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I cento anni del Presidente Emerito della SVS di Livorno: Garibaldo Benifei

Si sono svolti ieri, a Livorno, i festeggiamenti di Garibaldo Benifei: una festa a sorpresa al Teatro C dove sono intervenuti amici, compagni e istituzioni cittadine. Oltre ai volontari e ai dirigenti della SVS di Livorno, era presente anche il presidente nazionale Anpas Fausto Casini. 

Il video dei festeggiamenti (di Emilia Trevisani Il Tirreno)

 

Garibaldo Beninfei svs LivornoL’impegno di Garibaldo nella SVS PUBBLICA ASSISTENZA (dal sito della SVS di Livorno)

Nato il 31/1/1912 si è iscritto alla SVS il 30/5/1923 alle età di 11 anni entrando immediatamente nella sezione giovanile.

Nel 1926 questa sezione fu sciolta dal regime in quanto in contrasto con l’opera balilla segnando una delle prime esperienze di contrasto al regime da parte di Garibaldo.

Da giovane Garibaldo ha operato nel servizio di soccorso con le vecchie barelle a mano e successivamente con le prime ambulanze a motore.

L’appartenza alla Società Volontaria di Soccorso di Garibaldo, così come per tanti altri Militi Volontari, è stata motivo di persecuzione del regime.

Le camicie nere spesso irrompevano nella sede di Via San Giovanni per minacciare e picchiare i volontari provocando una dispersione del corpo sociale.

Al rientro in città anche Garibaldo contribuì alla ripresa del servizio attivo di soccorso nella sede provvisoria della SVS di Via Salvino Salvini e successivamente Via Verdi in attesa della restituzione della sede di Via San Giovanni requisita prima dal regime e successivamente dal comando alleato anche per la sua collocazione nella zona nera della città.

Nel dopoguerra gli impegni sociali e politici di Garibaldo lo allontanano dal servizio attivo ma non dalla vicinanza alla pubblica assistenza. 

Negli anni 60 Garibaldo partecipa anche allo sviluppo del movimento nazionale e regionale delle pubbliche assistenze dove riveste anche il ruolo di dirigente.

Nel 1981 (fino al 1987) viene nominato Presidente della SVS.
1980 Durante la Presidenza SVS Garibaldo ha istituito il primo servizio con Medico a Bordo in ambulanza.

Durante il suo mandato ristruttura (ancora danneggiata dalla guerra) la sede di Via San Giovanni con un ampliamento e l’apertura dei nuovi ambulatori di fisioterapia tutt’ora attivi recuperando una attività sociale importante per l’intera città. 

La ristrutturazione costa molto all’associazione e Garibaldo stesso si impegna anche in una grande campagna di raccolta fondi per sostenere le spese. 

Nel 1983 la sede di Via San Giovanni viene inaugurata con una grande festa popolare.

Ma Garibaldo si rende subito conto che questa sede non è più idonea alla esigenze della SVS e dei Volontari e con sofferenza comunica nel 1985 all’Assemblea dei Soci ed al Comune della richiesta di un area dove costruire la nuova sede.

Dopo la sua Presidenza, il ruolo di Presidente emerito, permette di far continuare la partecipazione alla vita associativa anche nel ruolo attivo di Presidente del Collegio dei Probiviri (organo di garanzia della SVS) a tutt’oggi ancora ricoperto.

Una società dove molti sono gli esclusi, è una società senza futuro

Il documentario: Remembering
 

 

Chi è Garibaldo Benifei (dal sito www.anpi.it)

Nato a Campiglia Marittima (Livorno) il 31 gennaio 1912.

Di famiglia antifascista, nel 1922 fu costretto a lasciare Campiglia con i suoi, che si sottrassero così alle persecuzioni degli squadristi. A 12 anni dovette abbandonare la scuola e cercarsi un lavoro. Entrato nel 1931 nell’organizzazione comunista clandestina, due anni dopo fu arrestato. Picchiato dalla polizia, fu condannato a un anno di reclusione per attività sovversiva. Rinchiuso nel “Palazzo dei Domenicani” di Livorno, ebbe modo di conoscere il futuro Presidente Sandro Pertini. Non poté, invece, rivedere sua madre che, gravemente malata al momento dell’arresto di Garibaldo, era deceduta durante la detenzione del figlio.
Benifei, che liberato aveva trovato lavoro come operaio in una fabbrica di radiatori, fu di nuovo arrestato nel 1939 e condannato dal Tribunale speciale a 7 anni di carcere. Dalla prigione di Castelfranco Emilia uscì soltanto un mese dopo la caduta di Mussolini.
Dopo aver partecipato alle riunioni della “Concentrazione antifascista”, dalla quale sarebbe sorto il CLN di Livorno, entrò nella Resistenza. Partigiano sino all’estate del 1944, quando Livorno si liberò dai nazifascisti, Benifei poté finalmente coronare il progetto di sposare la partigiana Osmana Benetti, conosciuta nell’ottobre del 1943.
Il loro fu il primo matrimonio civile celebrato a Livorno e Bonifei tornò a lavorare come operaio, ma sempre impegnandosi nell’attività politica. È stato infatti membro del Comitato federale livornese del PCI, presidente di quella Federazione provinciale delle cooperative. In tutti questi anni si è speso anche in associazioni di volontariato e, soprattutto, si è impegnato a testimoniare con i giovani sui valori di giustizia e libertà che sono stati alla base della lotta antifascista e della Resistenza. Presidente a Livorno dell’associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, Benifei è autore del libro Per la libertà, edito nel 1996.
Nel 2007 a Garibaldo Benifei è stata consegnata la “Livornina d’oro”, uno dei più importanti riconoscimenti della Città di Livorno.

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