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L’Humanitas di Scandicci nel libro di Mauro Bagni

La presentazione del libro, 13 dicembre 2020 ore 10,30 https://www.facebook.com/HumanitasScandicci/ 

Humanitas

 

Dalla nota dell’autore, Mauro Bagni

Questo volume, dedicato agli oltre 120 anni di storia della pubblica assistenza Humanitas, in modo prevalentemente cronologico (e fotografico), ricostruisce le vicende della gloriosa associazione scandiccese.

Costituisce l’anticipazione di un volume più ampio dedicato a essa. Nel 2022 infatti, quando ricorreranno i 125 anni dalla fondazione, le vicende dell’Humanitas saranno raccontate in maniera organica, collegandola alla storia locale, a quella nazionale delle pubbliche assistenze e alle vicende che hanno segnato l’evolversi della politica sanitaria in Italia.

Le fonti per una ricostruzione della storia dell’Humanitas sono frammentarie; per un lungo periodo (almeno 50 anni) addirittura scarse. Mancano documenti di archivio ufficiali (verbali delle riunioni, elezioni degli organi dirigenti, bilanci, ecc.), così come una raccolta ordinata delle pubblicazioni.

Lo scritto che cerca di ricostruire i primi 60 anni di vita dell’associazione risale al 1956. Si tratta di un numero unico di Humanitas del 29 aprile 1956: tre pagine con uno scritto di Vinicio Testi, volontario e noto dirigente del Comune di Scandicci. Fa riferimento a una ricerca effettuata da un consigliere dell’Humanitas, senza fornirne il nome. Forse è lo stesso autore? Lo scritto è comunque assai scarno di nomi, dati, documenti.I successivi sono le pubblicazioni del 1982 e del 1992, entrambe dedicate soprattutto ai volontari. Quindi quella del centenario: Humanitas 1897 1997. Grazie all’aiuto di Monica Daddioli, abbiamo raccolto numerose testimonianze: quelle dei presidenti e dei volontari ancora in vita oppure di alcuni familiari, soprattutto se avevano conservato materiale interessante. Utile è stato quello fornito da Paolo Alfani, dai familiari di Vittorio Dolfi e quello di Emanuele Garofalo, raccolto in occasione della pubblicazione dei cento anni di vita dell’associazione.

Poi abbiamo fatto ricorso a scritti e documenti locali di politica sanitaria, soprattutto a partire dalle due Giunte Barbieri (importanti quelli di Luigi Filippelli, ufficiale sanitario) oppure a saggi di storia dedicati a vari aspetti. Fondamentali quello di Fulvio Conti. Oppure pagine di scritti diversi che contengono riferimenti all’Humanitas: Guidi, Borgioli, Consumi, Giuliani, Bacci.

Degli ultimi anni esiste diverso materiale a stampa. Abbiamo cercato di raccogliere alcuni numeri di notiziari, che sono usciti negli anni senza un piano editoriale organico econtinuativo. Grazie a Oris Landi e Filippo Lotti è stato raccolto in maniera sistematica il materiale fotografico. Prezioso, per colmare lacune che interessavano lunghi pe riodi, il lavoro di Antonella Coli e Carla Di Tano presso gli archivi Anpas.

 

L’introduzione di Filippo Lotti, presidente Humanitas Scandicci

Tra poco più di dodici mesi l’Humanitas avrà 125 anni, una vera e propria istituzione non solo per l’età, ma per la capacità di avere rappresentato nel tempo un punto di riferimento praticamente per ciascuna delle generazioni di cittadini che si sono susseguite a Scandicci già dal secolo scorso. L’idea di approfondire la storia della realtà che sto avendo l’onore di guidare nasce da qui: dalla voglia di ricordare per far rivivere un pezzo importante della storia cittadina, celebrare nomi e gesta che hanno in maniera disinteressata costruito l’associazione che oggi conosciamo. Un lavoro quello di Bagni e dei collaboratori, volontari della “memoria”, che serve anche a colmare due lacune: la prima nell’aggiornare e approfondire già in questo volume la storia dell’Humanitas ferma al 1997 (anno del centenario), la seconda molto più complessa che andrà superata attraverso un secondo volume (già in cantiere), molto più ampio e dettagliato, ricostruendo i molti passaggi mancanti, la relativa documentazione e la ricerca di testimonianze dirette o indirette di chi quella storia l’ha fatta.

