Notizie dalle associazioni

Una donazione speciale per la Croce Casalese: grazie alla Dott.ssa Malara

Una donazione speciale per la Croce Casalese: grazie alla Dottoressa Annalisa Malara

9 febbraio 2021 – Nei giorni scorsi la dottoressa Annalisa Malara ha comunicato la sua volontà di devolvere alla pubblica assistenza Anpas Croce Casalese ha ricevuto una telefonata: il premio in denaro ricevuto contestualmente all’assegnazione del “Global Citizenship Award”, assegnato da Unilever Italia.

La donazione è fatta a nome della comunità medica impegnata nel contrasto alla pandemia come segno di riconoscenza per l’impegno della Croce Casalese a favore della salute delle comunità.

Nel marzo 2020 la dottoressa Malara ha identificato la malattia e il “paziente 1” in Italia all’Ospedale di Codogno.

La donazione della dottoressa Malara, che nel giugno 2020 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, verrà utilizzata per completare l’acquisto di una nuova ambulanza.

Croce Casalese Anpas

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Cortina: l’assistenza dei volontari Anpas ai campionati del mondo di sci

Campionati del Mondo di sci alpino a Cortina: presente anche la Croce Bianca di Bolzano

Dal 7 al 21 febbraio Cortina d’Ampezzo ospiterà i campionati mondiali di sci dove sarà presente anche l’associazione provinciale di soccorso Croce Bianca di Bolzano. Da quasi 50 anni essa mantiene una propria sezione nella località sportiva bellunese e perciò è stata incaricata di occuparsi del servizio sanitario preventivo durante questo evento.

 

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Nel 1976 è stata fondata la sezione di Cortina d’Ampezzo della Croce Bianca. Non è solo una delle sezioni più antiche di tutta l’associazione, ma insieme alla sezione di Fodom è anche l’unica sezione al di fuori dell’Alto Adige. Ed è proprio per questo motivo che la Croce Bianca altoatesina parteciperà attivamente a questi campionati mondiali di sci.

I compiti principali saranno vari e si estendono dalla preparazione logistica, alla gestione del centro Covid a Cortina, al servizio di soccorso sulle piste durante le gare e al regolare servizio medico e di soccorso in tutta l’area. Anche se durante l’evento non è prevista la presenza di spettatori lo sforzo organizzativo e logistico sarà enorme.

Ogni giorno per più di due settimane saranno presenti quasi 35 dipendenti e volontari della Croce Bianca che gestiranno il soccorso sulla pista ma anche nella zona d’arrivo e si occuperanno inoltre del servizio medico di soccorso presso delle postazioni specifiche dell’area di gara.

Anche la test area Covid verrà eretta e sarà gestita direttamente dalla Croce Bianca. Non sono solo gli atleti che dovranno presentare un risultato negativo durante le gare, ma anche gli allenatori, i dipendenti, i rappresentanti dei media, i tecnici e gli assistenti avranno l’obbligo di sottoporsi ad un test sul posto. Gli infermieri e le infermiere addestrate della Croce Bianca si occuperanno dei test.
Già dall’inizio di questa settimana i volontari della sezione della Protezione Civile della Croce Bianca stanno trasportando il materiale sanitario a Cortina.

Sono state incluse varie tendostrutture e materiale medico-tecnico per il servizio sanitario preventivo e le aree test sul posto.

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Il primo soccorso in un quiz: www.salvare-vite.it

Bolzano: il primo soccorso in un quiz con la Croce Bianca

 app bolzano

Con il progetto “Tutti possiamo essere un angelo” la Croce Bianca ha lanciato un’iniziativa per avere più coraggio per il primo soccorso.

www.wisthaler.com - Harald Wisthaler

L’obiettivo è quello di offrire soprattutto ai giovani un accesso facile alle misure di salvataggio: la Croce Bianca di Bolzano ha pubblicato un quiz sul tema primo soccorso all’inizio di questa settimana. Ogni utente può dunque mettere alla prova le sue conoscenze su www.salvare-vite.it

Il quiz, creato per il progetto, è un ulteriore tool innovativo per poter mettere alla prova le conoscenze intorno alle manovre di primo soccorso. Le domande corrispondono ai contenuti della pagina web, alla quale è possibile riferirsi in caso di dubbio. L’utente deve rispondere a 43 domande, sapendo immediatamente se la propria risposta é corretta o meno.

