La comunicazione degli enti a Conte, Spadafora e Gualtieri

30 dicembre 2020 - Dal comunicato di CNESC - Entro il 20 ottobre il Governo deve presentare al Parlamento la Legge di Bilancio e con questa missiva gli Enti chiedono al Governo di finanziare davvero in maniera adeguata il SCU.
Allo stato attuale infatti risultano stanziati dall'ultima Legge di Stabilità 99 milioni di euro per il 2021 e 104 per il 2022: con tali cifre gli avvii precipiterebbero dai 53mila del 2018 ai 18mila del 2021.Gli Enti attendono fiduciosi una positiva risposta.
 

DI SEGUITO IL TESTO DELLA MISSIVA CHE VIENE ALLEGATA

Al Presidente del Consiglio Avv. Giuseppe Conte
Al Ministro con delega al Servizio Civile On. Vincenzo Spadafora
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze On. Gualtieri
Oggetto: legge stabilità 2021 e stabilizzazione del Servizio Civile Universale
Signor Presidente, signori Ministri
Alla vigilia della proposta del Governo di legge di stabilità 2021, riteniamo necessario richiamare la vostra attenzione sulla situazione e le prospettive del Servizio Civile Universale.
Questo istituto repubblicano, che sta incontrando il consenso dei giovani, la partecipazione delle organizzazioni del Terzo Settore e degli enti pubblici, a cominciare da quelli locali, l’interesse di tanti commentatori, senza una vostra scelta di dotazione di fondi adeguati andrà in crisi già nel 2021. Infatti, come da più parti richiamato, inclusa la lettera che nel luglio scorso 155 organizzazioni di servizio civile vi avevano inviato, senza una dotazione finanziaria che stabilizzi a 50.000 posizioni all’anno le opportunità di accesso dei giovani ai programmi di servizio civile, questa esperienza imploderà. Per realizzare questo obiettivo, da più parti, si ritiene necessario un budget annuale minimo di 300 milioni di euro. La legge di stabilità 2020 aveva stanziato 99 milioni per il 2021 e 104 milioni per il 2022. Serve quindi una scelta politica del Governo, che superi le scelte dei Governi precedenti di contare su rincorse a fondi aggiuntivi in corso d’anno, peraltro arrivati con il contagocce e in misura comunque insufficiente.
Una dotazione di 300 milioni annui per il triennio 2021-2023 permetterebbe di attuare la Programmazione Triennale, definita con il Decreto del 4 Novembre 2019 del Ministro Spadafora, adeguandola alle mutate esigenze e situazioni dei vari territori del nostro Paese, con una ripresa di servizio anche all’estero, inclusa una valutazione su alcune parti della riforma votata dal Parlamento nel 2016.
Permetterebbe di venire incontro alla richiesta di partecipazione dei giovani (nei soli tre anni trascorsi sono state più di 188.000 le domande non accolte per assenza di posti di impiego) dando una risposta positiva alla disponibilità all’impegno che hanno esplicitamente manifestato in questi mesi. Nello stesso tempo sosterrebbe le organizzazioni di Terzo Settore e gli enti pubblici nella realizzazione delle loro attività verso i cittadini. Soprattutto sarebbe un generatore di persone formate all’impegno e alla partecipazione in una fase in cui il tessuto sociale è sempre più lacerato.
Fiduciosi in una vostra risposta positiva e in attesa di un cenno di riscontro vi auguriamo cordiali saluti

SEGUONO LE SIGLE DI 127 ENTI


Secondo Niccolò Mancini, vicepresidente Anpas e responsabile Servizio Civile «Questa è una delle occasioni che in cui davvero si potrà dimostrare che è stato compreso concretamente il valore e l’apporto che il Servizio Civile riversa nelle nostre comunità ed sui giovani. Non investire significa dimenticare lo sforzo e l’impegno profuso nei mesi più aspri della pandemia e nel quotidiano. Non finanziare stabilmente e sufficientemente il sistema Servizio Civile significa privare i nostri territori di opportunità certa. Ci attendiamo dal governo un concreto intervento»

Servizio Civile Anpas

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