Reti news

Praesidium Samaritan International a Roma: Anpas ospita i 15 rappresentanti del network europeo 

Praesidium Samaritan International

5 maggio 2018 - Si è tenuto oggi  a Roma, presso l'UOR Anpas, il prossimo Presidium di Samaritan International, network europeo a cui ANPAS aderisce in qualità di membro dal 2010 e con il quale condivide ambiti di intervento e di lavoro (protezione civile, primo soccorso, aiuto umanitario).

Quindici i rappresentanti delle organizzazioni provenienti da Germania, Austria, Italia, Lettonia, Polonia e Slovacchia che prenderanno parte al Praesidium.

Il terzo settore in Europa, le proposte di intervento dei gruppi di lavoro interni alla rete, l'importanza dei progetti per coinvolgere nuove associazioni ed allargare la rete, l’organizzazione del SAM.I. Contest 2018, il Servizio civile universale quale opportunità di scambio e crescita all’interno della rete: questi i temi che verranno approfonditi durante il Presidium.

"Un momento importante quello con Samaritan International con una storia molto simile a quella delle nostre associazioni" ha dichiarato Fabrizio Pregliasco. "Un momento di confronto sulle prospettive di sviluppo a livello europeo:l’Europa non è solo mercato, ma anche una societàorganizzata nel quotidiano, nel trasporto sanitario e nella protezione civile. Oggi poi ricorre il ventennale dell’alluvione di Sarno dove poi Anpas ha fatto e continua a fare la sua parte. Fondamentale la contaminazione e lo scambio di buone pratiche è fondamentale per costruire un’Europa vera fatta da cittadini attivi, senza distinzione e senza razzismi"

Forum Samaritan International

Il Presidium è momento in cui i rappresentanti delle organizzazioni aderenti alla rete si riuniscono con cadenza regolare “a casa” di una di queste. Una riunione che assicura lo scambio continuo di informazioni ed esperienze fra i membri della rete al fine di formulare e revisionare piani di lavoro comuni, coordinare progetti in corso e condivisi, sollecitare e promuovere azioni di interesse collettivo.

 

0
0
0
s2sdefault

Fondo per il Terzo Settore, approvato il progetto Bridge di Anpas: Costruiamo la rete Anpas del futuro” interamente cofinanziato dai fondi ministeriali.

La sfilata dei volontari Anpas a Castelnuovo di Porto

20 febbraio 2018 - È stata pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la graduatoria dei progetti finanziati attraverso il fondo di cui all’art. 72 del Codice del Terzo settore, di circa 45 milioni di euro, rivolto a organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore. Il progetto Bridge presentato da Anpas è stato uno dei 78 (su 83 complessivi) ritenuti ammissibili per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale da realizzarsi da parte di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni di terzo settore.

Il progetto Bridge. Con questo progetto Anpas continua un percorso finalizzato a garantire comportamenti e procedure responsabili tra le associazioni aderenti, per migliorarne l'efficienza, l'efficacia, la trasparenza e la qualità dell'azione volontaria. Il progetto “BRIDGE - Costruiamo la rete Anpas del futuro” mira a promuovere e rafforzare l’infrastrutturazione sociale della rete Anpas attraverso lo sviluppo e il potenziamento delle strutture materiali e immateriali, consolidando le capacità di costruzione e sviluppo nelle figure strategiche del movimento, mettendo in collegamento luoghi e soggetti molteplici ed eterogenei, facendoli conoscere, dialogare e lavorare insieme per il bene e la crescita comune.

“C'è una grande soddisfazione nel veder già riconosciuto nei fatti ciò che si andrà a definire con la Riforma, ovvero che Anpas era e sarà una rete" il commento di Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas. "Questo progetto lo abbiamo voluto dedicare alla formazione dei nostri associati sugli aspetti riguardanti la Riforma e la continuazione degli adempimenti previsti dal nuovo Codice del Terzo Settore, un percorso, quello del Codice Etico, già attuato al nostro interno e la strutturazione della nostra organizzazione: il tutto per migliorarci come rete e a sostegno dei volontari e degli operatori Anpas per rafforzare il ruolo delle pubbliche assistenze nel welfare locale".

I tre pilastri di BRIDGE. Il progetto BRIDGE si svilupperà come un intervento strutturale su scala nazionale rivolto all’intera rete delle pubbliche assistenze che conta complessivamente 90000 volontari tra cui 10.000 dirigenti.

Il progetto, che avrà una durata di 18 mesi (presumibilmente con inizio da aprile 2018), si strutturerà in tre “pilastri”:
1. ALTA FORMAZIONE DELLA RETE
2. VERSO LA TRASPARENZA, LA LEGALITÀ E IL MONITORAGGIO: potenziamento degli strumenti.
3. VERSO UNA CULTURA DELLA RESPONSABILITÀ: privacy, sicurezza, fiscalità, 231.

BRIDGE è stato condiviso dall’intero secondo livello della rete nello specifico dai Comitati regionali di 16 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto), oltre alla Federazione dei Volontari del Soccorso della Valle D’Aosta (che coordina le associazioni aderenti ad Anpas della regione) e alle realtà più rappresentative delle province autonome di Trento, Tesero e Bolzano: una scelta che consentirà di ovviare il rischio della frammentazione, dell’inefficacia e dell’incompiutezza degli interventi proposti.

