Comunicati stampa

5 dicembre 2016. In occasione della giornata internazionale del volontariato che si celebra, ogni anno, il 5 dicembre, ANpas rilancia il valore e l'importanza del volontariato

Giornata del volontariato

Secondo Fabrizio Pregliasco è “importante come ogni anno rilanciare l’importanza del volontariato, in tutti gli ambiti. Ancora più importante è, come Anpas, sottolineare il volontariato strutturato storico che ogni giorno garantisce servizi così come anche nelle emergenze come quella in corso nel centro Italia. Anche alla luce della Riforma del Terzo Settore, è necessario rilanciare l’importanza di questo capitale che va garantito e di cui si deve parlare”.

0
0
0
s2sdefault

“Legge 106/2016 – Piattaforma Anpas” è questo il titolo un documento di tre pagine accompagnate da un ulteriore documento di proposte di sviluppo di alcuni temi della piattaforma che Anpas sta inviando a diversi stakeholders in queste settimane, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali al Forum del Terzo settore, dalle altre Associazioni al responsabile della Protezione civile, Fabrizio Curcio.

Legge 106, la piattaforma Anpas
ANPAS rientra in quella parte di volontariato strutturato organizzato che necessita di disposizioni particolari perché mal si colloca nell’ambito più ampio del volontariato nell’accezione più comune - piccolo, di prossimità non strutturato - né nel contesto dell’impresa sociale (per la prevalenza dell’attività volontaria svolta). Questa situazione è peraltro simile a quella della Confederazione delle Misericordie d’Italia, del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e della Croce Rossa Italiana, seppure con la sua attuale ibrida strutturazione. La peculiarità e l’importanza delle associazioni di volontariato organizzato sono state richiamate anche dal Dipartimento di protezione civile sottolineando la necessità di un riconoscimento delle specificità delle organizzazioni di volontariato operanti nella protezione civile, come peraltro indicato nell’ art.5, comma 1, lettera a) della Legge 106/2016. ANPAS ritiene quindi necessario che, nel contesto dei decreti delegati previsti dalla Legge delega 106/2016 in corso di definizione, si tenga conto delle peculiarità della sua storia e del ruolo sin qui svolto nel contesto socio sanitario per preservarne il capitale umano ed evitare una sua possibile dispersione oltretutto a vantaggio di realtà, presenti nel nostro settore, di dubbia moralità.

Questa la dichiarazione di Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas: "Ci siamo resi conto che, almeno nella nostra percezione e parlando con diversi stakeholders, che gli elementi che stanno emergendo rispetto all’applicazione della bella e positiva legge 106, la Legge Delega di Riforma del Terzo settore, impresa sociale e Servizio civile, che certamente traccia un quadro nuovo e positivo, che noi siamo un po’ nel mezzo di un quadro che vede due poli, il volontariato piccolo, di prossimità, che svolge attività complementari (attività non in forma stabile e continuativo) e un altro polo fatto dall’impresa sociale, uno strumento importante per garantire il welfare in futuro. Noi, come altre organizzazioni, stiamo nel mezzo tra questi due poli perché siamo una realtà di volontariato che svolge attività complesse, continuative ed anche in espansione. In particolare nella core mission della nostra attività che è il trasporto sanitario in senso lato, dal 118 d’emergenza all’anziano che deve andare a farsi la lastra a 100 km di distanza da casa. È ovvio che questa non può essere un’attività marginale ma è lo stesso scopo del nostro esistere e questo a noi pare, rende un po’ difficile l’inquadramento in uno dei due poli che la Delega disegna. Rappresentiamo una parte storica del volontariato organizzato che presta servizi nell’emergenza e nel pronto soccorso. Adesso va di moda il volontariato occasionale, quello dei volontari Expo per intenderci, però c’è anche questo segmento storico da preservare.

