Comunicati stampa

Le ambulanze non pagheranno i pedaggi: soddisfazione da Anpas

16 agosto 2018 - Anpas prende atto positivamente della nota diffusa dalla società Austostrade per l'Italia che ha annunciato "che le ambulanze non pagheranno più il pedaggio sulla propria rete" e precisato che la decisione dell'esenzione delle ambulanze sulla rete autostradale avrà effetto immediato i pedaggi per i mezzi di soccorso.

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas: "Apprendiamo anche da agenzie di stampa che, su sollecitazione del sottosegretario Rixi, Autostrade per l'Italia abbia preso atto dell’importanza del servizio delle pubbliche assistenze Anpas e per questo stia rivedendo l’accordo che ci permetterà di garantire la salute a tutti eseguendo i servizi nel modo migliore possibile. Insieme a quanto i nostri soccorritori hanno fatto in questo triste momento dove soprattutto nella Liguria l’esigenza di utilizzo delle autostrade è fondamentale per garantire un servizio di soccorso e assistenza a tutti i cittadini, prendiamo atto positivamente di questa decisione insieme al Presidente di Anpas Liguria Lorenzo Risso anche per quanto riguarda il quotidiano con un territorio che obbliga le nostre associazioni a percorrere le autostrade per poter garantire la salute di tutti". 

Il soccorso non deve pagare pedaggio

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Anpas: utile l'allungamento per le modifiche degli statuti, attendiamo l'articolato per avere chiarezza e pianificare le attività

Il Consiglio dei Ministri del 2 agosto ha approvato il decreto correttivo al Dgls.117/2017 (Codice del Terzo settore)

In attesa di esaminare e commentare il testo definitivo approvato, si segnala che il decreto prevede la proroga da 18 a 24 mesi per l’adeguamento degli statuti degli enti del terzo settore al nuovo quadro normativo. Quindi il previsto termine del 3 febbraio 2019 per il suddetto adeguamento è posticipato al 3 agosto 2019.

Secondo Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas "per quello che abbiamo appreso dal comunicato stampa del Consiglio de Ministri è sicuramente utile l’allungamento de tempi per le modifiche statutarie degli enti. Rimaniamo in attesa dell’articolato nella speranza che ci sia chiarezza per poter pianificare le attività delle associazioni"


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Codice Terzo Settore,  Anpas: “Preoccupazione per il possibile rinvio della definizione delle norme del Codice del Terzo Settore”

13 luglio 2018. Anpas esprime preoccupazione in seguito alla presentazione del disegno di legge da parte di Massimo Romeo (Lega) e Stefano Patuanelli (Movimento Cinque Stelle), avvenuta a poche ore dall’audizione in Senato a cui Anpas ha preso parte, di un possibile rinvio di sei mesi per l’adozione dei decreti integrativi e correttivi della Riforma portandolo da dodici a diciotto mesi. Nella migliore delle ipotesi porterebbe l’approvazione della Riforma a febbraio 2019.

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas, ha dichiarato “La nostra preoccupazione deriva dal fatto che dopo numerosi momenti di confronto e audizioni alla Camera e al Senato nelle rispettive commissioni, vorremmo evitare di restare in un limbo che non farebbe bene alle nostre associazioni. Come sottolineato dal Forum del Terzo Settore, l’unica proroga che abbiamo chiesto è stata quella per la modifica degli statuti per dare il tempo alle associazioni di convocare le rispettive assemblee. Confermiamo la nostra disponibilità per una collaborazione per una stabilizzazione del Codice che, come abbiamo condiviso e promosso, promuove i principi di trasparenza e correttezza. Il ruolo del terzo settore deve essere di collaborazione con le istituzioni, mai sostitutivo dell’azione pubblica, e che riesca a mettere in pratica il principio costituzionale della sussidiarietà”

Cresce il welfare, cresce l'Italia
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Riforma: il terzo settore non può aspettare. Lettera aperta al Governo

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte
Al Vicepresidente Luigi Di Maio
Al Vicepresidente Matteo Salvini
Al Sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti
Al Presidente commissione Affari Costituzionali del Senato Stefano Borghesi
Alla presidente commissione Affari Sociali della Camera MariaLucia Lorefice

Le parole del Presidente del Consiglio nel discorso di insediamento del 5 giugno scorso sono state per il Terzo settore italiano un riscontro importante della consapevolezza del governo del valore del nostro ruolo per lo sviluppo del paese e dell'urgenza del completamento della riforma.

