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MeYouMe: impressioni

di Ilaria Lucaroni.

A metà tra una gita scolastica (e l’allegria che la circonda) e un seminario di studi (per i tempi organizzativi impartiti) MeyouMe è un banco di prova per capire se esiste concretamente un’area comune di sviluppo sociale, economico e culturale dalla parte dei giovani. La strada tracciata dal Meeting è lunga, molto lunga: per arrivare ad un’innovazione concreta di visione di sviluppo che unisca diverse culture per obiettivi comuni. Ma quali sono questi obiettivi? Purtroppo il Meeting non ha dato risposta e così si torna da Cosenza con ancora molte domande senza risposta, soprattutto laddove si tenti, oltre il patinato dei discorsi su termini forse abusati come “libertà” e “rivoluzione”, di capire quale possa essere il ruolo di una rete che supera i confini nazionali e cerca di creare una piattaforma comune di idee per superare il “vecchio”.

A impressionare con le parole la variegata platea offerta dall’auditorium, il prof. Fantozzi il quale, a chiusura della prima giornata, non cavalca l’onda di entusiasmi nei racconti delle varie piazze della primavera araba (raccontati a colpi di download su twitter, facebook etc etc), ma mette in guardia i ragazzi e protagonisti lì presenti che il “peggio” deve ancora arrivare. Non per smorzare entusiasmi: è il loro momento, hanno spezzato i legami con la dittatura, sono scesi in piazza, ci hanno messo i morti, ma il rischio che l’atavico gattopardismo del potere si presenti con nuovi volti e vecchie forme (o in pericolosi passaggi dove a detenere il potere è l’esercito) è alto e purtroppo, fatta eccezione per alcuni casi, i ragazzi presenti non sembrano avere molto questa consapevolezza. Il riferimento, come fa notare Fantozzi, è sempre il ricco e industrializzato Occidente, nonostatnte le sue democrazie siano ormai “scientificamente” in crisi da tempo. I problemi come la disoccupazione e corruzione sono comuni e coinvolgono anche il mezzogiorno: è importante per una rete trovare livelli di cooperazione comuni. Come costruire le istituzioni? Come costuire i diritti sociali, politici etc? Solo grazie a forme di democrazia dei nostri luoghi e dei nostri tempi.

meyuoume

Purtroppo, quantomeno in questa primissima fase, Meyoume non contribuisce a formare una coscienza d’approccio che consenta di immettere competenze su piattaforme comuni per poi arrivare ad un’idea comune di democrazia (che magari come crisi delle democrazie elettive si potrebbe, da parte nostra, raccontare qualcosa e mettere in guardia- sic!). La giornata Open Space Technology (OST) a cui ho preso parte fatto emergere chi ha già un’impostazione ed un approccio da leader, calibrato su una potente capacità comunicativa (che in questo caso si manifestava con l’avere un buon livello di inglese e poca vergogna a parlare in pubblico). Poco, invece, teneva in considerazione le concrete capacità di chi era lì presente. la “materia umana” da utilizzare. Senza fare una critica diretta a chi ha gestito o a chi ha proposto, è però doveroso riportare in questa sede come i temi emersi si siano mantenuti su un livello superficiale di discussione e non siano mai entrati in questioni tecniche che, come ribadito dallo stesso Fantozzi, bisognerà prima o poi affrontare per costruire la vera democrazia, con dei propri luoghi e dei propri tempi.

Forse non è la funzione di Meyoume dove, comunque, si respirava una bella atmosfera e possono essere maturati contatti informali che (forse) sfoceranno in amicizie o in una qualche progettazione comune. In ogni caso, prima o poi, l’area euro-mediterranea dovrà fare i conti con la propria visione di sviluppo.

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Cronaca di un’esperienza, di Mauro Giannelli

Many, una rete con l’uomo al centro di Giuseppe Trimarchi


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Dal Meeting dei Giovani del Mediterraneo la testimonianza di May Eddib, 30 anni, ingegnere informatico, Libia.


     

It’s a great opportunity to exchange cultures and knowledge by making new relationships with people from different backgrounds

Link

http://meyoume.rexpo.it/

 

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