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Si è tenuto sabato 21 marzo a Bologna, presso il Policlinico S.Orsola Malpighi il workshop “La prevenzione della corruzione in sanitĂ ” per fare il punto delle attivitĂ di prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie a due anni di distanza dalla approvazione della legge 190 del 2012. Era presente anche Anpas, con un intervento del presidente Fabrizio Pregliasco, alla XX edizione della giornata della memoria e dell’impegno con il punto di vista delle associazioni di volontariato delle associazioni di volontariato. L’incontro è stato moderato da Massimo Brunetti, responsabile prevenzione corruzione AUSL Modena Illuminiamo la salute e in apertura dei lavori h sottolineato l’importanza di lavorare sulla promozione dell’integritĂ nel sistema sanitario e nel sistema sociale italiano. Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas ha sottolineato come “il segmento del trasporto sociale è sempre piĂą importante: importante fare una rete di specialisti. Nell’emergenza-urgenza e servizi secondari ci sono problemi di corruzione gravi e alto è il rischio di infiltrazione. A volte anche le associazioni di volontariato sono in difficoltĂ : il nostro impegno è essere dei segnalatori e comunicatori nei punti di rischio che ci sono. Caratteristica del volontariato è la presenza e la capillaritĂ del servizio, ma sempre piĂą importante è il controllo e la trasparenza”. Senatrice Nerina Dirindin, senatrice CORIPE Piemonte: “Un settore particolarmente esposto all’illegalitĂ . Rischio di essere e accogliere sistemi non trasparenti. Dobbiamo essere molto attenti: i rischi sono fortemente presenti a partire dai conflitti di interesse. Gli effetti della corruzione non solo solo l’aumento dell’appalto o l’acquisto di un bene sempre piĂą si trasformano in minore erogazione dei servizi, in un momento di grande difficoltĂ per la sanitĂ pubblica e comporta la negazione di un diritto del cittadino di essere curato. Parliamo molto di legalitĂ per la tutela della salute pensando agli illeciti, ma il primo atto illecito è negare il diritto alla salute dei cittadini. Se il diritto viene negato per pagare tangenti o fare attivitĂ non prioritĂ rispetto ai bisogni è ancora piĂą grave. Infine viene meno la salute nelle istituzioni e, ad esempio, vengono meno le donazioni degli organi. Importante è sostenere un cambiamento culturale attraverso la promozione della cultura della legalitĂ anche guardando quante persone erano in piazza a Bologna ci fa essere ottimisti. Molto c’è da fare”. Eva Rigonat di FNOVI: Gli ordini professionali, avendo la competenza, possono giudicare secondo il principio di sussidiarietĂ , se l’operato del professionista è stato fatto in modo corretto. Se dico veterinario pensate cane e gatto: la mafia è lungimirante e addestra la crudeltĂ dei bambini verso gli animali per abbassare la soglia della sensibilitĂ . In tutti i cibi c’è il controllo di un veterinario. Il 30% della salute umana è dovuto a cosa mangia: e se partiamo dagli allevamenti e le agromafie nella filiera sono interessate nel contatto con i veterinari. Nel 2011 Nicola Gratteri ha sottolineato che i veterinari sono la professione piĂą aggredita dalla mafia. Noi tuteliamo la salute pubblica in prevenzione e siamo una professione vantaggiosa perchĂ© il sistema non spende in terapie. Dobbiamo passare all’etica come professione Fausto Nicoli di Fiaso: Spazi etici all’interno delle aziende. Dilemma di azioni inconsapevoli dove alcuni professionisti fanno fundraising freelance con donazioni indesiderate. In Italia accountability non è solo rendicontare, ma anche essere responsabili. ll Dr Peter Gotzsche, direttore del Nordic Cochrane Centre e professore di progettazione e analisi della ricerca clinica presso l’UniversitĂ di Copenaghen, ha detto: “C’è molto da cambiare nel settore sanitario. Si tratta di uno dei settori piĂą corrotti della societĂ . In Danimarca, per esempio, abbiamo migliaia di medici iscritti nei libri paga dell’industria – sono consulenti, membri di commissioni consultive – ma in realtà è una sottile forma di corruzione, perchĂ© se non ti comporti come previsto ti cancellano dal libro paga”. La legge 190 dĂ molta enfasi alla prevenzione, ma anche alla vigilanza. pericolo è la normalizzazione della devianza. Nel mondo dei giusti si può sempre dire un si e dire un no” Chiara Riforgiato, segretario italiano Studenti Medicina SISM: due ambiti all’interno dei quali studenti possono osservare meccanismi di corruzione. Il primo è in ambito assistenziale, dove lo studente spesso è spettatore inconsapevoleNel contesto universitario si parla di etica dell’insegnamento, ma anche dell’apprendimento: come studenti dobbiamo costruire processi di formazione e occupazione relativi alla