Come ha scritto Fabrizio Curcio su La Repubblica: «Distinguere volontariato e impresa sociale è fondamentale, per non fare confusione tra i cittadini e per consentire alle organizzazioni di volontariato di protezione civile di preservare la loro caratteristica fondamentale: essere libere e accessibili a chiunque, permettendo a chi vuole giocarsi in questa sfida di integrare l’attività di volontariato con la propria vita personale. Anche per quelle organizzazioni che, nella loro dimensione nazionale e storica, operano legittimamente sui due fronti, mantenere ben chiara la distinzione tra le due forme di impegno è cruciale.

In questo la legge fornisce un indirizzo deciso sulla distinzione dei due mondi, fondamentale per il sistema di protezione civile, salvaguardando la possibilità che essi possano coesistere nel quadro di una regola nuova che superi le nebulosità del passato. Crediamo sia giusto partire da ciò che abbiamo ottenuto come vittoria alla Corte Europea di Strasburgo sulla possibilità di avere servizi in affidamento diretto e senza gare di appalto nel nostro ambito di attività, estendendo a tutto il territorio italiano la pratica dell’affidamento diretto, senza rimborsi spese se non documentati e mai forfettarie ai volontari. Credo che questo sia interesse anche di altre realtà di volontariato, la possibilità di poter avere, entrate di natura economica sempre nell’ambito delle attività istituzionali e per il raggiungimento di ciò che prevedono gli statuti, attività che oggi spesso la Guardia di Finanza ci contesta per la famigerata definizione di “attività commerciale marginale”. Noi diciamo di darci la possibilità di poter svolgere in modo agevolato e facilitato attività che ci permettono di autofinanziarci e di essere presenti in maniera capillare sul territorio e in maniera continuativa, come stiamo facendo anche nelle zone del terremoto del Centro Italia, presenza che va oltre la prima emergenza e che continua anche quando i riflettori dei media si spengono. Perché se è vero che l’affidamento diretto per noi è la cosa migliore e lo è anche per lo Stato che ci rimborsa solo le spese effettivamente sostenute.

 

Chiediamo la possibilità di promuovere imprese sociali di partecipare alla costituzione di imprese sociali e società di cui al Libro V del codice civile, nonché esercitarne il controllo. Da quello che dalle bozze di decreto legislativo che abbiamo potuto visionare, si evidenzia è che c’è un limite del 50% di volontari rispetto ai dipendenti, o comunque, anche comprensibilmente, si stabilisce una proporzione assai stretta tra dipendenti e volontari. L’associazione che presiedo a livello locale, Rho soccorso, ad esempio, ha 250 volontari e 14 dipendenti e non potrebbe diventare impresa sociale. Questa strada ci è preclusa. Invece sarebbe utilissimo poter disporre, magari a rete in una provincia o in una regione, di strumenti di impresa sociale, che facciano qualcosa di complementare e che possano essere controllate dall’entità di riferimento i cui proventi e utili possano servire ai fini dell’autofinanziamento delle attività istituzionali statutarie. In tal senso con tali strutture gemmate si potrebbero attuare ad esempio attività di trasporto secondario per conto di strutture ospedaliere svolgendo servizi comunque legati alle finalità istituzionali.Il dialogo è in essere con il Ministero con le rappresentanze e con altre associazioni. Una questione che potrebbe essere spinosa è il rimborso forfettario che aleggia come richiesta da grandi realtà di volontariato, come l’Auser ad esempio. Noi vediamo un rischio: la forfettizzazione può favorire forme di lavoro nero. Qualcuno porta ad esempio ciò che già succede per le associazioni sportive dilettantistiche dove c’è un regime di rimborso forfettario esentasse sino a un limite di 7.500 euro. Altre realtà associative dicono, adottiamo una formulazione simile in cui il volontario viene rimborsato senza pezze giustificative. La nostra proposta invece è quella secca dello status quo che tecnicamente dice: rimborso a piè di lista solo se ci sono spese documentabili e attribuibili al volontario".