Uno sforzo collettivo che deve servire soprattutto a guardare al futuro, alle scelte che orienteranno i nuovi organismi dirigenti perché si possa preservare la nostra storica centralità nell’ambito dell’assistenza e coltivare quello speciale rapporto fiduciario che lega Scandicci all’Humanitas, soci e Volontari, bisogni e servizi. Mettersi a servizio di una comunità e farlo con la gratuità e la spontaneità tipica del volontariato offrendo e investendo in soluzioni efficaci e innovative è la storia di questi 123 anni e l’ingrediente principale del nostro futuro. Abbracciare la logica della mutua di comunità recuperando i valori fondativi
(società di mutuo soccorso), in uno sforzo collettivo per dare tutti insieme qualcosa in più a Scandicci e al movimento delle pubbliche assistenze. Humanitas, in questo senso, ne ha di fronte a sé una di alta rilevanza sociale che ci chiama al ruolo di costruttori di risposte e servizi, ma anche a quello di portare la voce degli associati e dei loro bisogni sui tavoli decisionali e nel dibattito collettivo perché sempre di più si diffonda un modello economico nell’ambito dei servizi alla persona che rifugga la logica del mero mercato, ma che sia sostenibile, eticamente orientato e attento ai più deboli nello spirito dell’attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà.
Infine voglio ringraziare tutti i Volontari che si sono succeduti nei secoli e quelli che oggi prestano servizio. Non abbiamo potuto, per motivi di spazio, raccontare le loro storie. Lo faremo nel prossimo volume. Abbiamo scelto di dedicare delle pagine a Vittorio Dolfi, milite esemplare, affinché l’azione di tutti loro e la loro memoria non siano perdute e sprecate e anche in occasioni come quella di questa pubblicazione diventino testimonianza del lato “migliore” della società.

  

Presentazione di Luigi Bulleri*
Mauro Bagni racconta e illustra in modo semplice e chiaro come nel corso di un secolo si è formato, per iniziativa di personaggi illuminati in un mondo contadino-mezzadrile nella zona di Scandicci, questo enorme patrimonio sociale che è l’Humanitas. A me, mezzadro volterrano, piace sottolineare questa originalità che ricorda come i mezzadri toscani, con il loro spirto libertario e democratico, con la loro aspirazione di eguaglianza e giustizia sono stati artefici, fondatori, insieme alla classe operaia, di strumenti di solidarietà, di reciproco aiuto di conquista dei diritti dei cittadini come le pubbliche assistenze, divenuto nel corso del suo sviluppo anche scuola di democrazia.

Agli inizi del secolo ventesimo l’Humanitas di Scandicci è una delle prime pubbliche assistenze a costituirsi in Italia e ad iniziare, in condizioni difficili l’assistenza pubblica a tutti i cittadini e nel contempo ad operare per riunire le tante associazioni esistenti in Toscana ed in Italia in una associazione regionale e nazionale che dia prestigio e forza nei confronti delle istituzioni e della società.

Oggi, con gli oltre 35000 soci, gli oltre 1.400 volontari, con gli strumenti gemmati per la gestione dei servizi più complessi come la Fondazione Pas contribuisce in modo determinante a una adeguata qualità della vita sociale e culturale dei cittadini di Scandicci e della zona. È un esempio forte di cittadinanza attiva, di sussidiarietà, di partecipazione per il bene comune.
È un presidio di democrazia.
Va detto che in quest’opera l’Humanitas è aiutata da un giusto rapporto di collaborazione con il Comune che favorisce efficacemente l’esistenza di una rete solidale che funziona con la cittadinanza attiva.
La presenza e l’opera dell’Humanitas è tanto più importante oggi in un paese come l’Italia in cui la democrazia si è indebolita, ed esposta a seri pericoli mentre i bisogni dei cittadini sono aumentati.

Il volontariato è considerato da cittadini sfiduciati il soggetto che più di altri può e deve essere attivo per i cambiamenti necessari nel Paese.

L’Humanitas, ne sono certo, saprà assolvere a questo ruolo.
* Già Presidente Anpas e Coordinatore Consulta Nazionale del Volontariato

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