cultura della legalitĂ . Necessario portare avanti un cambiamento del comportamento individuale e collettivo. Durante il nostro piano formativo non c’è un processo sull’etica. Il conflitto di interessi è un argomento a noi molto caro perchĂ© abbiamo trattato molto negli ultimi anni. Vogliamo la riduzione della corruzione in sanitĂ sia attraverso le leggi, come la 190 del 2012, ma anche con workshop come questo” Nicola Leoni di Avviso Pubblico ha presentato la Carta di Avviso Pubblico: “un elemento importante è la necessitĂ di risanare il rapporto tra politica e sanitĂ . Questo vale per i comuni dove bisogna premiare chi si impegna con eticitĂ e professionalitĂ . In un comune di 3000 abitanti abbiamo come fondo incentivante 700 euro l’anno”
Tutor: Massimo Brunetti, responsabile prevenzione corruzione AUSL Modena
Nel mondo della sanitĂ la legalitĂ e la trasparenza possono essere usate come una terapia in grado di produrre benessere e salute. Il sistema sanitario attuale è double face, dove gli errori di pochi, hanno un pesante costo pagato da tutti, anche in termini di salute. Da un lato gli italiani godono di buoni livelli di salute con un sistema dei servizi sanitari che è in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata, dall’altro lato la corruzione e l’infiltrazione mafiosa rappresenta uno dei principali pericoli per il settore sanitario producendo effetti non solo economici, ma anche sulla salute delle popolazioni. La fotografia è stata scattata da Libera, Avviso Pubblico,Coripe e Gruppo Abele nel rapporto “Illuminiamo la salute. Per non cadere nella ragnatela dell’illegalitĂ ” con una analisi delle cause che condizionano la trasparenza e la legalitĂ nel sistema di tutela della salute. Il rapporto viene presentato a Roma nell’ambito di un convegno per avviare un percorso di sensibilizzazione e approfondimento, con l’obiettivo di sostenere i tanti operatori che quotidianamente si impegnano a contrastare le diverse forme di opacitĂ , discrezionalitĂ e illegalitĂ presenti nel settore della sanitĂ e di cui spesso sono vittime involontarie e impotenti. L’iniziativa ha anche l’obiettivo di costruire momenti di supporto alle aziende sanitarie e agli enti territoriali chiamati, in base alla recente Legge 190/2012, a nuovi adempimenti nell’ambito della promozione della legalitĂ nel settore sociale e sanitario. PerchĂ© il nuovo percorso di prevenzione e contrasto dell’illegalitĂ e della corruzione non deve diventare un mero adempimento burocratico. PerchĂ© la tutela della salute, diritto fondamentale di ogni cittadino e dell’intera comunitĂ , deve essere preservata da ogni forma di opacitĂ e illegalitĂ . Tornando al dossier i dati descrivono un Paese dove gli italiani godono di buoni livelli di salute, rispetto al resto del mondo sviluppato. Secondo gli ultimi dati del 2011, nel nostro Paese, la speranza di vita alla nascita era di 84,6 anni per le donne e di 79,4 anni per gli uomini. La tradizionale buona posizione dell’Italia è confermata da due recenti studi, il rapporto “Health at glance 2012” sullo stato di salute e la spesa sanitaria nei paesi dell’Oecd e il rapporto “Global Burden of Disease Study 2010” – la piĂą ampia indagine mai effettuata su scala mondiale sulla distribuzione delle malattie e i loro fattori di rischio, secondo i quali il nostro Paese occupa ancora il secondo posto al mondo come speranza di vita (dopo il Giappone) ed il primo posto tra le nazioni europee. Gli italiani non vivono solo piĂą a lungo: la longevitĂ si accompagna a migliori condizioni di salute durante l’intero arco di vita, con meno disabilitĂ e meno malattie. Per ciò che concerne la mortalitĂ infantile, un tempo responsabile di un numero elevato di morti nel primo anno di vita, il nostro Paese è stato protagonista di una riduzione a ritmi nettamente superiori a quelli del resto d’Europa ed è ora al di sotto della media dei paesi sviluppati: il tasso attuale è 3,4 morti per 1.000 nati vivi, contro una media europea di 4,3. Nel nostro Paese, nonostante la pesante crisi economica e il conseguente sensibile aumento del rapporto spesa/Pil (per effetto della caduta del Pil), la spesa sanitaria totale (pubblica e privata) è ancora nettamente inferiore a quella dei paesi con livello di sviluppo simile al nostro: 9,3% del Pil nel 2010 contro 11,6% in Francia e Germania (un esempio di spread positivo!), 9,6% in Svezia e nel Regno Unito. L’Italia presenta inoltre dati diperformance dei servizi sanitari molto soddisfacenti: secondo alcuni studi comparativi sulla performance complessiva dei sistemi sanitari, l’Italia occupa i primi posti fra i paesi Oecd quanto a livelli di efficienza in termini relativi rispetto ai paesi con le migliori performance (siamo superati solo da Francia e Islanda). Quanto a risultati in termini