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Confronto tra la pubblica assistenza Anpas “Rocco Pascucci” e la cittadinanza durante il convegno di monitoraggio e valutazione del progetto finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale

13 aprile 2017.  Più sinergia tra enti, associazioni di volontariato e genitori per giungere alla inclusione dei ragazzi con disabilità e a rischio dipendenze: è quanto emerge dall’analisi del lavoro svolto nel primo anno del progetto “Insieme – giovani nel sociale”  in occasione del convegno di monitoraggio e valutazione del progetto finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale svolto l’8 aprile presso l’auditorium di Piazza Falcone e Borsellino del Comune di Frigento. Un progetto realizzato dalla pubblica assistenza Anpas Rocco Pascucci rivolto a giovani dai 14 ai 35 anni con disabilità motorie, psicologiche, con problemi di dipendenze, ma anche ai normodotati.

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Ad aprire i lavori il presidente della pubblica assistenza “Rocco Pascucci” Sabino Gerardo Famiglietti, che ha ricordato l’impegno dell’associazione e i tanti ostacoli che il volontariato ha dovuto superare per offrire un aiuto concreto alle comunità. A seguire i saluti del sindaco Carmine Ciullo, il quale ha ripercorso le tappe delle politiche sociali a partire dalla legge 328, ha ricordato il ruolo del Piano di zona sociale. Di questo aspetto ha parlato anche il dirigente scolastico Franco Di Cecilia, che con la scuola prova ad indirizzare i giovanissimi verso la solidarietà e l’inclusione nei confronti di chi è in difficoltà.
Il direttore del progetto, Vicente D’Alessandro e la psicologa Maria Pina Famiglietti hanno invece illustrato, il primo, il progetto e, la seconda, ha verificato lo stato ad un anno dell’avvio. D’Alessandro ha illustrato i percorsi, che riguardano l’ascolto, i laboratori e il turismo.

I giovani fruitori del progetto hanno imparato a lavorare la ceramica, a riciclare in maniera artistica, ad utilizzare i computer e a socializzare durante le gite turistiche. La verifica del lavoro svolto è stata affidata alla psicologa Maria Pina Famiglietti, la quale ha dichiarato: «Ho monitorato come una mamma molto critica», verificando gli obbiettivi raggiunti finora e le criticità venute alla luce. Il giudizio positivo è della dottoressa Marina Nigro, impegnata nel servizio 118. È lei che ha potuto “da mamma”, verificare quotidianamente quanto sia servito questo progetto e i miglioramenti registrati dal proprio figlio, diretto beneficiario del centro. La dott.ssa Nigro conclude lanciando un appello «quando non ci saranno più i genitori che succederà?». A quel punto dovranno rispondere le istituzioni, poiché le associazioni, perennemente impegnate in simili tematiche, non potranno fare sempre da supplenza.  

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Durante la manifestazione sono stati mostrati i lavori dei ragazzi, realizzati nei vari laboratori di ceramica, riciclaggio ed informatica, tra cui le foto delle varie uscite turistiche.
La manifestazione si è poi conclusa con la consegna dei diplomi e attestati di partecipazione ai vari che hanno partecipato alla prima edizione del progetto.

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