Comunicati stampa

Assistenti civici, Anpas: “Sconcerto per il provvedimento. Il volontariato organizzato è un’altra cosa”

 

Roma 26 maggio 2020 – Anpas apprende con sconcerto la proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, di lanciare un bando per il reclutamento di 60.000 ‘assistenti civici’ che saranno impiegati dai sindaci per lo svolgimento di attività sociali e per collaborare al rispetto del distanziamento fisico.

Anpas è impegnata da oltre 150 anni con attività radicati sul territorio e volontari altamente formati e addestrati nello svolgimento quotidiano delle funzioni di soccorso, assistenza, supporto psicologico e protezione civile. Questo impegno si è dimostrato efficace in ogni emergenza e in ogni campagna di prevenzione, a servizio della popolazione e a supporto delle istituzioni internazionali, nazionali e locali, in osservanza del principio di sussidiarietà. 

Dall’inizio dell’emergenza COVID-19 tutto il Terzo Settore e le organizzazioni di volontariato si sono prodigate, con professionalità, nel mettere a disposizione dei rispettivi territori il meglio delle esperienze maturate nell’impegno quotidiano al servizio delle comunità locali dando un sostegno cosciente, umano e territorialmente radicato rispondendo in maniera sempre efficace ai bisogni delle proprie comunità.

 

L'assistenza dei volontari Anpas

Dalla mancanza di formazione specifica alla dispersione del volontariato, ravvisiamo le seguenti criticità nell’introduzione della figura dell’assistente civico previsto nel provvedimento. 

Incertezza sul ruolo. Innanzitutto il rischio di creare confusione della funzione sul compito assegnato all’ assistente civico, con possibili svilupparsi di declinazioni non omogenee sul territorio. A questo si aggiunge l’assenza di definizione di compiti specifici della figura di assistente civico e di una formazione specifica in tema di protezione personale, strumenti relazionali, tecniche di prevenzione in situazioni a rischio.
Mancanza di formazione e pericolo sicurezza. L’assenza di un qualsiasi percorso formativo specifico e strutturato all’interno di un sistema complesso (come quello seguito dai nostri volontari per fare soccorso o interventi di protezione civile), rischia di trasformare l’assistente civico in un potenziale elemento dannoso per le persone con le quali verrà a contatto. A preoccupare, inoltre, è l’aumento del rischio sulla sicurezza che verrebbe amplificato senza una formazione specifica ed esperienziale sui sistemi di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Assenza di radicamento e autorevolezza della funzione. Tutti i nostri volontari sono profondamente radicati sul territorio e sono riconosciuti dalla comunità non tanto da una divisa, ma dai servizi che svolgono ogni giorno, dalla formazione fatta, dalla partecipazione attiva sia nell’ordinario che nella prevenzione, che nell’emergenza. Al contrario, la nuova figura dell’assistente civico, seppur equipaggiato da specifici segni di riconoscimento, non potrà essere riconosciuto nella funzione proprio per l’impossibilità, da parte della comunità, di riconoscergli una qualsiasi forma di autorevolezza su temi come la libertà di movimento e la relazione con il prossimo.

Per queste ragioni, Anpas auspica un’inversione di rotta e che vengano invece favorite risorse e semplificazioni verso le strutture del volontariato organizzato affinché le stesse possano, attraverso i propri volontari ed operatori, rispondere ai bisogni per i quali gli assistenti civici sarebbero chiamati ad operare.

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Frutto di una donazione di alcune aziende Lombarde per il tramite di Anpas Nazionale sono stati 1540 camici per i volontari soccorritori Aanpas

 
7 maggio 2020Sono stati consegnati oggi presso la SOR di Anpas Lombardia i 1540 camici idrorepellenti per i volontari soccorritori di Anpas Lombardia impegnati nel soccorso e nell’assistenza dell’emergenza Coronavirus.
Frutto di una donazione di alcune aziende Lombarde per il tramite di Anpas Nazionale, la consegna è avvenuta per mano del vicepresidente nazionale Carlo Castellucci e dal vicepresidente di Anpas Emilia Romagna Iacopo Fiorentini a Luca Puleo, presidente di Anpas Lombardia
 
La consegna del materiale sanitario ad Anpas LOmbardia
Dopo la fornitura di 150 auto da Leasys per le associazioni, la donazione dei 51 automezzi da parte di CAI, l’accordo con Michelin per la manutenzione gratuita degli pneumatici delle ambulanze delle pubbliche assistenze, l'impegno di Anpas nazionale verso i volontari e gli operatori della rete continua con la fornitura di 100mila mascherine acquistate da Anpas stessa che sono state distribuite ai comitati regionali Anpas in proporzione al numero dei volontari per comitato.
 
