Comunicati stampa

Campagna vaccinale: volontari e operatori Anpas disponibili per accelerare la campagna con operatori, mezzi e sedi. Pregliasco: "Dalla logistica alle oltre mille sedi fino al servizio di trasporto e accompagnamento, siamo a disposizione per migliorare la campagna vaccinale"

31 gennaio 2021 - In seguito alla dichiarazione di Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, di avvalersi della Protezione Civile “i suoi volontari e con le sue migliaia di organizzazioni presenti in modo capillare sul territorio” per affrontare la campagna vaccinale, Anpas propone e ribadisce la completa disponibilità.

Volontari Anpas
Da oltre un anno l’impegno di Anpas per superare la pandemia. «Siamo in prima linea da un anno, dell’inizio dell’emergenza, da quando i nostri volontari sono stati attivati negli aeroporti e nei porti italiani per le procedure di controllo della temperatura corporea dei viaggiatori in ingresso in Italia» ha commentato Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas. «Poi abbiamo continuato con l’allestimento delle tende presso gli ospedali, poi con i servizi sanitari e con i servizi di spesa a domicilio, distribuzione di farmaci e beni di prima necessità. Ora siamo disponibili a dare il nostro contributo anche per la campagna vaccinale mettendo a disposizione tutte le nostre forze e strutture»

MONTEMARCIANO IO NON RISCHIO

Oltre 900 pubbliche assistenze in oltre mille presìdi: volontari e volontarie Anpas pronti. «Dalla logstica alla disponibilità delle sedi, dalle sale operative all'allestimento di tende, dal servizio di trasporto e accompagnamento: dal supporto psicologico alla protezione civile, dall’emergenza sanitaria al supporto sociale, i nostri mille presìdi di pubblica assistenza in tutta Italia, i nostri centomila volontari e volontarie Anpas sono a disposizione anche per la campagna vaccinale a continuare a operare in sinergia con Ministero Salute, Dipartimento della Protezione Civile e enti locali» ha concluso Pregliasco.

2020 - La tensostruttura Avis Cologno

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Una panchina gialla per i soccorritori? Anpas si dissocia

5 ottobre 2020 - Anpas si dissocia da AASI (Associazione Autisti Soccorritori Italiani) in merito alla proposta di sensibilizzazione del “grande pubblico sul duro ed incessante lavoro quotidianamente svolto dagli autisti soccorritori” (come si legge nella proposta) che si possa concretizzare attraverso la colorazione una panchina di colore giallo in tutte le città d’Italia.
«Il vero riconoscimento pubblico del nostro agire non si concretizza tinteggiando di giallo una panchina», dichiara Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas, «ma sulla promozione di politiche pubbliche per promuovere, attraverso il principio della sussidiarietà, la cura dei bisogni collettivi e tutelare la salute di tutti. Politiche pubbliche che si realizzino grazie all'interlocuzione quotidiana con gli amministratori locali e nazionali».

Anpas sottolinea che un riconoscimento pubblico del lavoro svolto dai soccorritori, da tutti i soccorritori, si esplica con atti pubblici che tutelano nel concreto la salute, l'integrità fisica, psicologica e morale dei soccorritori, nel riconoscimento del soccorso e della cura come valore assoluto di cui ogni cittadino si deve far carico.

Pur nel rispetto verso l’associazione che ha proposto questa iniziativa all'attenzione di ANCI, Anpas ribadisce l’impegno nella tutela della salute pubblica attraverso i propri volontari, i propri dipendenti e di tutto il personale coinvolto ogni giorno, da oltre 116 anni, in oltre mille comuni d’Italia nel nome dei suoi valori fondativi quali la gratuità, della mutualità e della laicità.

«La nostra costante proposta di sensibilizzazione quotidiana verso ogni cittadino sono le nostre facce, le divise, i mezzi e le sedi delle pubbliche assistenze sempre aperte», conclude Pregliasco.

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Al via la formazione per intervenire congiuntamente in caso di situazioni di emergenza. ANPAS e Guardia di Finanza insieme per essere più vicini a chi ha bisogno d’aiuto.  

 

Anpas e GdF insieme

14 agosto 2020 - Nei giorni più caldi di questo agosto, la Guardia di Finanza e l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze stanno dando seguito al protocollo firmato a giugno per una formazione per operare congiuntamente in caso di situazioni di emergenza mediante l’impiego di elicotteri a tutela della sicurezza dei cittadini, con l'obiettivo di creare una task force pronta a intervenire per prestare assistenza e soccorso mediante l’impiego degli elicotteri del Corpo e i volontari dell’associazione.

 

 

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Continuano le aggressioni ai volontari soccorritori. Pregliasco, presidente Anpas: un mondo al rovescio

8 agosto 2020 - Il Ddl Aggressioni è legge: violenze contro gli operatori sanitari potranno essere punite con sanzioni da 500 a 5 mila euro e con la reclusione da 4 a 10 anni (per lesioni gravi) e da 8 a 16 anni (per lesioni gravissime).  

