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le reti

le reti di volontariato, organismi e associazioni a livello nazionale e internazionale

AnpasCulturasami

Anpas, nella sua attività istituzionale esterna, partecipa ai seguenti organismi e associazioni a livello nazionale ed internazionale

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uisp FISPES ALDA

In particolare Anpas è parte di:

  • FORUM PERMANENTE DEL TERZO SETTORE – organismo di rappresentanza istituzionale e di coordinamento del Terzo Settore Italiano, costituito nel 1997 e composto da oltre 100 associazioni di secondo e terzo livello. Dal 1999 è parte sociale riconosciuta.
  • FONDAZIONE PER IL SUD – costituita nel 2006 a seguito dell’accordo tra Fondazioni di origine bancaria  e mondo del Terzo Settore e del Volontariato, sui fondi che erano stati accantonati a seguito del Decreto Visco.
  • SAMARITAN INTERNATIONAL – è una rete internazionale di associazioni di volontariato dedite al soccorso sanitario, alla protezione civile e alla solidarietà internazionale. SAMI si impegna a rappresentarle, sostenerle, fornire formazione e promuovere il volontariato, nonché a realizzare interventi umanitari in risposta a calamità e catastrofi (guarda la presentazione di SAMARITAN International QUI)
  • ALDA – l’associazione delle Agenzie della Democrazia Locale, un’organizzazione non governativa europea dedicata alla promozione della buona governance e della partecipazione dei cittadini a livello locale.

Anpas È SOCIA DI

Anpas HA SOTTOSCRITTO PROTOCOLLI DI COLLABORAZIONE CON

Uisp Unione italiana Sport per tutti

FISPES Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali

AICS associazione Italiana Cultura e Sport

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Tesseramento

È aperta la Campagna Tesseramento nazionale Anpas 2022

Se dici Anpas dici assistenza pubblica, dici prevenzione e #iononrischio, dici novantamila persone che ogni giorno si impegnano per costruire una società solidale. Se dici Anpas dici tutela dei diritti in favore di persone con disabilità, dici tutela del territorio, dici cooperazione in favore dell’infanzia. Se dici Anpas dici l’impegno di giovani che creano nuove soluzioni per diffondere un’idea concreta di volontariato e di partecipazione. Con la tessera Anpas 2021 sostieni una storia di persone che da oltre centodieci anni si impegnano con passione e competenza in oltre mille comuni d’Italia.

Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas “In un anno come il 2022, nel quale abbiamo continuato a dare anima e corpo per rispondere all’emergenza da Covid-19, molti cittadini hanno scelto di riporre la loro fiducia nelle pubbliche assistenze, come realtà solide ed organizzate di volontariato”.  

Niccolò Mancini, vicepresidente nazionale «Sostenere le pubbliche assistenze Anpas significa scegliere di sostenere il proprio territorio e le comunità di persone; significa contribuire a mantenere viva e vivace l’attenzione verso i bisogni e le fragilità che richiedono interventi umani e competenti».

tessera 22 Anpas

 

 

Le novità del 2021

Il tesseramento soci presenta alcune significative novità, finalizzate a rendere più semplice e moderno il coinvolgimento di volontari e cittadini nell’associazione Nazionale pubbliche assistenze.

La forza della rete nazionale delle pubbliche assistenze passa anche attraverso lo straordinario patrimonio di soci e volontari delle associazioni che ogni anno, attraverso il tesseramento, rinnovano l’appartenenza ad Anpas ed aggiungono un nuovo tassello nella storia della più grande e radicata realtà di volontariato del nostro Paese.

Siamo consapevoli che ogni cambiamento comporta un piccolo sforzo ma siamo convinti che la direzione è quella giusta. La nuova modalità è il frutto di un’analisi della situazione degli ultimi anni e di un lavoro del Consiglio nazionale e dei Comitati Regionali di oltre un anno, per portare a termine uno degli obiettivi del mandato 2018/2022.

TRE NOVITÀ

Una tessera smaterializzata non solo per ridurre i costi ma affinché la sostenibilità ambientale sia un obiettivo concreto di tutto il movimento. Se l’associazione considera ancora importante consegnare fisicamente la tessera, potrà comunque stamparla attraverso Anpas nazionale. La APP Anpas (scaricabile gratuitamente sugli store di Android e dell’Apple) potrà essere usata per consentire ai soci di visualizzare la propria tessera

Una tessera personalizzata e personalizzabile. Ogni associazione avrà modo di disegnare la propria tessera, valorizzando il simbolo associativo, in abbinamento con quello di Anpas, aggiungendo tutte le informazioni che riterrà necessarie.