Inoltre supportano il progetto in qualità di collaboratori: Dipartimento Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze, CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile), Forum Nazionale del Terzo Settore, Samaritan International, Scuola IAD (Istruzione a Distanza), Studio Commercialisti Associati Moiso – Pomatto – Mainardi – Galizia

Tags:
0
0
0
s2sdefault

"La resilienza non è solo una componente culturale, ma dipende dalla percezione del rischio di ciascun individuo"

14 febbraio 2018 Si è svolto oggi, 14 febbraio 2018, a Bruxelles, l’evento finale del progetto INDRIX (Inclusive Disaster Resilience Index) cofinanziato dall’Unione Europea. Dai dati e dalle risposte raccolte dai questionari sottoposti ai cittadini delle comunità di riferimento, è emerso che la resilienza è un fattore che si differenzia non solo per mezzo di una componente culturale, ma anche per la percezione che ciascun individuo ha su una determinata situazione di rischio. La componente esperienziale in questo studio è stata monitorata dando rilievo a indicatori quali: livello di istruzione, condizione di salute e di vita, tasso di disoccupazione, servizi ospedalieri, e così via.

 

Indrix: la chiusura del progetto

Secondo Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas "Indrix è la fine di un inizio, una continuità rispetto a un approccio particolare di anpas rispetto alla protezione civile, non solo nell’emergenza, ma anche rispetto a chi sta più vicino alle comunità più fragili. Un percorso di condivisione con il resto d’Europa delle competenze acquisite nelle passate situazioni che, purtroppo, ci hanno visti coinvolti direttamente".

Indrix: l'indice del progetto europeo

La metodologia di lavoro utilizzata durante i due anni di progetto si è caratterizzata da una prima analisi di una ampia letteratura che ha poi portato alla costruzione di una mappa semantica e di una versione beta dell’indice, composto da indicatori quantitativi e strutturato per dare voce alla percezione dei singoli cittadini, e infine una sua validazione in alcune comunità target (in Italia e in Lettonia), permettendo così di pervenire ad una versione finale dell’indice.

Questo lavoro ha condotto ad una mappatura puntuale del livello di resilienza delle comunità analizzate portando, infine, un tool interattivo on line: https://storage.googleapis.com/storage.ubidev.net/indrix/784389723/dev/index.html#/

Secondo Egidio Pelagatti, responsabile operativo protezione civile Anpas, intervenuto a Bruxelles “Abbiamo lavorato su un progetto che si è concentrato sull’importanza della resilienza nel sistema di protezione civile, sia locale che nazionale che europea. Un progetto come Indrix fa sì che ci si avvicini sempre di più a un sistema più efficace di prevenzione, di aiuto e di condivisione di problematiche nei vari territori. La bontà di questi progetti risiede anche nel il fatto che volontari, docenti ed esperti europei lavorino bene insieme e che lavorino su progetti di pace e anche questo è un ottimo risultato, anche solo per lo scambio, il dialogo e l’ospitalità: questa è una bella cosa perché ci avvicina sempre di più nell’Europa unita in un sistema unico di protezione civile".

Indrix: la chiusura del progetto

 

Il progetto INDRIX

I cambiamenti demografici e sociali e l’incremento di disastri naturali legati ai fenomeni climatici ed ambientali hanno reso urgente concentrare l’attenzione sul tema della resilienza delle comunità. In questo contesto si inserisce il Progetto INDRIX il cui scopo è stato lo sviluppo di un codice di resilienza sociale, basato sull’analisi di un’ampia letteratura di dati statistici e con un particolare focus sull’inclusione di gruppi vulnerabili di persone, da mettere a beneficio di amministratori locali, ONG, cittadini stessi per preparare risposte adeguate in caso di emergenza e prevenire situazioni di pericolo. http://indrix.samaritan-international.eu/

Partner di progetto
Capofila: Università di Tor Vergata
Partner: ANPAS (IT), White Cross/Croce Bianca (IT), Samaritan International (BE), LSA (Lettonia), Ubilabs (DE). Le organizzazioni italiane, Auser e FISH, hanno contribuito al progetto grazie alla loro esperienza e competenza.

0
0
0
s2sdefault

Anpas a Bruxelles con Samaritan International per la certificazione europea EUAV

12 febbraio 2018 - Il 15 febbraio 2018, presso la sede di Samaritan International a Bruxelles, Anpas parteciperà all'incontro con gli altri membri della rete europea per rafforzare la comprensione reciproca del processo di certificazione e dei requisiti richiesti dall’iniziativa europea EUAV (EU Aid Volunteers) a cui intendono accreditarsi attraverso l’ottenimento della certificazione come “sending organizations”.
Il working group lavorerà sulla comprensione dei regolamenti europei e delle policies e delle procedure obbligatorie da sviluppare all’interno di ogni associazione, o per mezzo della rete SAMI, aggiornando e integrando la documentazione necessaria per garantire la conformità ai requisiti di certificazione.

