Far bene il bene è contagioso a Palermo: una gara di solidarietà con i volontari Anpas

Far bene il bene è contagioso a Palermo: un intervento dei volontari Anpas della pubblica assistenza LeAli

12 settembre 2019 - È bastato vedere dipingere una nuvola solitaria nel cielo al posto di una scritta blasfema su di un muro dell’istituto comprensivo “Giovanni Pascoli”, nel quartiere Zisa di Palermo.
Una nuvoletta di quelle che se la guardi bene ti sembra sorridere.

L'intervento dei volontari Anpas all’istituto comprensivo “Giovanni Pascoli”, nel quartiere Zisa di Palermo.

Quando i colleghi di un grosso call center di Palermo hanno riconosciuto Salvo, un volontario della pubblica assistenza LeAli, al telegiornale, intento a pulire e tinteggiare quel muro, è partita la gara di solidarietà. Il plesso scolastico “Giovanni Pascoli” la scorsa settimana è stato oggetto del più vile atto di vandalismo: classi messe a soqquadro, suppellettili distrutte, teste di gatto mozzate, escrementi ovunque, crocifissi sottosopra.

Così, associazioni e semplici cittadini, ma anche i rappresentanti delle varie istituzioni, si sono mobilitati per ristrutturare la scuola in pochi giorni e garantire il regolare inizio dell’anno scolastico. “In questi casi è importante affermare i valori della solidarietà e dell’impegno civile attraverso dei gesti concreti” - dice Sonia Pecorella della pubblica assistenza LeAli - “solo così possiamo davvero essere cittadinanza attiva. Per questo motivo siamo subito accorsi a dare una mano”.

E proprio stamattina, in occasione della manifestazione a sostegno della legalità, che si è svolta davanti al cortile dell’istituto Pascoli, è stato consegnato uno scatolone assieme ad una lettera, indirizzata alla direttrice scolastica, scritta dai lavoratori del call center: “Questa piccola donazione è di un gruppo di lavoratori di un grosso call center che, senza aver fatto una colletta e senza organizzare nulla, passavano dalla postazione di lavoro del collega che fa parte dell’associazione leAli, che con il suo gesto e la sua voglia di aiutare ha convinto tutti noi. Abbiamo così deciso di acquistare colori di ogni tipo, perché i colori sono l’opposto dell’oscurità. Un piccolo gesto fatto con tanto amore. I lavoratori call center”.

Fare bene il bene

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