I documenti

La piattaforma Anpas

Gli emendamenti

0
0
0
s2sdefault

2 novembre. Proseguono le attività dei volontari Anpas, in coordinamento con il Servizio nazionale della Protezione civile e i 118 locali, per garantire un’assistenza adeguata alle persone fuori casa a seguito della  scossa del 30 ottobre che ha colpito l’Italia centrale. Soccorso sanitario urgente, ripristino dei servizi socio-sanitari nelle aree colpite e l’implementazione dei servizi sanitari sono le attività che vedono impegnati i volontari delle pubbliche assistenze Anpas coordinati dalla sala operativa nazionale e dalle sale operative dei comitati regionali Anpas entrati in funzione dal 26 ottobre 2016.

Terremoto centro Italia: l'impegno dei volontari Anpas

A seguito del sisma che ha colpito la zona di Norcia la situazione resta in continua evoluzione. Continuano gli interventi dei volontari Anpas su vari Comuni e frazioni nella Provincia di Macerata e di Ancona.  Questa mattina i volontari partiti domenica hanno ricevuto il cambio da squadre partite da Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna, Puglia, Campania, Lombardia per un totale di 35 volontari.

I volontari stanno svolgendo attività logistica di supporto alla popolazione in collaborazione con gli enti locali e le altre strutture attivate dal Dipartimento della Protezione Civile sul territorio.

Terremoto centro Italia: l'impegno dei volontari Anpas

Nel Comune di Cingoli (MC) è stata montata la tensostruttura di Anpas. Oltre alla postazione fissa di ambulanza di Camerino e alla postazione di Fabriano, dal 30 ottobre sono state attivate altre 2 postazioni ambulanza (Porto S. Elpidio e Montefortino) supportate dagli equipaggi delle Pubbliche Assistenze Anpas della Regione Marche. Per tutto il 31 ottobre sono stati attivi numerosi equipaggi per il servizio di evacuazione della popolazione. A San Severino Marche prosegue l'attività di sostegno alla popolazione con due psicologhe dell'emergenza.

A Corciano, i volontari della pubblica assistenza OVUS, a seguito dell'attivazione da parte del Sindaco del Comune di Corciano, hanno prestato servizio, con 4 minivan e volontari, per il trasferimento della popolazione, giunta dai luoghi del sisma, nelle strutture ricettive adebite.

Tutte le squadre vengono monitorate direttamente dalla Sala operativa nazionale e da un referente Anpas sul posto. "Come partner operativo del Dipartimento di protezione civile, Anpas continua a lavorare in sinergia con un coordinamento istituzionale" dichiara Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas. "Noi c'eravamo e continueremo ad essere vicini alle popolazioni colpite".

È attivo il numero verde 800.840.840 del Dipartimento della Protezione Civile che fornisce informazioni in base agli aggiornamenti del Comitato Operativo riunito nella sede del Dipartimento della Protezione Civile.


È attivo il numero verde 800.840.840 del Dipartimento della Protezione Civile che fornisce informazioni in base agli aggiornamenti del Comitato Operativo riunito nella sede del Dipartimento della Protezione Civile e la sala operativa della Protezione civile Lazio è 803555, la sala operativa regionale unica Regione Umbria 0742630777

Visto il ripetersi delle scosse, Anpas ricorda le buone pratiche di protezione civile della campagna Io non rischio da adottare dopo un terremoto

  • Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi.
  • Prima di uscire chiudi gas, acqua e luce e indossa le scarpe.
  • Uscendo, evita l’ascensore e fai attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate.
  • Una volta fuori, mantieni un atteggiamento prudente.
  • Se sei in una zona a rischio maremoto, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato.
  • Limita, per quanto possibile, l’uso del telefono.
  • Limita l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
  • Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di emergenza comunale.

La campagna Io non rischio

Anpas ricorda le buone pratiche Io non rischio in caso di terremoto una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. 

 

Tags: ,
0
0
0
s2sdefault

3 novembre. Proseguono le attività dei volontari Anpas, in coordinamento con il Servizio nazionale della Protezione civile e i 118 locali, per garantire un’assistenza adeguata alle persone fuori casa a seguito della  scossa del 30 ottobre che ha colpito l’Italia centrale. 

