26 Maggio 2016

La Croce Gialla di Chiaravalle

“Era una notte del 31 dicembre di diversi anni fa e in sede c’erano una quindicina di militi, quando la centrale operativa chiamò per un servizio. Presi dall’enfasi dello stare insieme il capoturno urlò “Tutti su” e tutte le persone di turno salirono nel vano sanitario dell’ambulanza quando, guardandosi intorno, si accorsero che erano effettivamente in troppi. Il capoturno allora disse “Tutti giù”, e così fu. L’ambulanza era di nuovo vuota, ponendo così il problema opposto. Ridendo e scherzando formarono una squadra che partì… e nacque così il detto “tutti su e tutti giù” della Croce Gialla”. È solo uno dei tanti aneddoti che ricordano i volontari della Croce Gialla di Chiaravalle: una pubblica assistenza che in 47 anni ha svolto 240mila servizi, e percorso quasi otto milioni di chilometri. Oggi la Croce Gialla di Chiaravalle conta 454 volontari di cui 122 attivi e continua con il trasporto dei malati e con gli interventi di primo soccorso.

2015_11_08_SoccorsoPedalavis La Croce Gialla di Chiaravalle

La storia della Croce Gialla

Nel 1968, il Dr. Dino Cesaretti assieme ad altri, si fece promotore di una raccolta fondi tra la cittadinanza di Chiaravalle allo scopo di acquistare un’ambulanza per garantire, in sede locale, il trasporto di ammalati. Questo gruppo di benemeriti cittadini si riuniva nel salone dell’allora sede AVIS in corso Matteotti oggi sala “Tullio Giacconi” presso il teatro “Valle”. Lo scopo fu raggiunto l’anno successivo 1969 con l’acquisto di un’ambulanza “FIAT 2300”.

1972_02_Stadio_Assistenza_Sfollati_Ancona

Ora si trattava di decidere come gestire tale mezzo, si tentarono varie soluzioni, ma quella di affiliarsi alla Croce Gialla di Ancona era l’unica che dava garanzie per una sua utilizzazione, essenzialmente, in sede locale. Nel mese di marzo dello stesso anno fu fondata la pubblica assistenza Croce Gialla di Chiaravalle affiliata alla Croce Gialla di Ancona. La sua prima sede fu in via Rossini, due stanze al piano terra, una adibita a garage e l’altra di giorno ad ufficio e di notte camera per il milite di turno. Successivamente si spostò in via Andrea Costa. Questa nuova pubblica assistenza fu intitolata al Dr. Italo Carlo Liberati di recente scomparso e che per tanti anni aveva operato nella sanità a Chiaravalle. Il buon numero di volontari, la vicinanza della popolazione, la saggia guida e l’esperienza dei dirigenti di Ancona fecero maturare questa nuova associazione al punto da renderla in breve tempo capace di gestirsi da sola.
Fino dalla sua fondazione la Croce Gialla ha aderito alla Federazione Nazionale delle pubbliche assistenze, oggi Anpas, e dal 1980 a 1995 due suoi volontari hanno ricoperto importanti incarichi all’interno del Consiglio Nazionale.

1976_Festa_Milite La Croce Gialla di Chiaravalle

La Croce Gialla di Chiaravalle operò in diversi modi e, fin dai primi anni, si ritrovò impegnata anche nei soccorsi più impegnativi. Nel 1972 i volontari parteciparono al soccorso e all’assistenza dei terremotati di Ancona e Chiaravalle. La prima sede si reputò ben presto inadeguata, tanto che già il 13 maggio 1979 fu posta la prima pietra per la costruzione di una nuova sede in via Cavour. Sede che però, per varie vicissitudini, non fu mai tale.

Forti della loro esperienza nel 1980 i volontari poterono aiutare i soccorsi nella tragedia dell’Irpinia. Mentre alcuni lavorano ai soccorsi altri si adoperano per una nuova sede che, finalmente, è inauguarata il 9 giugno 1981.

1980_Terremoto_Irpinia La Croce Gialla di Chiaravalle

La Croce Gialla si trasferisce in via XXV aprile, con dei capannoni per le ambulanze e gli uffici posti difronte. Essere volontario non è semplice, richiede un lungo lavoro di preparazione e tanta responsabilità, ed è per questo che ci si specializza sempre di più, tanto che, nel 1992, ha luogo il primo corso di soccorso con elicottero. La specializzazione li rende sempre più stimati agli occhi dei colleghi che li considerano affidabili e, forse anche mossi da ciò, si ritrovano ad aiutare gli alluvionati di Astignano nel novembre 1994 e a partecipare alla sicurezza nell’incontro europeo dei giovani. La sede però presenta forti limiti e quindi il 29 ottobre 1996 fu posta la prima pietra dell’attuale sede, in via fratelli Cervi, che verrà inaugurata il 19 aprile 1998. Mentre la sede veniva costruita i volontari si trovarono impegnati in un altro tragico evento: il terremoto Marche-Umbria del 1997. Nel frattempo in Croce Gialla si organizza dall’inizio degli anni ’90 un gruppo ricreativo che si occupa dell’organizzazione di diversi eventi. Nel 2005 due suoi volontari hanno partecipato alla missione umanitaria Italiana in soccorso delle popolazioni del Pakistan colpite da un tremendo terremoto.