Erste Hilfe Quiz Weißes Kreuz (1) copia

 

Rivolgendosi soprattutto agli adolescenti e ai giovani la Croce Bianca ha deciso di creare il quiz concentrandosi su una versione moderna e accessibile con qualsiasi dispositivo mobile e può essere anche fatto mentre si aspetta l’autobus o il treno. Con questo la Croce Bianca di Bolzano dispone, gratuitamente, informazioni affidabili e preziose sul primo soccorso.

Il progetto è stato sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della Autonoma Provincia di Bolzano.

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Bolzano: il primo soccorso in un quiz con la Croce Bianca

Bolzano: il primo soccorso in un quiz con la Croce Bianca

 

Con il progetto “Tutti possiamo essere un angelo” la Croce Bianca ha lanciato un’iniziativa per avere più coraggio per il primo soccorso.

www.wisthaler.com - Harald Wisthaler

L’obiettivo è quello di offrire soprattutto ai giovani un accesso facile alle misure di salvataggio: la Croce Bianca di Bolzano ha pubblicato un quiz sul tema primo soccorso all’inizio di questa settimana. Ogni utente può dunque mettere alla prova le sue conoscenze su www.salvare-vite.it

Il quiz, creato per il progetto, è un ulteriore tool innovativo per poter mettere alla prova le conoscenze intorno alle manovre di primo soccorso. Le domande corrispondono ai contenuti della pagina web, alla quale è possibile riferirsi in caso di dubbio. L’utente deve rispondere a 43 domande, sapendo immediatamente se la propria risposta é corretta o meno.

Erste Hilfe Quiz Weißes Kreuz (1) copia

 

Rivolgendosi soprattutto agli adolescenti e ai giovani la Croce Bianca ha deciso di creare il quiz concentrandosi su una versione moderna e accessibile con qualsiasi dispositivo mobile e può essere anche fatto mentre si aspetta l’autobus o il treno. Con questo la Croce Bianca di Bolzano dispone, gratuitamente, informazioni affidabili e preziose sul primo soccorso.

Il progetto è stato sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della Autonoma Provincia di Bolzano.

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Piemonte – Un carrello elevatore e un hub logistico per Anpas

Jungheinrich dona carrello elevatore elettrico ad Anpas Piemonte

La Filiale di Torino del Gruppo Jungheinrich, una delle maggiori realtà al mondo nel settore dell’intralogistica, ha donato ad Anpas (associazione Nazionale pubbliche assistenze) Comitato Regionale del Piemonte un elevatore elettrico certificato CE completo di montante, batteria e raddrizzatore.

Hub logistico per lo smistamento dei materiali

Anpas Piemonte lavora in prima linea dall’inizio della pandemia garantendo, grazie alle 82 associazioni aderenti e ai suoi 10mila volontari, tutti i servizi legati all’emergenza Covid-19. In questi ultimi mesi Anpas sta inoltre funzionando da hub logistico per le associazioni dell’Anpas, della Croce Rossa e per tutte le altre associazioni di volontariato che si occupano di soccorso sanitario e di protezione civile in Piemonte consentendo l’arrivo, lo smistamento e la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale.

«Ringraziamo di cuore Jungheinrich, e il volontario della Croce Bianca di Orbassano Lorenzo Badami che ha fatto da tramite, per l’importante donazione del carrello elevatore elettrico – commenta Andrea Bonizzoli, presidente e responsabile della Protezione Civile di Anpas Piemonte. – Questo muletto è un mezzo indispensabile per la funzionalità del nostro hub logistico di Grugliasco (To), dove ogni settimana arrivano dalle 40 alle 50 pedane di materiali di protezione civile e dispositivi di protezione individuale che devono essere suddivise tra le diverse organizzazioni del Piemonte secondo le disposizioni che ci arrivano dal Dirmei, Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive».

