ASi è svolta domenica 24 marzo, a Roma, l’ASSEMBLEA NAZIONALE delle ASSOCIATE ANPAS.
Preceduta dalla 13ˆConferenza di Organizzazione, è stata momento di incontro per la più grande rete nazionale di volontariato laica d’Italia dove, oltre all’approvazione del bilancio economico, è stata rendicontata l’attività sociale di Anpas relativa al 2025.
Una rete fatta da 907 pubbliche assistenze con oltre mille presìdi in tutta Italia, che conta quasi centomila volontari e volontarie , circa mezzo milioni di soci e socie.
Il 23 maggio si è aperto con la Conferenza di organizzazione che ha aperto il percorso precongressuale che porterà al 55° Congresso nazionale delle pubbliche assistenze (Roma, 27/29 novembre 2026). Un appuntamento che era stato interrotto per la pandemia da Covid 2019 (l’ultima Conferenza nazionale
di Organizzazione era stata organizzata a Bologna nel 2018). In apertura l’intervento di Francesco Rocca, presidente Regione Lazio che ha ricordato l’importanza del volontariato e della collaborazione con le istituzioni.
Tre i temi sui quali si sono conrontati i gruppi di lavoro (vedi i video della Direzione Nazionale):
– Architettura del Movimento: ruolo, regia e strumenti per il futuro.
– Territori e Innovazione: liberare energie per le comunità
– L’evoluzione dell’impegno: generazioni, competenze e leadership.
Il 24 maggio è stato poi il momento dell’Assemblea nazionale. Nella presentazione del bilancio sociale, il Presidente Nazionale Niccolò Mancini ha dichiarato: “Anpas non è una somma di servizi. È una rete di persone, di valori, di scelte. È un pezzo di Paese che si assume la responsabilità di esserci, ogni giorno, affrontando le profonde trasformazioni sociali che stiamo attraversando. Il volontariato è un valore aggiunto, un presidio di comunità, un soggetto che contribuisce a qualificare le politiche pubbliche, non finalizzato alla sostituzione delle stesse, agisce in un’azione sussidiaria e di stimolo rispetto ad ogni azione che possa colmare queste diseguaglianze e fragilità del sistema. Le emergenze che abbiamo vissuto negli ultimi anni – e che continuiamo a vivere – non sono più eventi straordinari. Il cambiamento climatico ha reso strutturali situazioni che un tempo erano eccezionali. Alluvioni, incendi, eventi estremi sono diventati parte di una nuova normalità. In tema di Welfare, ci accorgiamo quotidianamente di quanto le fragilità sociali stanno cambiando volto: solitudine, invecchiamento, povertà educative, nuove marginalità. Il sistema di Welfare, così come è stato costruito, fatica a rispondere a questi bisogni complessi. Ciò che siamo è chiaro: una comunità che sceglie di prendersi cura. Che sceglie di non essere indifferente. Che sceglie di esserci. Essere Anpas significa assumere una posizione: dalla parte dei diritti, della solidarietà, della giustizia sociale”
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