Con il presidente Pertini

Il 4 marzo 2008 la sede della Croce Gialla di Chiaravalle ospita l’arrivo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e della sua consorte Clio Bittoni. Negli anni a seguire si partecipò, tra le altre attività, all’organizzazione dell’arrivo del papa a Loreto finchè, la notte tra il 5 e 6 aprile del 2009, una squadra di volontari partì per aiutare i soccorsi a seguito del terremoto a L’Aquila. L’anno scorso è stata inaugurata la nuova ambulanza di emergenza.


La mascotte Pocciadeto. “Eravamo ancora nella vecchia sede di via Andrea Costa e un cagnolino aveva preso l’abitudine di frequentare la nostra sede. Era diventato una sorta di milite onorario con tanto di piastrina della Croce Gialla. I militi lo avevano chiamato Pocciadeto dall’unione dei termini dialettali poccia (succhiare) e deto (dito).
Pocciadeto era innamorato di una cagnolina che abitava a un paio di chilometri di distanza ma aveva poca voglia di fare una passeggiata tanto lunga per arrivare dalla cagnolina e, come fosse un essere umano, scelse di usare i mezzi pubblici. Pocciadeto tutti i giorni arrivava alla fermata dell’autobus, distingueva tra l’autobus che andava e quello che tornava da Ancona, saliva sul mezzo giusto e si accasciava sotto il sedile dell’autista. Alla sua fermata scendeva tranquillamente per poi tornare in sede solo più tardi.

La Croce Gialla di Chiaravalle

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I social network e l’Anpas Day2016 visto dal gruppo giovani

Sabato 21 Maggio presso il Tower Genova Airport hotel and conference center si è svolta la terza edizione dell’Anpas Day organizzato da Anpas Liguria. Fulcro di questa edizione era la Formazione ma la mattinata è stata divisa in sette gruppi di lavoro tra i quali “Comunicare (sui social) fa male? ” seguita poi dall’Assemblea plenaria dei Gruppi Giovani Liguri. Di seguito le loro testimonianze
“Sono rimasto impressionato nel trovare così tanti coetanei che hanno deciso di donare la propria vita per aiutare il prossimo. Essendo entrato da poco nella grande famiglia anpas, devo ringraziare l’aiuto che mi ha dato il gruppo youngER della CBG nell’insegnarmi ciò che vuol dire essere Anpas. Anche questo vuol dire essere Gruppo Giovani”. ZhongYi Shen Croce Bianca Genovese.

I giovani di Anpas Liguria all'Anpas Day 2016

“All’incontro è intervenuto chi si occupa della comunicazione di A.N.P.AS. Nazionale, Andrea Cardoni, che, durante un laboratorio tenutosi con i gruppi giovani delle diverse pubbliche assistenze, ha spiegato le insidie che si celano dietro i SOCIAL NETWORK. Questi grandi contenitori virtuali che immagazzinano creano dati altro non fanno che aumentare a dismisura le informazioni che giungono a noi in maniera simultanea alla realtà e di conseguenza ci fanno vivere già nel passato. Basta salire su un autobus o frequentare un locale affollato, per rendersi conto di quanto il nostro sguardo sia sempre abbassato. Letteralmente. Siamo rapiti dai nostri smartphone. Sempre connessi, sempre impegnati al punto di perdere il contatto con la realtà.Ciò ci porta a non fotografare niente di nuovo poiché qualcuno lo ha precedentemente fotografato; a non condividere col mondo niente di nuovo, poiché qualcuno lo ha già condiviso. Viviamo, di conseguenza, senza vivere niente di nuovo poiché qualcuno prima di noi lo ha già pubblicato in rete. Il laboratorio ha poi preso una diversa piega e si è andato ad incentrare soprattutto su tutto ciò che riguarda lo status-quo dei volontari in divisa. La pubblicazione di “post” inappropriati fa passare messaggi fuorvianti; il rispetto per la divisa che indossiamo deve essere una questione predominante. Se si appare sul proprio profilo in divisa, il contenuto dello stesso deve rispettare gli ideali e i principi di solidarietà che essa rappresenta. Ciò che Andrea ha oggi comunicato è qualcosa che a me, personalmente, ha fatto parecchio riflettere sul MIO modo di voler essere volontario: sperando che sia coì per tutti i giovani che hanno partecipato a questo significativo ed educativo evento dei e per i giovani” Sara Zanoletti P.A. Croce Verde Quarto dei Mille