Foligno, l'allestimento dell'area di ammassamento dei volontari Anpas

Le attività di oggi. Ottantadue i volontari delle pubbliche assistenze Anpas che dalla ieri sera stanno allestendo due aree d’ammassamento per soccorritori nelle Marche e in Umbria con un modulo cucina (completo di dispensa, tensostruttura, tavoli e panche), tende pneumatica, moduli bagna e container.

In particolare sono quarantacinque i volontari (da 19 associazioni di Abruzzo, Basilicata, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana, Veneto) che da questa mattina stanno allestendo un’area d’ammassamento presso il Centro Fiere Villa Potenza (MC). Altri trentasette i volontari (da 21 associazioni provenienti da Lazio, Umbria, Piemonte, Sardegna e Toscana) presenti presso il centro funzionale di Foligno che da questa notte hanno lavorato per attrezzare l’area che ora è già in funzione.

A Norcia, dove è già operativo il modulo cucina dal 26 ottobre, è arrivato nella serata di ieri un altro container bagno ed una tenda 10x8 che ospiterà per la notte la popolazione.

Soccorso sanitario urgente, ripristino dei servizi socio-sanitari nelle aree colpite e l’implementazione dei servizi sanitari sono le attività che vedono impegnati i volontari delle pubbliche assistenze Anpas coordinati dalla sala operativa nazionale e dalle sale operative dei comitati regionali Anpas entrati in funzione dal 26 ottobre 2016.

A Castelsantangelo sul Nera sono presenti 6 volontari Anpas (tre volontari di Avis Cologno con un mezzo e il mezzo della Croce Verde APM di Milano con due volontari dell’APM e un volontario della Croce Rosa Celeste) con due mezzi 4x4 che stanno operando in sinergia con il COC del comune.

A Fiastra sono presenti quattro volontari delle pubbliche assistenze Anpas Lazio. A Cessa Palombo 4 volontari delle pubbliche assistenze Anpas Abruzzo. A Sefro tre volontari di Anpas Campania. A Tolentino sette volontari di Anpas Emilia Romagna e quattro di Anpas Abruzzo. A Cingoli due volontari di Anpas Lazio e 3 di Anpas Puglia. A Fabriano 3 volontari di Anpas Lazio. A San Severino Marche stanno operando due psicologhe dell'emergenza di Anpas Abruzzo e Anpas Lazio.

Continua, infine, il coordinamento con due opertori nella Sala Operativa Nazionale e un volontario nel magazzino di Montopoli

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas: «Il susseguirsi delle scosse ci sta obbligando a rilanciare la nostra attività per continuare a stare vicino alle popolazioni e alle comunità colpite»

Macerata: l'allestimento dei volontari Anpas dell'area di ammassamento


È attivo il numero verde 800.840.840 del Dipartimento della Protezione Civile che fornisce informazioni in base agli aggiornamenti del Comitato Operativo riunito nella sede del Dipartimento della Protezione Civile e la sala operativa della Protezione civile Lazio è 803555, la sala operativa regionale unica Regione Umbria 0742630777

Visto il ripetersi delle scosse, Anpas ricorda le buone pratiche di protezione civile della campagna Io non rischio da adottare dopo un terremoto

  • Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi.
  • Prima di uscire chiudi gas, acqua e luce e indossa le scarpe.
  • Uscendo, evita l’ascensore e fai attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate.
  • Una volta fuori, mantieni un atteggiamento prudente.
  • Se sei in una zona a rischio maremoto, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato.
  • Limita, per quanto possibile, l’uso del telefono.
  • Limita l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
  • Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di emergenza comunale.

La campagna Io non rischio

Anpas ricorda le buone pratiche Io non rischio in caso di terremoto una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. 

Tags: ,
0
0
0
s2sdefault

1 novembre. Proseguono le attività dei volontari Anpas, in coordinamento con il Servizio nazionale della Protezione civile e i 118 locali, per garantire un’assistenza adeguata alle persone fuori casa a seguito della  scossa del 30 ottobre che ha colpito l’Italia centrale. Soccorso sanitario urgente, ripristino dei servizi socio-sanitari nelle aree colpite e l’implementazione dei servizi sanitari sono le attività che vedono impegnati i volontari delle pubbliche assistenze Anpas coordinati dalla sala operativa nazionale e dalle sale operative dei comitati regionali Anpas entrati in funzione dal 26 ottobre 2016.

