari, dipendenti, dirigenti, collaboratori, …). Per farlo le Associazioni devono adottare un particolare modello organizzativo (MOG).

PERCHÉ È IMPORTANTE?
A partire dal 2016 l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha emanato una delibera, la numero 32, con la quale sancisce il dovere per le stazioni appaltanti che affidano servizi agli enti del terzo settore (compreso quindi gli enti locali e le Aziende sanitarie) di “verificare l’osservanza, da parte degli organismi no-profit, delle disposizioni di cui al D. Lgs. 231/2001” onde assicurare che le prestazioni di servizi vengano condotte nel pieno rispetto della legalità.
La necessità di dotarsi di modelli di organizzazione e gestione per le associazioni del Terzo settore è stato ripreso e rafforzato con l’emanazione del Codice del Terzo Settore (Dlgs 117/2017) in cui all’art 30, in relazione alle dimensioni associative, istituisce l’organo di controllo. Nello specifico, al comma 6, si viene a
precisare che “L’organo di controllo vigila sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, qualora applicabili”.

COSA HA FATTO ANPAS?
Anche a seguito della sperimentazione realizzata dal Comitato regionale Anpas Piemonte, a luglio 2016 Anpas Nazionale - insieme a Confederazione Nazionale delle Misericordie e con la consulenza di Stea Consulting - ha costituito un TAVOLO TECNICO (coordinato da Vincenzo Favale), per la stesura di un modello semplificato per l’elaborazione di modelli di gestione specifici per le associazioni del terzo settore.

Nell’ambito del progetto PAC “Pubbliche Assistenze Aperte al Cambiamento”, finanziato dalla Fondazione con il Sud, Anpas ha dedicato alla questione della 231/2001 un asse specifico con 6 incontri informativi regionali nelle regioni oggetto dell’iniziativa (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) e con la proposta di un incontro formativo interregionale (Roma, 27 28 gennaio 2017). Contemporaneamente si sta provvedendo a completare l’elaborazione di uno strumento software ad hoc – nell’ambito della piattaforma www.volontariamentesicuri.org - che possa supportare le associazioni nell’effettuare le azioni
e le scelte che consentiranno la costruzione e l’implementazione del modello organizzativo.
Nel progetto “BRIDGE costruiamo la rete Anpas del futuro”, presentato il 7 dicembre al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Anpas ha inserito altre azioni per sostenere le Associazioni in questa attività (formazione consulenti per la costituzione di un elenco, incontri sui territori).

COSA COMPORTA ADOTTARE UN MOG?
L’adozione di un MOG prevede da un lato la costruzione di un apparato organizzativo fatto da procedure operative e dall’altro l’effettuazione di attività di controllo su di esse, eseguite da un Organismo di Vigilanza. È inoltre necessaria l’adozione di un Codice Etico e di un Sistema Disciplinare idoneo a
sanzionare i comportamenti a rischio. Tali Modelli sono costruiti a partire dall’individuazione delle attività associative a rischio reato, nonché dall’analisi del rischio ad esse connesso, e dalla verifica degli eventuali controlli già effettuati su di esse.

LE FASI PER LA COSTRUZIONE DI UN MOG

  • Raccolta di informazioni sull’associazione tramite una check list
  • Individuazione delle aree di attività maggiormente a rischio reato per l’associazione
  • Analisi/Valutazione del grado di rischio: in questa fase si valuterà la probabilità che si verifichi l’evento o il comportamento a rischio, ossia se ci troviamo di fronte ad una probabilità alta, media o bassa di accadimento. In questa fase viene calcolato il rischio lordo che è quello al quale è esposta
    l’associazione nel momento in cui non applica dei controlli.
  • Valutazione del sistema di controllo (eventualmente) già adottato e della capacità dell’associazione di rilevare le situazioni a rischio reato. In questa fase si calcola il rischio netto che è quello effettivo e residuale rispetto al sistema di controllo adottato. Su questo rischio si ragionerà poi nei termini di
    accettabilità o meno di esso. Si ritiene che siano accettabili quei rischi medio/bassi, per gli altri invece, al fine di mitigarne l’impatto, dovranno essere applicate procedure specifiche di gestione delle attività.
  • Adozione ed applicazione di un Codice Etico
  • Assunzione di un Sistema Disciplinare idoneo a sanzionare le condotte a rischio contrarie alle
    direttive emanate dal Modello.
  • Istituzione dell’Organismo di Vigilanza con i requisiti di indipendenza, autonomia, professionalità, e con autonomi poteri di iniziativa e controllo e di continuità di azione. Tutto ciò è reso possibile mediante l’adozione di un proprio regolamento di funzionamento che dovrà poi essere reso noto all’Organo Direttivo dell’associazione. Inoltre, per assicurarsi l’autonomia e l’indipendenza, l’OdV dovrà essere dotato di adeguate risorse finanziarie da utilizzare per ogni esigenza necessaria al corretto svolgimento delle sue attività. Tra i compiti dell’Odv sono: verificare l’osservanza del Modello, l’efficacia del Modello nel prevenire la commissione dei reati, l’aggiornamento del modello.

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