Paolo Asti, responsabile Service Delivery Jungheinrich Filiale di Torino: «Per noi di Jungheinrich è stato un onore dare una risposta alla necessità del carrello elevatore. Il nostro collaboratore Lorenzo Badami ci ha segnalato questa esigenza e noi con entusiasmo abbiamo aderito come gesto di responsabilità e come simbolo di gratitudine verso tutti i volontari dell’Anpas, le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano per la comunità».

L’Anpas (associazione Nazionale pubbliche assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 10mila volontari (di cui 3.829 donne), 5.904 soci, 492 dipendenti, di cui 62 amministrativi che, con 430 autoambulanze, 211 automezzi per il trasporto disabili, 237 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 5 imbarcazioni, svolgono annualmente 520.967 servizi con una percorrenza complessiva di oltre 17 milioni di chilometri.

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Piemonte – La consegna farmaci e spesa a domicilio dei volontari Anpas di Clavesana

La pubblica assistenza Anpas Gruppo Volontari del Soccorso di Clavesana, oltre alle ordinarie attività di soccorso e assistenza e vista l’emergenza Coronavirus ha attivato un servizio gratuito di consegna farmaci e spesa a domicilio rivolto ad anziani, a persone in isolamento o a persone con disabilità.

Il servizio di consegna farmaci e spesa a domicilio è svolto, dal lunedì al venerdì previo accordo telefonico, dai Volontari del Soccorso di Clavesana nei comuni di Bastia Mondovì, Clavesana, Carrù, Magliano Alpi, Farigliano, Piozzo e Rocca Cigliè.

 

Anpas servizio consegna farmaci

I farmaci in fascia A e C verranno dispensati solo con la presentazione dell’apposita ricetta e sarà cura dei Volontari del Soccorso di Clavesana fornirla alla farmacia competente.

Il sabato, con prenotazione entro il giovedì, sarà possibile usufruire del servizio diretto della spesa settimanale in un supermercato locale e della relativa consegna grazie al Gruppo Giovani Volontari del Soccorso di Clavesana.

Per maggiori informazioni e prenotazioni contattare il Gruppo Volontari del Soccorso di Clavesana al numero 370 3353393.

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“Humanitas oltre un secolo di volontariato” – Il libro di Mauro Bagni

L’Humanitas di Scandicci nel libro di Mauro Bagni

La presentazione del libro, 13 dicembre 2020 ore 10,30 https://www.facebook.com/HumanitasScandicci/ 

Humanitas

 

Dalla nota dell’autore, Mauro Bagni

Questo volume, dedicato agli oltre 120 anni di storia della pubblica assistenza Humanitas, in modo prevalentemente cronologico (e fotografico), ricostruisce le vicende della gloriosa associazione scandiccese.

Costituisce l’anticipazione di un volume più ampio dedicato a essa. Nel 2022 infatti, quando ricorreranno i 125 anni dalla fondazione, le vicende dell’Humanitas saranno raccontate in maniera organica, collegandola alla storia locale, a quella nazionale delle pubbliche assistenze e alle vicende che hanno segnato l’evolversi della politica sanitaria in Italia.

Le fonti per una ricostruzione della storia dell’Humanitas sono frammentarie; per un lungo periodo (almeno 50 anni) addirittura scarse. Mancano documenti di archivio ufficiali (verbali delle riunioni, elezioni degli organi dirigenti, bilanci, ecc.), così come una raccolta ordinata delle pubblicazioni.