Una tessera collegata a BAD (l’anagrafica di Anpas), non solo come strumento tecnico per “ordinare le tessere” ma anche come piattaforma gratuita attraverso la quale ogni associazione potrà gestire l’elenco dei propri soci. Questo consentirà di generare delle tessere già complete di tutti i dati.

La sfida che vogliamo perseguire col nuovo metodo è dare valore reale al contributo delle pubbliche assistenze nella tutela della salute ed alla sicurezza dei territori.

La capacità delle associazioni di coinvolgere migliaia di cittadini nel progetto di solidarietà alla base del nostro movimento rappresenta il reale peso della nostra rete, fondamentale per far sentire nei contesti istituzionali le nostre ragioni!

Proseguirà il nostro impegno per ampliare le convenzioni collegate alla tessera Anpas. Anche per il 2021 ci sarà la possibilità per tutti i soci delle pubbliche assistenze, grazie alla convenzione stipulata tra Anpas e AssoCral, di godere di condizioni preferenziali sull’acquisto di beni e servizi, in ambito turistico, commerciale e non solo, presso moltissime aziende convenzionate, semplicemente esibendo la Tessera Anpas (info su: www.assocral.org)


Referenti: Marco Pucci tel.055/30.38.224 e Benedetta Brugagnoni, tel 055/30.38.235 email: m.pucci@anpas.org oppure b.brugagnoni@anpas.org

Scarica la guida al tesseramento 2020

 

ARCHIVIO   – Il tesseramento: storia di partecipazione e appartenenza dal 1892 

 

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Valori, Missione, Visione Anpas

Valori, missione e visione Anpas

Gli statuti di Anpas e di ogni pubblica assistenza Anpas contengono due elementi fortemente distintivi che aiutano a interpretare correttamente i valori espressi dal movimento: il nome PUBBLICA ASSISTENZA  e la forma di associazione di volontariato.

Essere associazione di volontariato di pubblica assistenza Anpas significa che la mission è l’assistenza rivolta verso “qualcosa”, svolta a fianco di “qualcuno” e sviluppata in modo “pubblico”

Anpas Fraternita

 I VALORI 

UGUAGLIANZA: all’interno del movimento Anpas tutte le pubbliche assistenze e i soci vengono considerati senza distinzioni e privilegi, e ciò si riflette, ad esempio, sia a livello del Consiglio Nazionale, dove tutti i comitati regionali sono rappresentati attraverso almeno un delegato, sia all’interno delle associazioni stesse, dove chi si associa e si trova per diversi motivi in posizione svantaggiata, ha la possibilità di sentirsi uguale in contrasto con un mondo del lavoro dove spesso si viene discriminati in base all’età o al genere.

LIBERTÀ crea autonomia utile nel determinare le diverse vie che possono essere percorse e nello scoprire i nuovi bisogni e anticipare le risposte ai bisogni emergenti. Autonomia non solo nelle scelte, ma anche dai condizionamenti che ingabbiano le associazioni e impediscono l’espressione delle loro potenzialità e della loro creatività.

FRATELLANZA viene intesa in termini di solidarietà concepisce la comunità composta da persone tra le quali esistono vincoli di collaborazione, comunanza di obiettivi, di problemi, di azioni. Assieme alla sussidiarietà e all’universalità è uno dei riferimenti essenziali per la costruzione dello stato sociale, perchè pone i cittadini in posizione di parità e non di sudditanza dei più deboli, riconoscendo a tutti pari dignità nella fruizione dei servizi.

DEMOCRAZIA è la forma di governo del popolo: garantisce la possibilità di partecipazione ed espressione a tutti i livelli tramite la creazione di organi di rappresentanza su base elettiva. Presuppone il rispetto delle idee degli altri individui e l’accettazione di decisioni diverse dal proprio pensiero. Per i più giovani le pubbliche assistenze Anpas rappresentano il primo contatto con la democrazia: non si è soli, ci si confronta, si conoscono le regole, ma si intuisce che si possono cambiare e che ognuno può contribuire in tal senso.

Grazie alla pratica di questi valori, Anpas intende partecipare alla costruzione di una società più giusta e solidale, che permetta lo sviluppo equilibrato di pubbliche assistenze che siano coerenti nelle azioni, nel rapporto con le Istituzioni, nella promozione del Volontariato con l’idea di essere associazioni di volontariato di pubblica assistenza.

Anpas Liberta

GLI SCOPI

  • sviluppare una cultura della solidarietà e dei diritti;
  • promuovere la cultura, la crescita civile e l’educazione alla cittadinanza;
  • attivare forme di partecipazione civile;
  • sostenere lo sviluppo di pratiche di democrazia partecipata;
  • produrre socialità e creare comunità solidali;
  • agire in modo diretto per la tutela, il riconoscimento e l’accesso effettivo ai diritti, sia in Italia che all’estero.

