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Le pubbliche assistenze di tutta Italia, si mobilitano immediatamente per quello che è considerato il primo intervento di protezione civile su scala nazionale.

Il 28 dicembre 1908, alle ore 5.21 l’osservatorio sismico di Moncalieri (Torino) segnala «amplissima registrazione di terremoto lontano». La scossa di terremoto dura più di trenta secondi ed è localizzata in un tratto di mare tra Messina e Reggio Calabria, con magnitudo di MS=7.7. Pochi minuti dopo il maremoto investe le cosrte di Messina e Reggio Calabria che, all’epoca, contavano rispettivamente circa 140 e 45 mila abitanti. I morti sono 80mila a Messina e 15 mila a Reggio Calabria. Le due città restano isolate: telfono e telegrafo sono interrotti, così come interrotte sono tutte le linee ferroviarie a causa di frane e di gallerie crollate. Giolititti convoca una riunione notturna.

«Federazione nazionale società pubblica assistenza oltre già partite tiene disposizione Sicilia Calabria squadre completo equipaggiamento soccorso medici infermieri, pronte partire da varie città. Attendonsi sempre ordini. Telegrafo Eccellenza vostra affinché il necessario, tanto generoso, nobile aiuto non resti inoperoso»: è il testo che Luigi Filippo Paletti, pesidente della Federazione Naizonale delle pubbliche assistenze (poi Anpas) invia a Giolitti: cento squadre di militi pronte a recarsi sul luogo del disastro, circa duemila militi scelti, formati, dotati di tutti gli strumenti per portare soccorso e provenienti da varie pubbliche assistenze d’Italia.  Ma, come ricorda Fulvio Conti nel libro “I volontari del Soccorso”, gli ordini attesi non arrivarono e le squadre approntate restarono bloccate nelle rispettive città. 

Il 22 gennaio Paletti scrive «Molto ritardo negli aiuti è imputabile al governo, moltissimo alle contraddizioni, alle oscillanze ed agli errori nella emanazione degli ordini da partire delle autorità». 

La pubblica assistenza di Palermo, l’unica esistente in Sicilia e in Calabria, inviò una squadra di volontari che, secondo la relazione del presidente Pietro Lanza, si distinse per abilità e spirito di dedizione. Altrettanto fecero le pubbliche assistenze di Bari (che in Calabria invità 48 militi e 11 medici)e Molfetta che arrivarono in Calabria il primo gennaio 1909.

In seguito arrivarono squadre di volontari da tutta Italia, da Milano a Grosseto, da Lucca a Savona (come testimoniano le due immagini sotto). Alla fine del 1909 Giolitti concesse un sussidio di mille lire alla Federazione come riconoscimento dell’opera prestata. In seguito all’intervento la Federazione nazionale pubbliche assistenze ottenne il riconoscimento a Ente Morale con il regio decreto del 18 giugno 1911.


In seguito al terremoto e all’impreparazione delle città colpite, sembra tristemente profetico l’appello lanciato nel luglio 1908 dal direttore della pubblica assistenza di Palermo, Domenico Natalia, che si rivolgeva ai sindaci e ai medici condotti affinchè si costituissero società di pubblica assistenza e “scuole samaritane” in tutti i principali centri abitati della Sicilia e della Calabria.

Terremoto Messina-Reggio: l'intervento delle pubbliche assistenze

Crorce Verde Lucca

Terremoto Messina-Reggio: l'intervento delle pubbliche assistenze

 

Nel 2009 l’Archivio storico di Anpas Nazionale ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – So­vrintendenza Archivistica per la To­scana la dichiarazione di interesse culturale in quanto esso costituisce “una fonte di primaria importanza per lo studio dell’associazionismo di pubblica assistenza in Italia” e per documentare la storia sociale, la tradizione e l’innovazione dell’assistenza pubblica in Italia

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