Lo scritto che cerca di ricostruire i primi 60 anni di vita dell’associazione risale al 1956. Si tratta di un numero unico di Humanitas del 29 aprile 1956: tre pagine con uno scritto di Vinicio Testi, volontario e noto dirigente del Comune di Scandicci. Fa riferimento a una ricerca effettuata da un consigliere dell’Humanitas, senza fornirne il nome. Forse è lo stesso autore? Lo scritto è comunque assai scarno di nomi, dati, documenti.I successivi sono le pubblicazioni del 1982 e del 1992, entrambe dedicate soprattutto ai volontari. Quindi quella del centenario: Humanitas 1897 1997. Grazie all’aiuto di Monica Daddioli, abbiamo raccolto numerose testimonianze: quelle dei presidenti e dei volontari ancora in vita oppure di alcuni familiari, soprattutto se avevano conservato materiale interessante. Utile è stato quello fornito da Paolo Alfani, dai familiari di Vittorio Dolfi e quello di Emanuele Garofalo, raccolto in occasione della pubblicazione dei cento anni di vita dell’associazione.

Poi abbiamo fatto ricorso a scritti e documenti locali di politica sanitaria, soprattutto a partire dalle due Giunte Barbieri (importanti quelli di Luigi Filippelli, ufficiale sanitario) oppure a saggi di storia dedicati a vari aspetti. Fondamentali quello di Fulvio Conti. Oppure pagine di scritti diversi che contengono riferimenti all’Humanitas: Guidi, Borgioli, Consumi, Giuliani, Bacci.

Degli ultimi anni esiste diverso materiale a stampa. Abbiamo cercato di raccogliere alcuni numeri di notiziari, che sono usciti negli anni senza un piano editoriale organico econtinuativo. Grazie a Oris Landi e Filippo Lotti è stato raccolto in maniera sistematica il materiale fotografico. Prezioso, per colmare lacune che interessavano lunghi pe riodi, il lavoro di Antonella Coli e Carla Di Tano presso gli archivi Anpas.

 

L’introduzione di Filippo Lotti, presidente Humanitas Scandicci

Tra poco più di dodici mesi l’Humanitas avrà 125 anni, una vera e propria istituzione non solo per l’età, ma per la capacità di avere rappresentato nel tempo un punto di riferimento praticamente per ciascuna delle generazioni di cittadini che si sono susseguite a Scandicci già dal secolo scorso. L’idea di approfondire la storia della realtà che sto avendo l’onore di guidare nasce da qui: dalla voglia di ricordare per far rivivere un pezzo importante della storia cittadina, celebrare nomi e gesta che hanno in maniera disinteressata costruito l’associazione che oggi conosciamo. Un lavoro quello di Bagni e dei collaboratori, volontari della “memoria”, che serve anche a colmare due lacune: la prima nell’aggiornare e approfondire già in questo volume la storia dell’Humanitas ferma al 1997 (anno del centenario), la seconda molto più complessa che andrà superata attraverso un secondo volume (già in cantiere), molto più ampio e dettagliato, ricostruendo i molti passaggi mancanti, la relativa documentazione e la ricerca di testimonianze dirette o indirette di chi quella storia l’ha fatta.

Uno sforzo collettivo che deve servire soprattutto a guardare al futuro, alle scelte che orienteranno i nuovi organismi dirigenti perché si possa preservare la nostra storica centralità nell’ambito dell’assistenza e coltivare quello speciale rapporto fiduciario che lega Scandicci all’Humanitas, soci e Volontari, bisogni e servizi. Mettersi a servizio di una comunità e farlo con la gratuità e la spontaneità tipica del volontariato offrendo e investendo in soluzioni efficaci e innovative è la storia di questi 123 anni e l’ingrediente principale del nostro futuro. Abbracciare la logica della mutua di comunità recuperando i valori fondativi
(società di mutuo soccorso), in uno sforzo collettivo per dare tutti insieme qualcosa in più a Scandicci e al movimento delle pubbliche assistenze. Humanitas, in questo senso, ne ha di fronte a sé una di alta rilevanza sociale che ci chiama al ruolo di costruttori di risposte e servizi, ma anche a quello di portare la voce degli associati e dei loro bisogni sui tavoli decisionali e nel dibattito collettivo perché sempre di più si diffonda un modello economico nell’ambito dei servizi alla persona che rifugga la logica del mero mercato, ma che sia sostenibile, eticamente orientato e attento ai più deboli nello spirito dell’attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà.
Infine voglio ringraziare tutti i Volontari che si sono succeduti nei secoli e quelli che oggi prestano servizio. Non abbiamo potuto, per motivi di spazio, raccontare le loro storie. Lo faremo nel prossimo volume. Abbiamo scelto di dedicare delle pagine a Vittorio Dolfi, milite esemplare, affinché l’azione di tutti loro e la loro memoria non siano perdute e sprecate e anche in occasioni come quella di questa pubblicazione diventino testimonianza del lato “migliore” della società.