Anpas Valori partecipazione

 

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Eventi

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Bilancio Sociale 2009

Bilancio sociale 2009

I numeri principali (aggiornati al 30 aprile 2010):

  • 864 associazioni
  • 229 Sezioni
  • 377.762 soci
  • 86.630 volontari
  • 2741 dipendenti
  • 986 ragazze/i in Servizio Civile Nazionale
  • 5918 Mezzi (ambulanze, trasporti sociali)

 

Le attività svolte dalle pubbliche assistenze:

  • Sanitario (emergenza sanitaria|ambulatori|trasporto sangue e organi|assistenza ospedaliera|donazione sangue e organi|telesoccorso)
  • Mobilità sul territorio (trasporto disabili|trasporto anziani|trasporti per visite-riabilitazione|trasporto dializzati)
  • Formazione (informazione e prevenzione sanitaria|formazione sanitaria di base|esercitazioni di Protezione civile)
  • Internazionale (emergenza, sanitario, istruzione-educazione-formazione!sociale|promozione del volontariato e della cultura della pace|promozione delle economie locali-tutela dell’ambiente-infrastrutture)
  • Protezione civile e ambientale (Antincendio|Interventi emergenza e calamità|Assistenza alle manifestazioni|Educazione e recupero ambientale|Protezione animali)
  • Sociale (Adozione/affido|assistenza domiciliare|Case famiglia|centri diurni|Onoranze funebri|Teleassistenza) Centri di ascolto|Centri di accoglienza)
  • Culturale (arte|teatro|educazione e promozione culturale|archivio storico)

Consulta il Bilancio Sociale 2009

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Storia


Le pubbliche assistenze nascono nel 1860 come associazioni di volontariato, libere e laiche, sotto una grande molteplicità di nomi: Croce Verde, Croce Bianca, Croce D’Oro, Società di Salvamento, Fratellanza Militare, Fratellanza Popolare. Dalla Sicilia al Piemonte, unanimi nel loro impegno, le pubbliche assistenze hanno lo scopo di servire chiunque esprima un bisogno, senza porre condizioni all’aiuto prestato e dimostrandosi aperte a chiunque voglia prendervi parte.

Le loro radici storiche si ritrovano nelle “Società di Operaie Mutuo Soccorso”, attive negli stati sabaudi già dal 1848, che nascono come una forma di autotutela delle nuove classi di salariati ed operai nei confronti delle malattie, degli infortuni, della morte, ma anche rispetto alla necessità di formazione alle arti e mestieri.

 

Nel 1904 a Spoleto il IV Congresso Nazionale dà vita alla Federazione Nazionale delle Società di pubblica assistenza e Pubblico Soccorso, che nel 1911 ottiene il tanto atteso riconoscimento giuridico in Ente Morale. Sarà il fascismo a bloccare la crescita del movimento: il regime non poteva far continuare a vivere una realtà che per sua stessa natura ne rappresentava l’antitesi, in quanto portatrice di valori quali la solidarietà, la condivisione, il servizio disinteressato.

Non è un caso infatti, se nel 1930, con il Regio Decreto n.84 del 12 febbraio, Vittorio Emanuele III deciderà di trasferire alla Croce Rossa Italiana tutte le competenze relative al soccorso e scioglierà tutte le associazioni prive di riconoscimenti giuridici.

 

Lasciato alle spalle l’orrore bellico il movimento si ricompone spontaneamente e nel 1946, a Milano, si tiene il primo Congresso Nazionale del dopoguerra.

Seguono anni caratterizzati da una crescita complessivamente lenta, ma costante.Sarà negli anni ’70 che, con l’avviarsi dei grandi processi di riforma, si apre il confronto tra posizioni molteplici ed eterogenee all’interno del movimento.

 

Un processo di rinnovamento che ha il suo culmine con il congresso di Sarzana del 1978: ne esce una Federazione Nazionale profondamente rinnovata sia nell’ immagine che nelle proposte.

Nel corso degli anni si moltiplicano e si intensificano le attività e le iniziative dell’organizzazione, sia nel suo insieme che nel particolare delle singole associazioni, profilandosi sempre più come un autorevole interlocutore nel mondo del volontariato moderno e dell’associazionismo e nei confronti delle forze politiche e sociali.

Un’ulteriore e decisiva svolta è rappresentata nel 1987 dal Congresso Nazionale di Lerici: viene elaborato un nuovo statuto nazionale che, innanzitutto, modifica la denominazione stessa della Federazione.

