Cerca

Cerca
Close this search box.

L’emergenza sanitaria gestita dalle pubbliche assistenze emiliane. 
Sono circa 2000 i volontari delle pubbliche assistenze dell’Emilia Romagna che hanno garantito i servizi sociosanitari, il trasporto di emergenza-urgenza e l’assistenza nelle zone colpite sin dalle prime ore dopo il sisma. Un impegno che, con l’utilizzo di oltre 500 mezzi, ha permesso l’evacuazione degli ospedali di Mirandola, Finale Emilia e Carpi. Alle ore 5 del 20 maggio 2012 i volontari delle pubbliche assistenze della provincia di Modena avevano già allestito due Posti Medici Avanzati presso gli ospedali danneggiati e un furgone radio per garantire la copertura delle comunicazioni tra le associazioni intervenute.

L'inaugurazione della nuova sede della Croce Blu di Mirandola

Dal primo giorno dal sisma i pasti sono stati garantiti dalla cucina mobile delle pubbliche assistenze dell’Emilia presso il Palazzetto dello Sport di Mirandola fornendo oltre 500 pasti giornalieri. Molti i volontari Anpas impegnati anche nel coordinamento degli interventi: dal COC di Mirandola, al COR, fino al DICOMAC e al magazzino regionale CREMM per la gestione del materiale e delle strutture della regione Emilia Romagna e del Dipartimento di Protezione Civile. Importante anche l’impegno della sala operativa di Anpas Emilia Romagna è stata sempre presidiata con due volontari. 

Cinque le sedi delle pubbliche assistenze danneggiate e distrutte dal terremoto (Mirandola, San Prospero, Cavezzo, Concordia, San Felice sul Panaro): ciò nonostante i volontari, molti dei quali con le proprie abitazioni danneggiate, hanno garantito tutti i servizi alla cittadinanza. “La resilienza delle pubbliche assistenze si è dimostrato elemento determinante per l’emergenza”, ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, Presidente di Anpas. “È stato fondamentale l’apporto di quei volontari che, nonostante siano stati colpiti loro stessi da questo evento, hanno saputo reagire, indossare la loro divisa e mettersi a disposizione della cittadinanza. Speriamo che questo possa essere d’esempio per tanti altri cittadini che, anche alla luce di questo evento, potranno impegnarsi per i propri territori come hanno fatto i nostri volontari”.

I campi di protezione civile.  Dei dodici campi di protezione civile presso i quali i volontari Anpas hanno prestato il loro servizio nei cinque mesi dell’emergenza, dieci sono stati supportati dalle colonne mobili regionali Anpas: Cavezzo, San Possidonio, Finale Emilia, Mirandola – San Giacomo, San Giacomo delle Segnate, Moglia, Mirandola, Rolo, Rovereto di Novi, Crevalcore.


Created with flickr slideshow.

Due i campi allestiti e gestiti da Anpas Nazionale da 1500 posti letto, a Novi di Modena (647 residenti) e a Mirandola (510 residenti) dove sono intervenuti 2137 volontari, con 12.647 giornate di volontariato, 126.470 ore di servizio (circa 10 ore al giorno), con quasi duemila pasti al giorno (circa 170mila pasti totali). All’interno dei campi 15 cinofili, 207 volontari impegnati in cucina, 47 responsabili di campo e responsabili nazionali, 73 addetti all’impiantistica (elettricisti, idraulici, magazzinieri), 1261 addetti alla logistica, 165 tra medici, infermieri, soccorritori, 228 impegnati nelle attività di segreteria (sale operative, segreterie di campo), 141 volontari a supporto della popolazione (psicologi, animatori, educatori).

Su richiesta del Dipartimento di Protezione Civile sono stati i 6 volontari che si sono occupati della gestione delle attrezzature necessarie all’intervento presso i Magazzini del Dipartimento di Protezione Civile di Roma. In accordo con la Asl competente è stato attivato un servizio di ambulanza per le attività di emergenza urgenza territoriale presso il campo di Novi di Modena. 
Su richiesta del comune di Mirandola, Anpas ha montato 7 tensostrutture per permettere l’avvio dell’anno scolastico mentre il Comune ultimava la costruzione dei nuovi edifici scolastici.

La Sala Operativa Nazionale Anpas ha lavorato per 152 giorni per 3.344 ore di attività. All’interno dei campi, e nelle pubbliche assistenze di provenienza dei volontari intervenuti, sono stati creati Gruppi di Acquisto Solidale spontanei per supportare il sistema produttivo locale e le aziende di prodotti tipici colpite dal terremoto con oltre 10mila kg di parmigiano acquistato.

Si lavora qui per ingentilire i cuori – il 14° meeting nazionale della solidarietà: Bologna/Mirandola 24/26 maggio 2013


Una giornata per dire Grazie (Bologna 9 marzo 2013)


Il campo di Novi

Il campo di Costa di Mirandola 


I blogger per ingentilire i cuori

Francesca Sanzo | Lorenzo Mannella | Stefano Cisco Bellotti | Francesca Barbieri Giulia Bondi |Elisabetta Cremaschi | Chiara Maci 12 | Francesca | Gianluca Diegoli Carolina Paltrinieri 


I racconti dei volontari

Le storie di Aldo, dal campo di MirandolaIl 20 maggio di ValentinaNoi, sciacalli di emozioni, di Rosanna MorelliCampo Costa Timbuktu, di Alessandro Nassisi

Campo Costa: un laboratorio multiculturale, di Rosanna MorelliQui per dare tanto: la settimana di FabioUn’antropologa al campo: l’esperienza di Rita

Le emozioni di MichelaLa storia di Fabio e ElenaMaria e Andrea dal campo di NoviLa settimana-imbuto di EnzoSconcerto d’amore a Mirandola


La struttura protetta del campo di Mirandola (foto)

 

Torna in alto