  

Presentazione di Luigi Bulleri*
Mauro Bagni racconta e illustra in modo semplice e chiaro come nel corso di un secolo si è formato, per iniziativa di personaggi illuminati in un mondo contadino-mezzadrile nella zona di Scandicci, questo enorme patrimonio sociale che è l’Humanitas. A me, mezzadro volterrano, piace sottolineare questa originalità che ricorda come i mezzadri toscani, con il loro spirto libertario e democratico, con la loro aspirazione di eguaglianza e giustizia sono stati artefici, fondatori, insieme alla classe operaia, di strumenti di solidarietà, di reciproco aiuto di conquista dei diritti dei cittadini come le pubbliche assistenze, divenuto nel corso del suo sviluppo anche scuola di democrazia.

Agli inizi del secolo ventesimo l’Humanitas di Scandicci è una delle prime pubbliche assistenze a costituirsi in Italia e ad iniziare, in condizioni difficili l’assistenza pubblica a tutti i cittadini e nel contempo ad operare per riunire le tante associazioni esistenti in Toscana ed in Italia in una associazione regionale e nazionale che dia prestigio e forza nei confronti delle istituzioni e della società.

Oggi, con gli oltre 35000 soci, gli oltre 1.400 volontari, con gli strumenti gemmati per la gestione dei servizi più complessi come la Fondazione Pas contribuisce in modo determinante a una adeguata qualità della vita sociale e culturale dei cittadini di Scandicci e della zona. È un esempio forte di cittadinanza attiva, di sussidiarietà, di partecipazione per il bene comune.
È un presidio di democrazia.
Va detto che in quest’opera l’Humanitas è aiutata da un giusto rapporto di collaborazione con il Comune che favorisce efficacemente l’esistenza di una rete solidale che funziona con la cittadinanza attiva.
La presenza e l’opera dell’Humanitas è tanto più importante oggi in un paese come l’Italia in cui la democrazia si è indebolita, ed esposta a seri pericoli mentre i bisogni dei cittadini sono aumentati.

Il volontariato è considerato da cittadini sfiduciati il soggetto che più di altri può e deve essere attivo per i cambiamenti necessari nel Paese.

L’Humanitas, ne sono certo, saprà assolvere a questo ruolo.
* Già Presidente Anpas e Coordinatore Consulta Nazionale del Volontariato

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San Nicola sei tu: a Molfetta l’iniziativa dei volontari Anpas

San Nicola sei tu: a Molfetta l’iniziativa dei volontari Anpas

In occasione della festa di San Nicola, il Santo che ogni anno, il 6 dicembre, porta doni e leccornie ai bambini molfettesi, il Sermolfetta, per il decimo anno consecutivo, ha organizzato #SANNICOLASEITU:
la raccolta e consegna di giochi e dolciumi per i bimbi meno fortunati della Città.

Sono stati consegnati giocattoli, dolciumi e materiale scolastico a 320 bambini molfettesi attraverso la modalità “drive through” mentre 60 bambini sono stati raggiunti a domicilio: si tratta di ospiti del progetto SPRAR, di disabili e di famiglie in isolamento o quarantena a causa di positività Covid-19.