Il provvedimento invocato dal mondo della sanità e dal volontariato sanitario vittima sempre più spesso di aggressioni fisiche e verbali è stato votato all’unanimità in Senato, dopo il via libera ottenuto in Commissione Igiene e Sanità e la relazione della senatrice Paola Boldrini.

Nel Ddl vengono previsti anche protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi e l’istituzione di un “Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie” presso il Ministero della Salute, che dovrà monitorare gli episodi di violenza e gli “eventi sentinella” che potrebbero dar luogo a violenze o minacce. 

Le tante denunce fatte dalle pubbliche assistenze e da Anpas al cospetto del costante intensificarsi di aggressioni agli operatori sanitari, alle sedi e ai mezzi delle associazioni(l'ultimo alle pubbliche assistenze Anpas di Baggio e Basiglio) ha reso urgente una maggiore tutela e cura nei confronti di chi si occupa della salute e che troppo spesso si è trovato a dover affrontare episodi gravi come anche quelli di razzismo registrati nei confronti degli stessi volontari soccorritori

«Dopo anni di denunce le violenze nei confronti del nostro operato: la situazione è diventata assurda e insopportabile» ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas. «Troppo spesso abbiamo dovuto prendere atto ad un mondo al rovescio. In questi anni abbiamo visto di tutto: dalle aggressioni fisiche e verbali a soccorritori e soccorritrici ai mezzi di soccorso che devono portare soccorso all'intera comunità dati alle fiamme dai vandali fino ai danneggiamenti alle sedi. Chi porta soccorso deve essere supportato e tutelato sempre».

Basta aggressioni

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Assistenti civici, Anpas: “Sconcerto per il provvedimento. Il volontariato organizzato è un’altra cosa”

 

Roma 26 maggio 2020 – Anpas apprende con sconcerto la proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, di lanciare un bando per il reclutamento di 60.000 ‘assistenti civici’ che saranno impiegati dai sindaci per lo svolgimento di attività sociali e per collaborare al rispetto del distanziamento fisico.

Anpas è impegnata da oltre 150 anni con attività radicati sul territorio e volontari altamente formati e addestrati nello svolgimento quotidiano delle funzioni di soccorso, assistenza, supporto psicologico e protezione civile. Questo impegno si è dimostrato efficace in ogni emergenza e in ogni campagna di prevenzione, a servizio della popolazione e a supporto delle istituzioni internazionali, nazionali e locali, in osservanza del principio di sussidiarietà. 

Dall’inizio dell’emergenza COVID-19 tutto il Terzo Settore e le organizzazioni di volontariato si sono prodigate, con professionalità, nel mettere a disposizione dei rispettivi territori il meglio delle esperienze maturate nell’impegno quotidiano al servizio delle comunità locali dando un sostegno cosciente, umano e territorialmente radicato rispondendo in maniera sempre efficace ai bisogni delle proprie comunità.

 

L'assistenza dei volontari Anpas

Dalla mancanza di formazione specifica alla dispersione del volontariato, ravvisiamo le seguenti criticità nell’introduzione della figura dell’assistente civico previsto nel provvedimento. 

Incertezza sul ruolo. Innanzitutto il rischio di creare confusione della funzione sul compito assegnato all’ assistente civico, con possibili svilupparsi di declinazioni non omogenee sul territorio. A questo si aggiunge l’assenza di definizione di compiti specifici della figura di assistente civico e di una formazione specifica in tema di protezione personale, strumenti relazionali, tecniche di prevenzione in situazioni a rischio.
Mancanza di formazione e pericolo sicurezza. L’assenza di un qualsiasi percorso formativo specifico e strutturato all’interno di un sistema complesso (come quello seguito dai nostri volontari per fare soccorso o interventi di protezione civile), rischia di trasformare l’assistente civico in un potenziale elemento dannoso per le persone con le quali verrà a contatto. A preoccupare, inoltre, è l’aumento del rischio sulla sicurezza che verrebbe amplificato senza una formazione specifica ed esperienziale sui sistemi di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Assenza di radicamento e autorevolezza della funzione. Tutti i nostri volontari sono profondamente radicati sul territorio e sono riconosciuti dalla comunità non tanto da una divisa, ma dai servizi che svolgono ogni giorno, dalla formazione fatta, dalla partecipazione attiva sia nell’ordinario che nella prevenzione, che nell’emergenza. Al contrario, la nuova figura dell’assistente civico, seppur equipaggiato da specifici segni di riconoscimento, non potrà essere riconosciuto nella funzione proprio per l’impossibilità, da parte della comunità, di riconoscergli una qualsiasi forma di autorevolezza su temi come la libertà di movimento e la relazione con il prossimo.

Per queste ragioni, Anpas auspica un’inversione di rotta e che vengano invece favorite risorse e semplificazioni verso le strutture del volontariato organizzato affinché le stesse possano, attraverso i propri volontari ed operatori, rispondere ai bisogni per i quali gli assistenti civici sarebbero chiamati ad operare.

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