Non solo l'8 marzo: donne in arancio tutto l'anno

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas - Andiamo oltre l'8 marzo e impegnamoci seriamente in una battaglia culturale ed in una seria riflessione che metta davvero al centro il tema delle pari opportunità e la prevenzione di ogni forma di violenza e di discriminazione. Ci richiamiamo al significato originario della Giornata internazionale della donna, istituita dall’ONU, per rivendicare diritti e parità di genere partendo dal voto alle donne.Diritto al voto che le donne delle pubbliche assistenze già esercitavano prima del riconoscimento del suffragio universale in Italia.

Per questo non festeggiamo solo oggi, ma ogni giorno siamo grati a ogni donna che fa parte del nostro movimento e che lo rende migliore. Che il mondo del volontariato quindi, così ricco di straordinaria presenza femminile, diventi modello per un paese in cui, drammaticamente, sono ancora presenti gravi episodi discriminatori e di violenza nei confronti delle donne e la parità di genere è ancora così lontana.

Donne in Arancio

Per noi l’8 marzo è solo una data sul calendario, una data per fare ulteriori riflessioni di come sia possibile  incidere maggiormente per fare in modo che  il Paese  prenda coscienza dell’importanza del ruolo femminile sia per la crescita sia per la coesione sociale. Le "quote" non dovrebbero esistere se si valorizzassero i meriti e le competenze di chi ne ha, uomini e donne. Purtroppo notiamo con preoccupazione che spesso si riduce il tema delle "pari opportunità" alla violenza e solo quando viene agita in modo brutale, cioè fa notizia , ed alle "quote".

Non si parla mai delle discriminazioni in ambito lavorativo, non si parla mai delle tante mamme che abbandonano il posto di lavoro dopo il primo anno di vita del bambino, perché non hanno la possibilità di "conciliare i tempi". Non si parla mai delle molestie e dei ricatti che le donne subiscono in ambito lavorativo e familiare.

Si parla poco della difficoltà che molte donne incontrano nel loro percorso di carriera, o della disparità retributiva o della loro povertà. Vogliamo essere parte più attiva in questo percorso di sensibilizzazione? Secondo una rilevazione della Fondazione Volontariato e Partecipazione, le donne rappresentano il 52% della popolazione italiana, ma solo il 45% dei volontari totali, con punte negative del 43% al Nord. Circa 3 donne su 100 appartengono a un'associazione contro il 4% degli uomini, anche se in media donano più ore settimanali dei colleghi maschi. Le donne in Italia sono il 52% della popolazione sopra i 14 anni, ma rappresentano soltanto il 45% del totale dei volontari delle organizzazioni di volontariato italiane. Il dato emerge da un approfondimento della Fondazione Volontariato e Partecipazione che ha analizzato i dati forniti dall'Indagine Istat sugli Aspetti della Vita Quotidiana. Considerando solo le organizzazioni di volontariato, il tasso di partecipazione femminile a tali organizzazioni è pari al 2,9% (circa 3 donne su 100), contro il 3,9% degli uomini. Tuttavia, se hanno una minor propensione ad aderire ad organizzazioni di volontariato, quelle che compiono tale scelta evidenziano livelli di impegno (misurati in termini di ore settimanali dedicate a tali attività) superiori a quelli dei volontari maschi, con una media 18,9 ore contro 15,4 dei secondi (+18%).

Glenda                                      

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