di salute, i dati indicano che, in media, il sistema dei servizi è in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata. Ne è riprova la stima dell’Oecd sulle “morti potenzialmente evitabili attraverso interventi sanitari tempestivi e appropriati”: fra i 27 paesi europei, l’Italia occupa il terzo posto (dopo Francia e Islanda) per il minor numero di morti evitabili. E ciò nonostante il basso tasso di ospedalizzazione (il 24% in meno della media europea) e la bassa spesa sanitaria. Il sistema sanitario è anche un importante fonte di lavoro e di reddito. Al servizio dei cittadini, in Italia oggi prestano il loro lavoro circa 4 medici ogni 1000 abitanti, in linea con la media dei paesi Ocse, mentre abbiamo circa 6 infermieri ogni 1000 abitanti, contro una media europea di 8. Ma il dossier di Libera, Gruppo Abele, Avviso Pubblico e Coripe affronta il mondo della sanitĂ anche da un altro punto di vista: quella della opacitĂ , della trasparenza, dei conflitti di interesse, dell’illegalitĂ , della corruzione, fino ai (pochi, per fortuna) casi di infiltrazione mafiosa. Non è facile stimare l’impatto della illegalitĂ sulla spesa per il sistema di tutela della salute. La Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore sanitario ha stimato che nel 2012 in Europa il 5,6% del budget per la sanità è assorbito dalla corruzione. In Italia le stime effettuate dalla sola Guardia di Finanza per il triennio 2010/2012 indicano 1,6 miliardi di euro di perdita erariale; e si tratta solo dei reati effettivamente accertati dalle forze dell’ordine. Soldi che ogni anno sono sottratti alla cura e all’assistenza di chi ne ha bisogno. A cui si devono aggiungere i costi indiretti. Per quanto riguarda le infiltrazioni della criminalitĂ organizzata, la sanità è oggetto di crescente attenzione da parte della mafia per le possibilitĂ di profitti illegali. Ciò avviene principalmente nella contrattualistica, nella gestione degli accreditamenti e nella gestione clientelare del personale. A oggi 4 aziende sanitarie sono state commissariate per infiltrazioni della criminalitĂ organizzata. Davanti a questi numeri, trasparenza, legalitĂ , fiducia, integritĂ – rilanciano le associazioni- sono elementi essenziali nella costruzione di un sistema di tutela della salute e, di conseguenza, nella promozione del benessere. Un sistema affidabile e integro è uno strumento di rassicurazione contro uno dei rischi piĂą temuti dalla popolazione (quello di dover affrontare una malattia in solitudine, senza adeguate conoscenze e senza sufficienti risorse), di fiducia nelle istituzioni e nella comunitĂ , di promozione del capitale sociale. La salute si promuove anche contrastando l’illegalitĂ . PiĂą in generale, le varie forme di illegalitĂ messe in atto nel settore sanitario non si limitano a sottrarre risorse ai programmi di assistenza, ma minano la fiducia nel sistema di tutela della salute da parte delle persone. Alcuni degli strumenti recentemente introdotti o potenziati dalla normativa italiana potrebbero produrre buoni risultati nel contrasto delle criticitĂ . La stessa norma 190/2012 prevede la predisposizione di percorsi formativi, i quali possono garantire il doppio livello, proattivo e reattivo, della prevenzione della corruzione. Il cuore della legge sta nella predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) e in ogni ente pubblico dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, oltre che nell’introduzione della figura del responsabile per la prevenzione della corruzione. In particolare la trasparenza nelle procedure e nei risultati potrebbe avere un impatto positivo nel settore degli appalti e delle forniture, mentre è probabile che controlli interni efficaci limitino il diffondersi degli abusi nel rimborso delle prestazioni ai provider e nell’attivitĂ intramoenia. La creazione di un sistema di tutele e incentivi per chi denuncia eventuali abusi può essere d’aiuto nella repressione di alcune fattispecie. Infine va considerato che politiche una tantum difficilmente ottengono risultati duraturi. Gli strumenti da adottare devono pertanto essere sviluppati in maniera sistematica e regolarmente implementati. Per questo è necessario illuminare la salute, per valorizzare un bene prezioso e per fare luce sulle zone d’ombra che insidiano la salute della popolazione.
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Il racconto fotografico di #ventiliberi Da Anpas Piacenza: Racconta la tua giornata di sabato con @libera_annclm, le foto piĂą belle le vedrai sulla pagina facebook di Anpas Emilia Romagna http://www.memoriaeimpegno.it/il-pomeriggio-del-21-marzo/
XIX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Latina 22 marzo.
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Sintesi del dossier per i giornalisti
