Spending review: approvata definitivamente dalla Camera

Il danno è stato ridimensionato. Un ringraziamento a chi si è speso per modificare le norme sul terzo settore

commento di Stefano Tabò, presidente di CSVnet


Roma, 7 agosto 2012 – La Camera dei Deputati, nella seduta di oggi, ha approvato il decreto legge sulla Spending Review.


Occorre ringraziare con convinzione chi, nel Parlamento e nello stesso Governo, si è speso per modificare le norme riguardanti il volontariato e il terzo settore contenute nella prima formulazione della Spending Review” – commenta Stefano Tabò, il presidente di CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. “Potevamo assistere ad un vero salto all’indietro della pratica giuridica e della cultura istituzionale del nostro Paese. Il danno è stato ridimensionato. Le preoccupazioni, inevitabilmente, non sono del tutto evaporate.


Il mantenimento dell’Osservatorio del Volontariato, al pari di quello dell’Associazionismo, è stata un’acquisizione importante. Le Organizzazioni di Volontariato hanno ribadito, nei pronunciamenti di questi giorni, la volontà di rafforzare la loro coesione nelle prassi e negli strumenti di rappresentanza, sia a livello nazionale sia nei diversi territori.  


I Centri di Servizio per il Volontariato colgono da tale apprezzabile segnale l’impulso per continuare ad essere un supporto attento e sensibile, anche sotto questo delicato aspetto. La VI Conferenza Nazionale del Volontariato, prevista in autunno a L’Aquila, è una immediata opportunità.

 


"Ma si poteva fare di più ...."

Comunicato stampa del Forum del Terzo Settore

Dichiarazione di Andrea Olivero, Portavoce del Forum

 

Roma 30 luglio 2012 - Il decreto della spending review, in approvazione al Senato, mostra rilevanti segnali positivi che vanno nella direzione di ascolto delle istanze sollevate dal terzo settore.  Nelle scorse settimane infatti il Forum del Terzo Settore aveva lanciato l’allarme contro alcuni provvedimenti, contenuti nel DL 95/2012, che avrebbero portato un grave attacco alla partecipazione, alla democrazia e alla realizzazione di importanti servizi sociali per la comunità.

 

Rispetto all’Art. 4 prendiamo favorevolmente atto che si è fatto un notevole passo indietro. Mettere in questione la possibilità, da parte delle pubbliche amministrazioni, di erogare contributi e di procedere a convenzionamenti, avrebbe provocato effetti devastanti sul terzo settore, dalle cooperative per l'inserimento lavorativo a quelle di servizi alla persona, e sulle organizzazioni di volontariato. Basti pensare al numero di servizi essenziali che difficilmente sarebbero stati ancora garantiti. Solo per citare alcuni esempi, il sistema della raccolta e donazione del sangue, quello del 118 o della protezione civile.

 

Rispetto all’Art. 12, comma 20, che annunciava la chiusura di moltissimi Osservatori e organismi di consultazione, accogliamo con soddisfazione il ripristino dell’Osservatorio del Volontariato, di quello della Promozione Sociale, dell’Osservatorio per l'infanzia e l'adolescenza e del Comitato nazionale di parità. Purtroppo ne verranno chiusi molti altri, il cui costo, nullo in termini economici, è invece molto alto in termini di confronto, partecipazione, costruzione di socialità e di fiducia, dunque di democrazia per il nostro Paese. Tra questi la Consulta nazionale del Servizio civile, uno strumento importante che tutela la formazione di moltissimi giovani.

E’ chiaro che il mancato utilizzo del metodo concertativo ha fatto si che si sbagliasse l’approccio e che si minacciasse di sopprimere alcuni organismi partecipati di grande importanza e valenza sociale. Continueremo quindi a vigilare e a chiedere con forza al governo che vengano garantiti tavoli di confronto affinché venga dato ascolto al nostro mondo e si trovino risposte e risorse soddisfacenti che sostengano tutto il terzo settore, riconoscendone il ruolo nella vita dei cittadini, come pure il suo rappresentare uno spazio fondamentale di partecipazione democratica.”



Spending review - ANPAS “A rischio il sistema dell’emergenza sanitaria”

SPENDING REVIEW: ANPAS CON FORUM DEL TERZO SETTORE  PER IL RITIRO DAI TAVOLI ISTITUZIONALI

Dichiarazione di Fausto Casini, presidente nazionale Anpas

Firenze, 24 luglio 2012. Anpas condivide e sostiene il ritiro del Forum del Terzo settore da tutti i luoghi di partecipazione istituzionale. In un momento in cui dovrebbe creare le condizioni per rinnovare la capacità di rappresentanza del Terzo settore, il Governo sceglie di far da sé sottraendosi dal confronto. In un momento di difficoltà nella coesione sociale del paese, isolandosi nel Palazzo, il Governo riduce ulteriormente la capacità di lettura della situazione reale nei territori.

 


 

Firenze, 19 luglio 2012. Anpas esprime il proprio sconcerto per le misure contenute nella spending review adottate dal Governo e si associa alla protesta del Forum del Terzo Settore e delle altre Associazioni nazionali.

Non c’è solo la cancellazione degli osservatori nazionali del volontariato e dell’associazionismo sociale e di altri strumenti di partecipazione della società civile alle scelte del Governo. Il comma 8 dell'art. 4 del DL n. 95 del 6 luglio 2012, nella sua attuale formulazione, vieta l’affidamento diretto dei servizi a soggetti del privato, comprese quindi le associazioni di volontariato, imponendo alle amministrazioni pubbliche di effettuare gare d’appalto. Questa misura, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2014, mette in ginocchio il sistema di emergenza sanitaria nel nostro Paese che viene garantito per il per il 70% dal volontariato. Nessun riconoscimento, quindi, al valore sociale del volontariato, a chi interviene per primo nel caso di emergenze nazionali, come il recente terremoto in Emilia, e a chi contribuisce alla coesione sociale delle comunità locali e alla tutela e la salvaguardia dei beni comuni.

Ma il volontariato è colpito anche dal comma 6 dell'art. 4 del provvedimento che impedisce agli enti del servizio privato che svolgono per le amministrazioni servizi, a titolo oneroso o gratuito, di ricevere altri contributi pubblici e dell’art 23 che usurpa nuovamente il 5 per il mille utilizzando una parte dei contributi come risorsa dello stato.

Secondo il Presidente nazionale Fausto Casini «E’ evidente che la decretazione d’urgenza presenta una serie di errori che sono frutto di un'autosufficienza di un Governo incapace di dialogare con le forze sociali. Si adottano delle misure senza valutarne gli effetti sui cittadini a cui vengono fatti pagare i costi della crisi. Si attivi quindi immediatamente un luogo di confronto con le associazioni».

Anpas chiede al Governo di rivedere le proprie scelte ed a tutte le forze politiche di adoperarsi per modificarle in occasione della discussione parlamentare e si prepara alla mobilitazione e all'informazione dei cittadini italiani.

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