I volontari, di solito abituati a consegnare i giocattoli nella cameretta di ciascun bambino, quest’anno hanno dovuto reinventarsi e hanno proposto il SAN NICOLA DRIVE THROUGH.
Sono state allestite 8 postazioni in Città – nei palazzetti e nelle sedi di Sermolfetta e Metropolis – ed è stato garantito il domicilio per coloro che erano impossibilitati a muoversi.
“È stata una giornata particolare – ha commentato Salvatore del Vecchio presidente del Sermolfetta – abbiamo voluto fortemente organizzare il progetto anche quest’anno, nonostante tutto quello che ci circonda. Abbiamo messo la sicurezza davanti a tutto, creando consegne distanziate negli orari e negli spazi, predisponendo DPI e sanificazione per ogni postazione, ma non abbiamo voluto rinunciare alla
magia di questo giorno”.

San Nicola sei tu

“Ringrazio i volontari – aggiunge Luigi Paparella presidente del Consorzio Metropolis – per averci dato l’opportunità di vivere questo momento. Grazie a loro abbiamo potuto raggiungere tantissimi utenti e
spero che questa collaborazione con il Sermolfetta possa essere sempre più stretta e feconda”.

Si ringrazia il Comune di Molfetta che voluto donare mascherine chirurgiche ad ogni nucleo familiare ed il Consorzio Metropolis che ha fattivamente affiancato i volontari del Sermolfetta nella raccolta e
nella consegna.

Si ringraziano i gestori del PalaPoli, PalaFiorentini e PalaPanunzio (Pienza Boxe) che ci hanno letteralmente spalancato le porte, facendoci sentire a casa.
Si ringraziano tutti i cittadini, le aziende, le organizzazioni e gli enti che hanno generosamente supportato la raccolta dei giocattoli.

Si ringraziano tutti i volontari che, anche avendo figli e nipoti hanno dedicato questa giornata al prossimo, organizzando, raccogliendo, impacchettando, infiocchettando e distribuendo i doni.
Si ringrazia soprattutto San Nicola che, anche quest’anno, non ha lasciato nessuno da solo.

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Piemonte: UNIQLO DONA 15.000 MASCHERINE AD Anpas PIEMONTE

UNIQLO dona ad Anpas Comitato Regionale Piemonte 15.000 mascherine di comunità in tessuto AIRism per supportare i volontari e le loro famiglie

 

Dopo aver donato ad aprile un milione di mascherine al comune di Milano e 400 piumini Ultra leggeri (gli Ultra Light Down) ai volontari che prestano servizio nella città meneghina, UNIQLO supporta nuovamente la macchina della solidarietà per fronteggiare l’emergenza sanitaria provocata dal COVID-19, donando 15.000 mascherine in tessuto AIRism ad Anpas (associazione Nazionale pubbliche assistenze) Comitato Regionale Piemonte.

Il presidente di Anpas Piemonte Andrea Bonizzoli: «Ringrazio UNIQLO per aver pensato ai nostri volontari e il sindaco di Fenestrelle, Michel Bouquet che ha fornito i contatti per la donazione. UNIQLO ha messo in campo numerose iniziative di supporto verso le comunità locali per aiutare a combattere il Covid-19, tra queste la donazione di oltre 10 milioni di mascherine a molte strutture mediche e il prezioso invio di 15mila mascherine ad Anpas Piemonte. Le mascherine di comunità donate da UNIQLO, non essendo dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, sono destinate ai volontari e alle volontarie delle associazioni Anpas del Piemonte e alle loro famiglie per l’uso nella vita quotidiana al di fuori del servizio di soccorso in ambulanza o di assistenza sanitaria, con lo scopo di ridurre la diffusione del virus nei territori. Grazie di cuore».

«Noi di UNIQLO crediamo da sempre che si possa cambiare il mondo anche attraverso il modo in cui vestiamo, e chiamiamo questa visione Lifewear. Proprio durante questo momento così difficile, non solo l’abitudine di indossare una mascherina, ogni scelta di comportamento personale – non solo indossare una mascherina – può diventare un contributo allo sforzo che tutti gli italiani stanno compiendo insieme. UNIQLO è orgogliosa di partecipare a tale sforzo donando le mascherine AIRism ad Anpas che con il suo aiuto sta facendo la differenza all’interno delle comunità locali», dichiara Kohsuke Kobayashi, Chief Operating Officer, UNIQLO Italy.