Fare bene è importante ma oggi è necessario anche fare tempestivamente.

Ad un anno dall'avvio, la riforma del Terzo Settore ha evidenziato criticità che devono essere emendate. Un ulteriore ritardo nell’emanare un primo correttivo del Codice del terzo settore prolunga una situazione ormai non più sostenibile di incertezza normativa - sul piano fiscale e civilistico - e organizzativa che complica, e in alcuni casi rischia di compromettere, l’opera di 11 milioni di soci e volontari impegnati in oltre 300.000 organizzazioni di volontariato e di promozione sociale operanti nelle nostre comunità. Tutte queste associazioni sono tenute, entro febbraio 2019, a modificare i propri statuti sociali e a ridefinire aspetti determinanti della loro attività, fino al cambiamento della stessa qualifica giuridica. Tutto ciò non può essere effettuato in presenza di un dato normativo incompleto e instabile che, anche alla luce della eventuale proroga di 4 mesi per l'adozione dei provvedimenti correttivi, è passibile di ulteriori modifiche.

Certezze normative, fiscali e civilistiche sono peraltro indispensabili anche per sbloccare la costituzione di nuovi soggetti fermi da piu di un anno nell’attesa che si definisca un quadro normativo certo.

Chiediamo quindi:

- l'apertura di una interlocuzione organica e non frammentata su tutti i provvedimenti inerenti il completamento e l'attuazione della riforma;

- che il Governo eserciti la delega emanando uno o più provvedimento correttivi;

- che un primo correttivo contenente le indispensabili modifiche e precisazioni relative al funzionamento delle associazioni, al trattamento fiscale e alla proroga dei tempi per gli adeguamenti statutari venga emanato entro il 2 agosto, come previsto dalla legge delega, consentendo agli enti di attivare in tempi adeguati valutazioni e processi democratici interni ineludibili;

- che si sblocchi l’iter di approvazione del decreto che definisce le attività secondarie ( art 6 del DLGS 117/2017).

Con fiducia

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas


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Codice Terzo Settore, Anpas in audizione al Senato: il volontariato trasparente è fondamentale per garantire i servizi. Pregliasco: importanti le risorse per le piccole associazioni.

Presentata oggi in audizione al Senato la posizione di Anpas sui decreti legislativi sul Codice del Terzo Settore

Roma 10 luglio 2018 - Il Presidente di Anpas, Fabrizio Pregliasco, ha tenuto oggi un’audizione alla Commissione Affari istituzionali del Senato, nell’ambito delle  disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante il Codice del Terzo settore.

Nel rimarcare le questioni puntualizzate pochi giorni fa alla Camera, Pregliasco ha dichiarato: “Siamo contrari al lavoro nero: un elemento da sradicare perché rovina la storia del volontariato italiano organizzato fatto da associazioni storiche serie e corrette. Per questo rimarchiamo la posizione di Anpas affinché le attività delle associazioni di volontariato siano basate sulla chiarezza e sulla trasparenza per garantire un buon livello di welfare e, contemporaneamente, la cittadinanza attiva nel nostro paese".

Nel documento presentato in audizione Anpas ha chiesto l’inserimento nell’atto del governo n. 33 di un art. 11 bis contenente (modifiche all’art. 33 del decreto legislativo 117 del 2017): “All’articolo 33 del decreto legislativo 117 del 2017, dopo le parole “spese effettivamente sostenute e documentate” inserire le parole “salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria secondo le modalità di cui all’articolo 6”. Una formulazione che, come sottolineato dal presidente Pregliasco a seguito di un intervento da parte di un parlamentare del Movimento Cinque Stelle durante l’audizione, “va a sostegno non solo delle grandi organizzazioni, ma di tutte le organizzazioni, anche le realtà più piccole o le nuove che devono crescere” 

Nel corso dell’audizione anche le Misericordie hanno ricordato le tante sentenze in favore di Anpas (ultima quella del Tar Veneto) che si sono succedute sull’affidamento dei servizi “Servizio di trasporto sanitario di emergenza-urgenza deve andare per affidamento e anche quello ordinario, in virtù delle tante sentenze, deve andare per affidamento”

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