I giovani di Anpas Liguria all'Anpas Day 2016

“È stata un’esperienza tutto sommato coinvolgente, essendo comunque la prima a cui abbia partecipato; forse la parte più bella è stata quella della riunione in cui abbiamo sia proposto che ascoltato le idee altrui su come trascorrere l’estate assieme o comunque su come mischiare formazione e divertimento; è stato emozionante vedere quanto siamo stati uniti anche se era la prima volta che ci incontravamo come gruppo giovani e che partecipavamo a una riunione di questo tipo”, Eliano, Croce Bianca Valsecca.

“Sabato per me è stato il primo Anpas Day e la prima riunione del gruppo giovani. Il corso sulla comunicazione mi è piaciuto molto ed è stato utile a farci capire cosa e come è meglio pubblicare sui social network e quando evitare di farlo. La riunione dei giovani è stata una piacevole “scoperta”, un mix di idee fresche ed entusiasmo” Andrea Scalabrini, Croce d’Oro Manesseno.

 

“Noi giovani viviamo costantemente sui social network, per questo sono rimasta particolarmente soddisfatta dal tema trattato in assemblea: tutti noi siamo entrati nel mondo delle ambulanze spinti da valori e principi condivisi, che non vanno assolutamente commercializzati e sminuiti in rete in cambio di qualche “like”. Sopratutto, questi valori dovrebbero essersi trasmessi nella nostra vita quotidiana, quindi anche senza divisa addosso abbiamo il dovere di mostrare con fierezza la nostra maturità e sensibilità. Una grande realtà come Anpas ci fa capire quante persone condividono i nostri stessi principi e decidono ogni giorno di donare parte del proprio tempo per aiutare il prossimo, quindi non spacciamoci per eroi su internet: come noi ce ne sono tantissimi, ed è proprio questo il bello”. Martina Faedda Croce Bianca Genovese

I giovani di Anpas Liguria all'Anpas Day 2016

“Io credo che non esistano mezze misure. Difatti non basteranno mai. Ormai gli hashtag sono divenuti parte integrante della comunicazione moderna e non poteva mancare in un grande evento come questo. #AnpasDay16 #essereanpas #16Anpas.. Cosa si può dire? Innanzitutto cosa è successo all’aeroporto di Genova quel Sabato di maggio. Più di 300 volontari appartenenti a diverse pubbliche assistenze della Liguria si sono riuniti sotto lo stesso tetto per discutere, approfondire, comprendere, ripercorre il cammino che ogni giorno intraprendiamo. Organizzati in diversi gruppi (Protezione Civile, Gruppo Giovani Anpas LIGURIA, Formazione..) abbiamo avuto l’occasione di confrontarci, massima espressione di maturità e umiltà, di condividere, esporre le proprie idee, sostenerci. Questo per me è #essereanpas : confronto, condivisione, sostegno, fratellanza. Sì perché è questo ciò che siamo: un’immensa famiglia, una realtà che comprende persone diverse e uniche nel proprio genere, unite da un unico logo. Il logo Anpas. Nella mia divisa è situata nella manica del braccio destro, mi piace pensare che sia stato fatto apposta, a sostegno dell’arto che ti tende una mano forte e sicura, avvolta da un guanto azzurro e resistente. Nelle altre divise di altre P.A. Liguri è situato nella schiena, come se li difendesse. Ogni giorno ci vestiamo con la stessa divisa, con gli stessi obbiettivi, con la stessa forza di andare avanti. Siamo tutti uguali, apparteniamo tutti alla grande famiglia Anpas e io sono fiera di aver avuto questa possibilità di crescere e di maturare in questa meravigliosa realtà. Sabato è avvenuta un’esplosione di colori catarifrangenti, di emozioni. I ringraziamenti del nostro operato da parte del Presidente di Anpas LIGURIA e il Presidente di Anpas NAZIONALE sono stati energia pura, ilsostegno dei nostri presidenti è essenziale. Il loro aiuto, la loro speranza, la loro voglia di credere nei loro volontari e nei loro giovani, ci fa crescere ancora di più. #16anpas , dici tutto. Dici amore, amicizia, passione. E la passione si può solo vivere, ogni giorno indossando la nostra divisa ricamata con le nostre iniziali: Anpas. Camilla Fabbri Croce Bianca Genovese.