"Il lavoro in rete con gli amici austriaci evidenzia la nostra forza e la capacità di contribuire alla rete con le nostre esperienze" dichiara Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas e vicepresidente SAMI. "Ben venga il confronto che rimarca, a livello europeo, l’importanza del volontariato per la cittadinanza attiva e la responsabilità sociale di chi fa volontariato"

#samicontest day1

 

Cos’è EUAV?
EU Aid Volunteers è un’iniziativa dell'Unione europea che offre l’opportunità ai cittadini europei che hanno compiuto 18 anni di essere coinvolti come volontari in progetti umanitari nel sud del mondo. L'iniziativa permette di fornire supporto professionale attraverso l'impiego di volontari senior o junior adeguatamente formati e preparati, rafforzando la capacità e la resilienza delle comunità vulnerabili nei paesi del sud, attraverso la realizzazione di progetti comuni tra gli operatori umanitari esperti e le organizzazioni locali. Il programma è promosso dalla Direzione generale per gli Aiuti umanitari - DG ECHO e garantisce ai volontari la copertura delle spese di viaggio, assicurazione, visto e un rimborso per vitto, alloggio e trasporto locale nel paese di destinazione.

Cos’è una sending organization?
È un’organizzazione di invio responsabile di occuparsi di tutti gli aspetti legati all’identificazione, selezione, preparazione, invio e gestione dei volontari EUAV presso organizzazioni ospitanti (hosting organization) di Paesi Terzi da coinvolgere in progetti di aiuto umanitario.
Un’associazione europea diventa “sending” nel momento in cui ottiene il riconoscimento come: EUAV certified sending organizaion (organizzazione di invio EUAV certificata).
La certificazione è necessaria in quanto ogni organizzazione che partecipa all’iniziativa EUAV deve rispettare gli standard di gestione dei volontari dimostrando la propria capacità di agire nel rispetto dei requisiti richiesti dall’iniziativa EUAV e dalle regolamentazioni europee di riferimento.

Perché Anpas punta alla certificazione?
Per ANPAS ottenere la certificazione consoliderebbe il suo ruolo di promotrice della solidarietà e dei valori del volontariato anche fuori dai confini nazionali, favorendo inoltre il riconoscimento di organizzazione autorizzata dalla Commissione Europea per iniziative di volontariato all’estero.. Il percorso di certificazione intrapreso da ANPAS sarà dunque strategico nell’incentivare, in Italia e all’Estero, la condivisione dei valori e di competenze come base per prevenire e affrontare le emergenze, per costruire e condividere progetti internazionali di aiuto con partner locali di Paesi Terzi.


Partecipanti al Workshop:
SAM.I., Belgio.
ANPAS, Italia.
ASB, Germanaia.
Croce Bianca, Italia.
ASBO, Austria.

0
0
0
s2sdefault

Anpas al corso "Formatori di giovani volontari internazionali"

9 febbraio 2108 - Il prossimo febbraio dal 11 al 15, Anpas sarà a Roma per il corso “SOFT SKILLS COMPETENCES IN YOUTH INTERNATIONAL VOLUNTEERING – Training of trainers” , corso per Formatori di giovani volontari internazionali sul tema delle Competenze trasversali o Soft Skills maturate durante l’esperienza internazionale, organizzato da Focsiv che ha messo a disposizione questa opportunità anche agli enti.

Tante ormai sono le occasioni di impegno nella solidarietà internazionale per i giovani europei, quali il Servizio Civile Nazionale all’estero,  i Corpi Civili di Pace, il Servizio Volontario Europeo, il Corpo di Aiuto Umanitario Europeo EUAV, il Servizio Civile francese all’estero… etc. Si tratta di esperienze dall’indiscusso valore formativo per i giovani, che li rende cittadini più partecipi e consapevoli, ma il cui valore stenta ad essere oggettivamente riconosciuto, soprattutto perché legato alla maturazione di quelle competenze non professionali, quali la capacità di dialogo interculturale, coordinamento, adattamento, capacità relazionale… difficilmente oggettivabili, benché essenziali per qualsiasi inserimento lavorativo dei giovani.

Durante il corso, 70 formatori provenienti da Francia, Portogallo e Italia si confronteranno sul tema, condivideranno esperienze e sperimenteranno il modello di competenze e gli strumenti di valorizzazione creati da FOCSIV con i partner del progetto EaSY – Evaluate Soft skills in international Youth volunteering,  La Guilde (FR), FEC (PT) e Elidea, per migliorare la qualità dell’offerta formativa ai giovani e promuovere il riconoscimento delle competenze del volontariato internazionale anche nel mercato del lavoro.
 
A conclusione del corso Giovedì 15 Febbraio ore 9:30, si terrà una Tavola Rotonda con le istituzioni sul tema del valore del volontariato internazionale per promuovere l’impiegabilità dei giovani in Europa, dal titolo “MIND THE GAP- The added value of International volunteering to Youth employability in Europe”.

0
0
0
s2sdefault

Su questo sito usiamo cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Questi cookies sono essenziali per le funzionalità del sito. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy. I accept cookies from this site.