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“Il volontaraiato in protezione civile”: Anpas si presenta all’AFAD in Turchia, il diario di Alessandro

9 luglio 2019 – “Come avrei fatto senza il preziosissimo lavoro di quelle mitiche donne dell’ufficio nazionale di Anpas?”. Questa è la domanda che mi ha accompagnato durante tutto il viaggio di 13 ore, fatto di 3 aerei e 4 aeroporti, passato a rivedere e ripassare le tre ore di presentazioni preparate al volo nei soli 6, frenetici ed ansiogeni giorni che hanno separato il preavviso dalla partenza.
AFAD, acronimo di un nome turco che significa Autorità per la gestione delle emergenze e dei disastri, in pratica la Protezione Civile della Turchia, ha chiesto al nostro Dipartimento di Protezione Civile di poter conoscere l’esperienza italiana di volontariato e formazione in protezione civile. Questo è il motivo per cui il Dipartimento ha deciso di mandare una delegazione formata da due funzionari, un volontario della Croce Rossa Italiana, un volontario FIR-CB Marche e un volontario di Anpas, a presentare il volontariato di protezione civile nella sede AFAD di Ankara. Questo è il motivo per cui, alle 11 di sabato mattina, un messaggio diceva: “puoi andare in Turchia Domenica prossima?”. E questo è come inizia una movimentata settimana di preparazione.
In un mix tra lavoro, meeting su skype, confronti whatsapp, raccolta di presentazioni, traduzioni, telefonate, questioni logistiche e una buona dose di ansia, finalmente, arriva Domenica e finalmente, un po’ a Roma, un po’ ad Istanbul e un po’ ad Ankara, incontro tutti i miei colleghi e compagni di viaggio. Poiché per tutti noi la giornata di trasferimento è stata impegnativa, decidiamo di conoscerci meglio a cena seduti intorno ad un tavolo di uno dei ristoranti vicini al nostro hotel, iniziando così ad assaggiare le specialità culinarie di questo paese, mentre ci confrontiamo sulle aspettative e discutiamo l’agenda di lavoro dei giorni successivi.

Primo giorno di lavoro. Entrare dentro un moderno ed imponente edificio di un’agenzia del governo turco certamente non può far calare l’ansia da prestazione che ci accompagna da una settimana, ma sicuramente molte delle nostre preoccupazioni si smorzano di fronte all’accoglienza a noi riservata dai giovani e sorridenti funzionari AFAD, protagonisti con noi di queste giornate di condivisione.
Poi è un attimo. Si inizia a parlare, e si scopre che molte delle preoccupazioni che ci siamo portati dietro erano totalmente infondate: formalità, lingua, presentazioni, aspettative, capacità, adeguatezza. Alla fine la giornata scorre, e tra presentazioni, domande, coffee break, discussioni, pranzo alla mensa interna ed una graditissima visita guidata alle nuovissime e modernissime strutture operative della sede dell’AFAD, arriviamo presto a conclusione del programma. Prima di rientrare verso l’hotel accompagnati dal nostro autista Sinan, però, una domanda importante dobbiamo farla noi: “che ristorante ci consigliate per stasera?”.

Anpas in Turchia con il DPC

Secondo giorno di lavoro. Ancora provati dalla quantità di buonissime specialità turche che il gentile cameriere ci ha presentato sulla tavola della cena, saliamo sul pullmino guidato da Sinan in direzione AFAD. Ci piacerebbe sapere che cosa abbiamo mangiato ieri sera, ma poiché in quel ristorante l’unica lingua parlata è il turco, abbiamo optato per un comodo “fai tu”, mangiando e bevendo tutto ciò che veniva lasciato sul tavolo e delegando a Google Translate le poche interazioni necessarie.
Anche se il fatto di avere da presentare per tre ore Anpas e il suo sistema di protezione civile, in inglese, ad un’istituzione di un altro paese fosse fonte di tensione, il fatto di essere “sulla stessa barca” insieme agli altri colleghi e compagni di avventure è stato certamente di sollievo. Vedere poi l’interesse e la curiosità dei nostri interlocutori turchi ha definitivamente scacciato ogni ansia e la giornata di presentazioni è trascorsa serenamente fra colonne mobili, formazione e principi e valori delle nostre associazioni. E così, senza neanche accorgercene, tra saluti e ringraziamenti reciproci, siamo arrivati alla fine di queste giornate, decisamente stimolanti ed entusiasmanti. Ma la nostra esperienza ad Ankara, invece, non si è ancora completamente conclusa…

– Alessandro Benini

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