 

“Penso che il modo migliore di creare la consapevolezza nei ragazzi sia quello di puntargli contro le loro stesse ‘armi’, e dopo la presentazione su tutto quello che c’è sotto la punta dell’iceberg dei social network e su come utilizzarli in maniera intelligente, credo che l’obbiettivo sia stato sicuramente raggiunto”. Camilla Paolessi Croce Bianca Genovese

“In una società come la nostra: dinamica e in continuo cambiamento, ma spesso ignava a molti problemi, è fantastico vedere quante persone di ogni età ed estrazione sociale in realtà combattano questa indifferenza, facendo un gesto tanto semplice quanto essenziale: tendere una mano a qualcuno che, caduto, ne ha bisogno per rialzarsi. Dobbiamo quindi rendere merito ad Anpas per il lavoro che sta svolgendo assieme a tutte le persone volenterose che la compongono e ne permettono l’esistenza”. Manuel Bruzzi Croce Bianca Genovese

“Per me è stato un piacere partecipare, per la prima volta, all’Anpas Day, si è trattato di un evento ben organizzato. Sono stata molto felice di aver assistito al corso sull’utilizzo dei social, tema che avevo studiato per sostenere la settimana prima l’esame di sociologia. Mi ha fatto riflettere su un’importante questione: spesso i social sono usati in maniera impropria e a volte rischiamo di perderci le emozioni del momento perchè sentiamo il bisogno di comunicare agli altri cosa stiamo facendo. Il relatore è stato molto bravo e con disinvoltura ha centrato tutti gli argomenti di maggior interesse. L’assemblea plenaria oltre ad essere un momento di riflessione, mi ha permesso di confrontarmi con gli altri e conoscere i gruppi giovani. E’ stato molto bello parlare dei nuovi eventi per i mesi prossimi. Ragionare insieme consente di perfezionarsi e migliorarsi. Sono stata molto soddisfatta della giornata” pubblica assistenza Nerviese

I giovani di Anpas Liguria all'Anpas Day 2016

“La cosa che colpisce di più è l’educazione e il rispetto di più di 80 ragazzi che credono in quello che fanno e anche durante l’anpas day ne abbiamo avuto dimostrazione. Un’esperienza fantastica e molto istruttiva, io personalmente non ero a conoscenza di molti temi toccati. La cosa che risalta più all’occhio è che questo movimento sta diventando sempre più una famiglia all’interno della quale è possibile esprimersi e confrontarsi democraticamente; e per questo avanti così da parte di tutta la Croce Azzurra Bavari”.

“Non poteva esserci rientro migliore! Quando il mio presidente mi disse che ci sarebbe stato da andare a Genova per l’Anpas Day fui subito entusiasta, poichè dopo il 2012 a Bari non partecipai più a nessun evento di Anpas. Se poi ci mettiamo anche il fatto che grazie alle testimonianze raccolte in quella giornata, posso ufficialmente comunicare che a breve nascerà il nostro Gruppo Giovani…beh…direi che la giornata ha portato i suoi frutti!” Daniele Fatta, Croce Bianca Imperia

“Secondo me è stata un’ esperienza fantastica, parto dal presupposto che il nostro gruppo giovani è stato fondato subito dopo lo scorso Anpas Day, posso dire sinceramente che per la prima non ho provato nemmeno un briciolo di noia a vedere semplicemente delle slide proiettate su un muro, penso che verrò tutti gli anni a seguire” Spag, Croce Bianca Valsecca
“Per me è stata un’ esperienza nuova, partendo dal presupposto che non avevo mai partecipato ad un Anpas Day. Devo dire che non è stato come me lo aspettavo, ovvero una giornata di riunioni per parlare di alcune problematiche esistenti e risolverle, ma un’esperienza molto coinvolgente, soprattutto la parte dell’esposizione ”Comunicare fa male” di Andrea Cardoni . Posso affermare che ci sarò sicuramente anche l’anno prossimo!” Riccardo, Croce Bianca Valsecca.

 

“Era un sogno che coltivavo ormai da un anno quando scoprii l’Anpas ed il Gruppo Giovani di Anpas Liguria; sin dalla creazione del nostro Gruppo ho sperato di poterci portare il maggior numero possibile e così è stato. E’ stata un’ottima occasione non solo formativa ma che mi ha permesso di prendere molta più confidenza con gli altri ragazzi instaurando un rapporto che sinceramente speravo da tempo. Vedere i miei ragazzi uniti assieme ad oltre 80 ragazzi mi ha riempito di gioia perchè ciò dimostra che il mio lavoro e quello degli altri fondatori del nostro Gruppo Giovani non è stato inutile. L’atmosfera che si è imposta è stata sin da subito molto leggera come se conoscessi tutti i ragazzi da anni mentre molti erano dei completi sconosciuti per me fino a quel momento”, Enrico, Croce Bianca Valsecca

I giovani di Anpas Liguria all'Anpas Day 2016

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