Carlo Castellucci, vicepresidente Anpas: "È stato un immenso piacere salutare e augurare buon lavoro a tutta Anpas Lombardia, Anpas Nazionale ha fatto da tramite tra aziende lombarde e Anpas Lombardia per la donazione di 1540 camici monouso idrorepellenti, oltre a essere contatti che speriamo portino buone collaborazioni per il futuro".
 
  
La consegna del materiale sanitario ad Anpas LOmbardia
Consegna delle mascherine per la popolazione. Su tutto il territorio nazionale continua la consegna delle mascherine alla popolazione fatta dai volontari Anpas in collaborazione con i Comuni che ne hanno decretato la consegna.

Oltre al soccorso, Anpas al lavoro per la fase 2.“Stiamo lavorando ogni giorno per fornire a tutta la nostra rete il massimo del supporto possibile” dichiara Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas.”Siamo impegnati sotto tutti i fronti: dall’organizzazione interna alla collaborazione nazionale con gli enti e le istituzioni impegnate in questa emergenza. Anche con il contributo di altre associazioni come CAI che in questi giorni ci regalerà 51 autovetture, stiamo pensando a trovare soluzioni efficaci per la fase 2 dove ci sarà bisogno dello stesso impegno e della massima attenzione possibile”.

 

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Volontariato e lavoro. Anpas: “non vengano discriminati i lavoratori impegnati in attività di volontariato per contrastare l'emergenza COVID-19". Il personale soccorritore delle associazioni di volontariato attivo nelle operazioni di soccorso per Covid-19 è già sottoposto a sorveglianza sanitaria.


27 aprile 2020 In una comunicazione inviata al Ministero della Salute e al Ministero del Lavoro, condivisa con il Terzo Settore, Anpas chiede una modifica normativa affinché non vengano discriminati, sui posti di lavoro, i volontari, attori fondamentali per la gestione della emergenza Covid 19. 

I volontari Anpas sono donne e uomini che, adeguatamente formati e preparati, svolgono attività di prevenzione del rischio di contagio virale, effettuando quotidianamente servizi di soccorso sanitario e trasporti ordinari sul territorio.

Covid19 - L'assistenza dei volontari Anpas

In merito alla integrazione, formulata il 24 aprile 2020, del “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, Anpas pone l’attenzione sulle punto 2 riguardante le modalità di ingresso in azienda che al secondo capoverso recita:
“Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS”.

Nella nota inviata ai ministeri Anpas sottolinea che questa indicazione rischia di creare problemi (che si sono peraltro già verificati) ai volontari che svolgono servizio nelle associazioni ANPAS (oltre che Misericordie e CRI) impegnati in prima linea, fin dai primi momenti, nell’emergenza COVID-19. 

“A nome delle 935 Pubbliche assistenze e degli oltre 100.000 volontari Anpas”, si legge nella richiesta di modifica “proponiamo come di seguito:
“Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 senza aver utilizzato i dispositivi di protezione individuale secondo le linee guida ISS e indicazioni del SSN a livello Regionale o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS".

Oppure, in alternativa, si propone l’aggiunta di un articolo/comma nel quale si recita come di seguito esplicitato:
“Comma _ Èescluso dagli obblighi di cui all’Articolo .... Comma .... il personale soccorritore delle associazioni di volontariato attivo nelle operazioni di soccorso sanitario per l’emergenza Covid-19 in quanto già sottoposto a sorveglianza sanitaria e che abbia utilizzato i dispositivi di protezione individuale secondo le linee guida ISS e indicazioni del SSN a livello Regionale”.

Tutti i nostri volontari operano nel pieno rispetto delle norme, utilizzando adeguati dispositivi di protezione necessari per evitare il contagio attivo e passivo del virus.  Oltre alla condivisione dei vari protocolli con le aziende sanitarie locali, infatti, sin dall'inizio dell'emergenza Anpas è impegnata in un costante presidio di tutela della sicurezza per la salute dei volontari e degli operatori anche attraverso formazione riguardante i dispositivi di protezione individuale. Oltre ad essere un obbligo normativo, infatti, la tutela della sicurezza e la salute dei volontari è punto fondamentale dell'agire di Anpas e delle pubbliche assistenze.

La comunicazione è stata trasmessa anche a Croce Rossa e Misericordie, le altre due principali organizzazioni di volontariato sanitario che stanno operando in questa emergenza.

 

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Piloti e assistenti di volo easyJet a sostegno di ANPAS per l’assistenza alla popolazione durante l’emergenza

Distribuzione di mascherine, informazione sul loro corretto utilizzo, spesa, farmaci e beni di prima necessità consegnati a casa dai volontari di easyJet che mettono a servizio della comunità le competenze acquisite sul campo con le pubbliche assistenze Anpas

 

Alessandro Nocerino easyjet k1vD U318013635899489n 656x492Corriere Web Sezioni

30 aprile 2020 - Piloti e assistenti di volo di easyJet si offrono volontari per supportare i servizi di assistenza alla popolazione organizzati dall’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS) per far fronte all’emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova numerose persone da nord a sud. ANPAS può contare su una presenza capillare sul territorio italiano, grazie al contributo di 935 associazioni locali attive e 100mila soccorritori volontari in tutta Italia che oltre alle operazioni di primo soccorso e di protezione civile, sono in prima linea nel supportare le fasce più vulnerabili.

