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Il centro socioeducativo “ L’Aquilone” si propone come comunità di apprendimento sul territorio di Pagani, all’interno della quale le attività di supporto didattico e quelle educative vanno a rinforzarsi vicendevolmente. L’immagine di una comunità formativa vuole restituire all’infanzia ed all’adolescenza il valore fondamentale dell’apprendimento come miglioramento di sé, come tendenza all’eccellenza, alla qualità del tempo vissuto sia in modo ricreativo che culturale. Ciò risulta essere ancor più urgente in questo territorio, che presenta, da dati statistici, un alto tasso di criminalità minorile, ma sicuramente esperienza estendibile anche a contesti ‘’altri’’,  al fine di effettuare azione di prevenzione in qualsiasi territorio e realtà esistente.

Lavorare con soggetti in situazione di disagio significa donare ad ognuno di loro la possibilità di fare scelte “altre” nella vita, avvalendosi di opportunità positive e di risorse residue , che questo territorio ancora ha da offrire. Il centro risulta pertanto, il punto di riferimento di personalità in fieri, che da qui potranno trarre spunti e linfa per la loro crescita e per il sano ed armonico sviluppo della loro personalità.

Pagani: L'Aquilone

 

Il centro socioeducativo “L’aquilone” si propone quotidianamente, dunque, un  macro obiettivo: offrire percorsi di formazione, emancipazione, socializzazione ed integrazione sociale,  per infanzia ed adolescenza di Pagani e per le famiglie dei minori accolti. In quanto tale si pone come faro sul minore e perno centrale di una rete, in cui attraverso la sinergia degli intenti di più soggetti istituzionali si possa realizzare un efficace Sistema Formativo Integrato sul territorio. Ciò risulta essere l’essenza di tale progetto, dal momento che  lo stesso, pur avendo una limitazione temporale si propone  di garantire  all’utenza, al termine delle attività, gli strumenti necessari per potersi orientare sul territorio, usufruendo di tutte le opportunità a disposizione ed evitando possibili percorsi di devianza e di criminalità, in cui i  minori in situazione di disagio socioculturale , e perciò stesso “ a rischio”, spesso incorrono.

Dopo la iniziale fase di formazione e costruzione dell’equipe di lavoro da parte del coordinatore, si è reso utile un incontro conoscitivo con le famiglie e con i minori, al fine di elaborare  schede progettuali appositamente preparate per ciascun utente. Ciò al fine di comprendere le dinamiche familiari spesso difficili, nonché le ricadute delle stesse sul percorso di crescita del minore. Si tratta di un lavoro in fieri, che resta continuamente aperto ad ulteriori approfondimenti e modificazioni nel tempo, grazie al quale è possibile intervenire in modo individualizzato e capillare sugli utenti, al fine di garantire all’infanzia ed all’adolescenza quel percorso formativo e quel miglioramento della qualità della vita che il centro si pone come obiettivo prioritario.

Il mese di dicembre e gennaio possono essere annoverati come fase di start up, in cui gli operatori hanno lavorato sul processo di contestualizzazione del minore, che si ritrova ad esperire la legalità, a cominciare da poche regole di gioco, di integrazione, di sana socializzazione, al fine di interiorizzare il rispetto dell’ambiente, di se stessi, sei coetanei e delle figure adulte di riferimento. Quotidianamente nel corso di questi primi mesi i minori hanno ricevuto un sostegno scolastico assiduo, attento ed individualizzato, al fine di recuperare le numerosissime lacune di partenza.

A tal proposito il coordinatore insieme all’equipe ha inteso prendere contatti con tutte le istituzioni scolastiche di appartenenza dei minori iscritti al centro, effettuando colloqui con i singoli docenti, al fine di creare fattivamente una collaborazione con le scuole, dando inizio alla realizzazione del  Sistema Formativo Integrato. In due mesi si rileva, dal confronto con i docenti, già un miglioramento per alcuni dei ragazzi seguiti.

Inoltre gli utenti sono stati protagonisti di attività ludiche e laboratoriali, opportunamente programmate, in base a temi specifici. Temi quali l’amicizia, l’interculturalità, la legalità, le emozioni sono stati il filo conduttore di percorsi vari, mensilmente, attraverso filmati, attività manuali, giochi, musica, riflessioni, feste a tema, che mirano a lasciare messaggi importanti ai ragazzi nelle modalità più diversificate e piacevoli.

Sono stati presi anche contatti importanti con le assistenti sociali del comune di Pagani, al fine di sviscerare ulteriormente i casi “difficili” e di calibrare gli interventi in base alle reali esigenze di ciascuno.

L’obiettivo per i prossimi mesi continuerà ad essere quello di garantire ad ognuno la libertà di vivere un tempo sano , produttivo e qualificante, in un contesto di  legalità, che si fa pratica e non resti meramente teorica.

Sono state programmate e realizzate uscite sul territorio al nucleo elicotterstico di Pontecagnano ed al Museo del giocattolo a Suor Orsola Benincasa di Napoli, in una logica di meritocrazia, nella convinzione che soltanto un impegno nello studio e un  rispetto delle regole fondamentali del vivere civile, al centro, a scuola, a casa e nel quartiere, possano essere precursori di sorprese, premi  ed eventi piacevoli.

Prossimamente, il 29 aprile 2012 terremo una manifestazione in piazza Sant’Alfonso, in cui si realizzeranno opere d’arte con materiale riciclato. Protagonisti i bambini del centro ma il laboratorio sarà aperto a tutti i piccoli del territorio di Pagani. Ci saranno gazebo e stand in cui i bambini, guidati da operatori e volontari dell’associazione Papa Charlie, saranno incentivati nella loro creatività, con attenzione particolare alla raccolta di tutto il materiale che solitamente viene cestinato. La raccolta è già iniziata da parte dei bambini nelle loro case e all’interno del centro. Inoltre, essendo presenti Radio Base e Tele Nuova, si è programmato di realizzare un laboratorio sulle tecniche radio, affinchè i bambini possano sperimentarsi nel mondo radiofonico, come speaker per un giorno. Saranno proiettate immagini su video di tutte le attività realizzate nel centro fino ad oggi e saranno coinvolti attori istituzionali, nonché le persone del luogo, affinchè nel tempo questo centro diventi parte integrante del territorio stesso.

 

 

Si è scelto il nome Aquilone per questo centro socio educativo, perché l’aquilone  è il simbolo della possibilità di volare alto, come  dono per ogni bambino ed  ogni uomo. Un aquilone, però,  può volare soltanto quando il vento è contrario e non quando è favorevole, nella consapevolezza che nella difficoltà e nel disagio ognuno può trovare la forza di spiegare le ali e riprendere, con coraggio, il viaggio emozionante della vita. Ritornare ad amare…a giocare….a vivere….a rispettarsi…ad aiutarsi….a prendersi cura dell’altro e di se stessi….a migliorarsi….in una parola a vivere nel migliore dei modi possibili!

 

 

 

http://www.papacharlie.it/sito/

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