L'assistenza dei volontari nelle Marche

L'impegno dei volontari Anpas nelle Marche.  A Pioraco nella giornata di ieri i volontari della pubblica assistenza Gran Sasso Soccorso hanno provveduto alla bonifica di un capannone e la predisposizione per farlo diventare dormitorio e refertorio. 

Nel Comune Fiastra sono presenti i volontari delle pubbliche assistenze di Morro D'Oro e Croce Verde Villa Rosa per il sostegno all'attività di logistica e aiuto cucina. I volontari della pubblica assistenza Morro d'Oro e Villa Rosa hanno provveduto al montaggio delle tende pneumatiche)a Bolognola, frazione san Lorenzo di Fiastra.

Sostegno per il pernottamento è stato dato dai volontari Anpas anche nel comune di Acquacanina.

Presso il palazzetto dello sport di San Severino Marche dodici volontari Anpas (provenienti da Abruzzo, Emilia Romagna e Lazio) hanno dato supporto con attività di vigilanza, supporto e registrazione popolazione.

Le attività a Norcia.  A Norcia i volontari della colonna mobile nazionale Anpas si stanno occupando della distribuzione dei pasti con il modulo cucina comprendente anche la mensa installato il 26 ottobre scorso e che nella giornata del 30 ottobre, giorno della scossa più forte, ha preparato e e distribuito oltre 1500 pasti. Inoltre è stata effettuata la distribuzione dei medicinali, l’assistenza sanitaria e il soccorso agli animali domestici, oltre al servizio di accompagnamento e assistenza alle persone che si sono trasferite sulla costa e o nelle regioni limitrofe per garantire loro una sistemazione adeguata.

#sismaitaliacentrale

Nelle Marche i volontari delle pubbliche assistenze Anpas, hanno preso parte al coordinamento dei soccorsi nella postazione della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) del Dipartimento della Protezione Civile Marche. Una cucina mobile e una postazione di soccorso (formata da ambulanza e un mezzo per trasporto disabili) sono stati installati presso il Comune di Pievetorina (MC). Un’ambulanza presente anche a Camerino. Ad Ancona sono quaranta i volontari Anpas, tra cui due psicologi dell’emergenza, impegnati nelle prime ore al censimento e all’assistenza alla popolazione.
Nella mattinata di oggi i volontari Anpas stanno provvedendo all’istallazione di una ulteriore tensostruttura nel comune di Cingoli, provincia di Macerata.

È attivo il numero verde 800.840.840 del Dipartimento della Protezione Civile che fornisce informazioni in base agli aggiornamenti del Comitato Operativo riunito nella sede del Dipartimento della Protezione Civile.


È attivo il numero verde 800.840.840 del Dipartimento della Protezione Civile che fornisce informazioni in base agli aggiornamenti del Comitato Operativo riunito nella sede del Dipartimento della Protezione Civile e la sala operativa della Protezione civile Lazio è 803555, la sala operativa regionale unica Regione Umbria 0742630777

Visto il ripetersi delle scosse, Anpas ricorda le buone pratiche di protezione civile della campagna Io non rischio da adottare dopo un terremoto

  • Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi.
  • Prima di uscire chiudi gas, acqua e luce e indossa le scarpe.
  • Uscendo, evita l’ascensore e fai attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate.
  • Una volta fuori, mantieni un atteggiamento prudente.
  • Se sei in una zona a rischio maremoto, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato.
  • Limita, per quanto possibile, l’uso del telefono.
  • Limita l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
  • Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di emergenza comunale.

La campagna Io non rischio

Anpas ricorda le buone pratiche Io non rischio in caso di terremoto una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. 

 

Tags: ,
0
0
0
s2sdefault

Su questo sito usiamo cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Questi cookies sono essenziali per le funzionalità del sito. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy. I accept cookies from this site.