“Siamo di fronte a un’emergenza senza precedenti per dimensioni e durata ed è fondamentale che ognuno di noi faccia la sua parte nell’aiutare il prossimo. Per questo, insieme agli oltre 1.500 colleghi, che lavorano e vivono in diverse città, ci siamo chiesti come poter contribuire in un momento in cui non possiamo volare – ha commentato Nicola Martino, Responsabile Flight Operation in Italia di easyJet –. Abbiamo pensato che mettere le nostre competenze a servizio della comunità fosse molto importante, specialmente in un periodo in cui servono persone munite non solo di volontà, ma anche addestrate a gestire situazioni di tutti i tipi. Offrire la nostra disponibilità a un’associazione come ANPAS che oggi assolve un compito straordinario, a livello locale, ci è sembrata la scelta migliore. Poter garantire interventi di supporto alle persone più vulnerabili ha un grande valore per tutti noi, e vorremo farlo mantenendo il sorriso e quel calore che da
sempre caratterizzano il nostro lavoro”.

I volontari si renderanno disponibili a svolgere servizi essenziali per mitigare i gravi impatti sociali della pandemia: moltissime persone sono infatti, in difficoltà nella gestione quotidiana non potendo uscire da casa a causa del proprio stato di salute o si trovano in ristrettezze economiche dovute all’assenza di lavoro prolungata.

Per questo i piloti e gli assistenti di volo di easyJet offriranno il proprio supporto in attività volte ad offrire un aiuto concreto e di grande valore per i cittadini in questo momento, come il servizio di spesa a domicilio oppure la consegna di pasti, farmaci e generi di prima necessità alle persone che ne avranno bisogno.

"Le pubbliche assistenze Anpas sono sempre aperte per accogliere nuovi volontari e, come in questo caso, nuove forme di partecipazione e coinvolgimento. Sarà un piacere accogliere il personale easyJet: è in momenti come questi che si vede veramente il valore di chi investe
nella crescita della cultura della solidarietà anche all'interno di un'azienda per uscire prima e al meglio dall'emergenza. Un riconoscimento importante anche a livello etico al nostro agire, quello di easyJet, che aiuterà a migliorare ulteriormente l'efficacia del nostro impegno
quotidiano in tutta Italia a fianco di chi ha già bisogno in questo momento e, contemporaneamente, per aumentare il capitale sociale delle comunità" ha commentato Fabrizio Pregliasco, presidente ANPAS

Grazie alle loro competenze nella relazione interpersonale e nella comunicazione, assisteranno inoltre i Comuni nella distribuzione di mascherine e di informazione sul loro corretto utilizzo e sulle indicazioni da seguire per tutelare la salute pubblica. Contribuiranno infine alla gestione e organizzazione interna delle associazioni locali, garantendo presenza e presidio delle sedi, svolgendo mansioni di centralino e agevolando l’attività amministrativa: servizi apparentemente meno importanti, ma equamente necessari per migliorare l’efficienza dei servizi erogati e poter quindi raggiungere e aiutare un numero maggiore di persone.

Emiliano Losi, assistente di volo di easyJet e soccorritore 118, racconta: “Le competenze acquisite nel mio lavoro come assistente di volo hanno rappresentato un vantaggio durante gli interventi come soccorritore volontario: mi hanno aiutato ad avere familiarità nell'approccio umano e uno sguardo immediato e completo sulla persona che ho davanti. Inoltre, grazie alla nostra capacità di relazionarci con persone diverse e di lavorare come una squadra in ogni circostanza, sono certo potranno essere un aiuto prezioso nelle attività che ANPAS sta portando avanti con impegno dall’inizio della pandemia”.

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Coronavirus: la donazione di Red Bull ai soccorritori volontari Anpas

17 aprile 2020 -  Red Bull sta inviando ai comitati Anpas le proprie bevande per sostenere soccorritori e volontari Anpas impegnati nell'emergenza Coronavirus. La distribuzione dei prodotti Red Bull è iniziata in Liguria la Croce Verde Genovese, poi è stata ampliata con la fornitura a livello nazionale attraverso i comitati regionali Anpas.


Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas: "Apprezziamo aziende che, come Redbull, ci stanno dando un supporto concreto ai nostri centomila soccorritori impegnati dall'inizio di febbraio e che mai si sono fermati in questi giorni. Quello di Red Bull è un riconoscimento al nostro sforzo quotidiano e una vicinanza che in questi giorni ci aiuta sotto tutti i punti di vista. Un ulteriore modo per affrontare tutti insieme, come una vera comunità, questa emergenza"

Donazione Redbull per i volontari Anpas

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