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“Sono arrivato con la barca in Italia a Lampedusa ad ottobre del 2011, dopo essere rimasto in mare per un giorno e una notte. Ho pregato il signore di non farmi annegare. Grazie alla pubblica assistenza ho fatto un corso di italiano, di arte, sanitario e di protezione civile”. Sono queste le parole di Celestino, 27 anni, nigeriano, volontario della pubblica assistenza Anpas Paceco Soccorso, provincia di Trapani. “È la prima volta che faccio un corso di protezione civile e sanitario: al mio paese non li avevo mai fatti”. Ora Celestino porta soccorso a chi, come lui, intraprende il viaggio in mare per arrivare in Italia.

Insieme a te: il progetto di accoglienza di Anpas Sicilia

Quella di Celestino è una delle venti storie di integrazione che, grazie al progetto “Insieme a te” che ha coinvolto le cinque pubbliche assistenze trapanesi di Anpas Sicilia e finanziato da Fondazione con il Sud, ha permesso a venti migranti di iniziare un percorso di integrazione attraverso la condivisione, da parte delle associazioni locali, della diffusione di buone pratiche di cittadinanza attiva attraverso corsi di primo soccorso, di protezione civile e mediazione interculturale. Storie come quelle dei due Amadou e Amadou che hanno festeggiato il nuovo anno al campo Anpas di Tolentino, in Centro Italia, dove sono rimasti per una settimana per portare assistenza alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma. “Abbiamo cominciato questo percorso già in occasione del terremoto de L’Aquila e poi lo abbiamo iniziato a strutturare nei campi di accoglienza in Emilia Romagna, in occasione del terremoto di cinque anni fa. L’esperienza fatta nei campi multiculturali come quello di Mirandola e di Novi di Modena ci ha permesso poi di poter lavorare bene, ad esempio, sul campo di Tolentino nel recente sisma in Centro Italia: un campo quasi completamente composto da migranti” dichiara Egidio Pelagatti, responsabile Anpas politiche migratorie.

Insieme a te: il progetto di accoglienza di Anpas Sicilia

“Insieme a Te è un progetto di cui andiamo orgogliosi per gli incredibili risultati ottenuti nell’integrazione dei migranti – dichiara il presidente di Anpas Sicilia, Lorenzo Colaleo – in queste settimane di attacchi che arrivano, indistintamente, contro tutte le ONG è nostro dovere, da associazioni di pubblica assistenza, ricordare il lavoro straordinario fatto dai volontari, dai soccorritori e ci uniamo a quanti chiedono rispetto per uomini, donne e bambini costretti a intraprendere questi viaggi della speranza.”
Le storie del progetto “Insieme a te” verranno presentate ad Erice, sabato 13 maggio presso la Sala Convegni del Palazzo Sales, la chiusura del progetto “Insieme a te” con Calogero Foti, capo dipartimento di protezione civile regione siciliana, Egidio Pelagatti, responsabile operativo di protezione civile di Anpas.

“Attraverso la formazione e le conoscenze condivise abbiamo raggiunto un ottimo livello di integrazione nei campi di emergenza e, nell’ordinario, oggi tante sono le pubbliche assistenze Anpas che accolgono e lavorano per l’integrazione migranti e richiedenti asilo e permettono loro, attraverso le nozioni di primo soccorso e di protezione civile, di acquisire nuove competenze e contemporaneamente di scambiare parte del loro vissuto e della loro cultura e delle loro tradizioni con la comunità ospitante” conclude Egidio Pelagatti.

Secondo Carmine Lizza, responsabile nazionale protezione civile Anpas “un ulteriore passo importante per la consapevolezza e per la crescita del nostro movimento che da sempre è aperto e che accoglie. È importante ricordare che il nostro è un modello diventato, con il progetto Samets, importante a livello europeo e che stiamo diffondendo e migliorando anche attraverso la nostra seconda cascata formativa di protezione civile in svolgimento in questi mesi”.

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