Nasce così l’ A.N.P.AS., associazione Nazionale pubbliche assistenze.

 

Il cambiamento, oltre che d’immagine, è l’espressione di un’evoluzione che mira al rafforzamento di una concezione unitaria di un grande movimento di volontariato e di solidarietà, assai diversificato storicamente, culturalmente e geograficamente, cui aderiscono oltre un milione di persone.

Tale rinnovamento è accompagnato da una straordinaria crescita e maturazione associativa, che porta l’A.N.P.AS. alla sua attuale estensione di oltre 850 associate e ad un impegno diretto nell’ambito della solidarietà internazionale, del servizio civile e della protezione civile.

In particolare, oggi le pubbliche assistenze operano nell’ambito dell’emergenza sanitaria 118, del trasporto sanitario e sociale, della donazione del sangue, della protezione civile e antincendio, delle adozioni e della solidarietà internazionali, della formazione, del servizio civile, della mutualità e dell’aggregazione sociale, della promozione della solidarietà, della salvaguardia, difesa e soccorso animali.

 

 

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Storia

LA STORIA E L’ARCHIVIO STORICO

Le pubbliche assistenze nascono nel 1860 come associazioni di volontariato, libere e laiche, sotto una grande molteplicità di nomi: Croce Verde, Croce Bianca, Croce D’Oro, Società di Salvamento, Fratellanza Militare, Fratellanza Popolare. Dalla Sicilia al Piemonte, unanimi nel loro impegno, le pubbliche assistenze hanno lo scopo di servire chiunque esprima un bisogno, senza porre condizioni all’aiuto prestato e dimostrandosi aperte a chiunque voglia prendervi parte. 

Anpas Stoia

Le loro radici storiche si ritrovano nelle “Società di Operaie Mutuo Soccorso”, attive negli stati sabaudi già dal 1848, che nascono come una forma di autotutela delle nuove classi di salariati ed operai nei confronti delle malattie, degli infortuni, della morte, ma anche rispetto alla necessità di formazione alle arti e mestieri.

 

 Nel 1904 a Spoleto il IV Congresso Nazionale dà vita alla Federazione Nazionale delle Società di pubblica assistenza e Pubblico Soccorso, che nel 1911 ottiene il tanto atteso riconoscimento giuridico in Ente Morale.

“Non è che un dovere sociale questo e costa poco. Qualche milione di meno per la guerra e per la marina e sia erogato per l’assistenza gratuita dei poveri e degli infelici, le cui bocche valgono ben più di quelle dei cannoni e dei fucili in una specie di soccorso è ad esse ignota” Spoleto, 1904. Filippo Paletti, il presidente della pubblica assistenza Stella d’Italia

 

Sarà il fascismo a bloccare la crescita del movimento: il regime non poteva far continuare a vivere una realtà che per sua stessa natura ne rappresentava l’antitesi, in quanto portatrice di valori quali la solidarietà, la condivisione, il servizio disinteressato. Non è un caso infatti, se nel 1930, con il Regio Decreto n.84 del 12 febbraio, Vittorio Emanuele III deciderà di trasferire alla Croce Rossa Italiana tutte le competenze relative al soccorso e scioglierà tutte le associazioni prive di riconoscimenti giuridici.

 Anpas Pietrasanta 1966

Lasciato alle spalle l’orrore bellico il movimento si ricompone spontaneamente e nel 1946, a Milano, si tiene il primo Congresso Nazionale del dopoguerra. Seguono anni caratterizzati da una crescita complessivamente lenta, ma costante.Sarà negli anni ’70 che, con l’avviarsi dei grandi processi di riforma, si apre il confronto tra posizioni molteplici ed eterogenee all’interno del movimento. 

Anpas Parma

 

Un processo di rinnovamento che ha il suo culmine con il congresso di Sarzana del 1978: ne esce una Federazione Nazionale profondamente rinnovata sia nell’ immagine che nelle proposte. Nel corso degli anni si moltiplicano e si intensificano le attività e le iniziative dell’organizzazione, sia nel suo insieme che nel particolare delle singole associazioni, profilandosi sempre più come un autorevole interlocutore nel mondo del volontariato moderno e dell’associazionismo e nei confronti delle forze politiche e sociali.

Anpas anni 80

Un’ulteriore e decisiva svolta è rappresentata nel 1987 dal Congresso Nazionale di Lerici: viene elaborato un nuovo statuto nazionale che, innanzitutto, modifica la denominazione stessa della Federazione. Nasce così l’ A.N.P.AS., associazione Nazionale pubbliche assistenze. 

 loghi

 

Il cambiamento, oltre che d’immagine, è l’espressione di un’evoluzione che mira al rafforzamento di una concezione unitaria di un grande movimento di volontariato e di solidarietà, assai diversificato storicamente, culturalmente e geograficamente, cui aderiscono oltre un milione di persone.

Tale rinnovamento è accompagnato da una straordinaria crescita e maturazione associativa, che porta l’A.N.P.AS. alla sua attuale estensione di oltre 850 associate e ad un impegno diretto nell’ambito della solidarietà internazionale, del servizio civile e della protezione civile.

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 In particolare, oggi le pubbliche assistenze operano nell’ambito dell’emergenza sanitaria 118, del trasporto sanitario e sociale, della donazione del sangue, della protezione civile e antincendio, delle adozioni e della solidarietà internazionali, della formazione, del servizio civile, della mutualità e dell’aggregazione sociale, della promozione della solidarietà, della salvaguardia, difesa e soccorso animali.

Anpas PAdre Figlio

L’archivio storico di Anpas 

 

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Giornata di studio: LE PUBBLICHE ASSISTENZE E LE ATTIVITA’ COMMERCIALI PRODUTTIVE

Giornata di studio: “LE PUBBLICHE ASSISTENZE E LE ATTIVITA’ COMMERCIALI PRODUTTIVE” – Firenze, 5 giugno 2010

 

Il seminario sui problemi relativi alle attività commerciali e produttive delle associazioni di volontariato organizzato e svolto dall’UniTS (Università del Terzo Settore) in parternariato con Anpas nazionale; il Comitato Regionale Anpas Toscana; PA Humanitas di Scandicci ha segnato un momento di profondo interesse, di riflessione e di indicazioni per le associazioni.

 

Una presenza forte e qualificata, con circa 40 pubbliche assistenze; una attenzione appassionata al dibattito hanno affermato l’utilità di questa giornata di riflessione.

Sono intervenuti Mario Moiso, che ha introdotto l’argomento; Luca Bagnoli, dell’Università di Firenze sul nuovo carattere delle associazioni; di Lorenzo Ferreri che ha approfondito i problemi fiscali relativi al volontariato; del Prof. Alceste Santuari che ha affrontato il rapporto tra volontariato e attività di impresa; di Romano Manetti, Presidente del Comitato Regionale Anpas Toscana che ha illustrato il lavoro nella sua Regione; hanno contribuito all’aggiornamento dei problemi dal punto di vista giuridico, normativo e politico.

Le PA SVS di Livorno, Misericordia e Olmo di Sarzana, Croce Verde di Porto Sant’Elpidio, hanno illustrato le modalità con le quali hanno affrontato il problema e gli strumenti di gestione individuati.

Ciò ha acconsentito a Fausto Casini, Presidente dell’Anpas di trarre conclusioni che contengono valutazioni ed indicazioni che faciliteranno le PA a procedere nel lavoro di assetto delle proprie attività.

In particolare su può affermare:

– L’utile scambio di esperienze realizzate in varie Regioni con modalità e individuazione di strumenti diversi, con vantaggi e problemi susseguenti alle decisioni adottate;

– le forme possibili di gestione di attività commerciali e produttive da parte del volontariato più che a schemi fissi devono essere legate al riconoscimento delle finalità che esso persegue e realizza. Ad esempio oltre alle forme individuate è ipotizzabile anche la costituzione di gruppi sociali (volontariato, cooperazione sociale, impresa sociale, agenzie formative) che avendo le stesse finalità possano godere di particolari incentivazioni ed agevolazioni. Oltre alla interpretazione sarà necessaria anche la modifica della legge.

– una forte preoccupazione è stata avvertita nella discussione per il contesto in cui questo problema si pone. Decisioni della Commissione Europea; sentenze di TAR e del Consiglio di Stato affermano una tendenza di considerare il volontariato semplicemente come soggetto di mercato e quindi in quanto tale di partecipare alle gare di appalto non utilizzando lo strumento della convenzione per la gestione dei servizi.

Questo va respinto riaffermando l’autonomia e il ruolo del volontariato soggetto portatore della gratuità e della solidarietà

A seguito del seminario è stato preparato un documento che è stato presentato e discusso nell’ambito del Seminario di ricerca “Organizzazioni di Volontariato ed attività commerciali e produttive” promosso dalla Fondazione Zancan, dall’UniTS, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dal CNV e CSV Net con la partecipazione della Confederazione delle Misericordie e dell’Anpas, che si è svolto a Ma losco dal 4 al 7 luglio 2010.

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