Le mascherine in tessuto verranno distribuite alle 82 associazioni Anpas del territorio piemontese, con le sue 9 sezioni distaccate, 10mila volontari (di cui 3.829 donne), 5.904 soci, 492 dipendenti, di cui 62 amministrativi che, con 430 autoambulanze, 211 automezzi per il trasporto disabili, 237 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 5 imbarcazioni, svolgono annualmente 520.967 servizi con una percorrenza complessiva di oltre 17 milioni di chilometri.

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Maltempo in Sardegna, l’intervento dei volontari Anpas (in aggiornamento)

Maltempo in Sardegna, l’intervento dei volontari Anpas

9 dicembre 2020 –  Si è chiuso l’intervento della cucina della colonna mobile di Anpas a Bitti. 

Lucia Coi, presidentessa Anpas Sardegna “Siamo stanchi, ma soddisfatti. Abbiamo affrontato con la stessa dedizione e serietà di sempre anche questa emergenza, nonostante fossimo già seriamente provati dall’emergenza Covid. Ora, l’auspicio è che la comunità di Bitti possa riprendere al più presto la propria normalità e possa rialzarsi più forte da questo momento difficile”.
 
I numeri dell’intervento:
  • 15 associazioni totali che hanno partecipato a quest’emergenza (la Regione ha fatto partecipare solo le associazioni iscritte all’elenco regionale di Protezione Civile al momento sono 18 totali le nostre quindi solo 3 non hanno participato);
  • 228 presenze totali (volontari);
  • 59 i mezzi (anche se spesso erano gli stessi);
  • 8619 pasti tra panini e pasti caldi in mensa al campo e d’asporto.
 
3 dicembre 2020 – A Bitti proseguono gli interventi dei nostri volontari per assistere la popolazione colpita dal #maltempo di sabato scorso.
Continua anche il lavoro della cucina mobile Anpas con la consegna dei pasti anche ai volontari impegnati nelle strade e nelle verifiche sugli edifici. Circa seicento i pasti cucinati ogni giorno dai volontari e dalle volontarie Anpas.

Croce Azzurra BAdesi FrancoStangoni

 
Fabrizio Pregliasco «Bisogna sottolineare lo sforzo incredibile con l’emergenza nell’emergenza dei volontari e alle volontarie delle pubbliche assistenze sarde. Oltre all’assistenza nelle zone colpite, stanno mantenendo i servizi ordinari alla popolazione e, contemporaneamente, il soccorso e l’assistenza per l’emergenza covid»
Alessandro Benini, responsabile Protezione civile Anpas «Grazie a tutti i volontari di Anpas Sardegna che, con la passione che ci contraddistingue, si sono rimboccati le maniche per dare supporto e sollievo alla popolazione colpita dal maltempo. Nonostante non sia un periodo facile per le nostre associazioni, impegnate su tutti i fronti e messe a dura prova nella gestione dell’emergenza COVID19, come sempre, i volontari non si risparmiano quando si tratta di aiutare chi è in situazione di difficoltà»

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1 dicembre 2020  Allestito un modulo cucina e mensa della colonna mobile nazionale Anpas a Bitti per portare assistenza alla comunità colpita dal maltempo nei giorni scorsi: circa seicento i pasti preparati ogni giorno.

Attivato anche il servizio di consegna pasti a domicilio.
33 volontari da 7 associazioni, 7 mezzi impegnati nell’allestimento cucina, sgombero detriti strada, logistica, assistenza allestimento cucina da campo, presenza presso il COC, sistemazioni e stoccaggio viveri e materiali donati
 

29 novembre 2020 – In seguito ai fenomeni metereologici che hanno colpito nelle scorse ore la Sadegna provocando disagi soprattutto nella zona del NordEst, i volontari Anpas sono stati attivati dalla Regione Sardegna per portare assistenza e soccorso nelle zone maggiormente colpite. 

Le situazioni più critiche si riscontrano a Gonnosfanadiga, Villaputzu, Orosei, Santa Teresa e Osilo, dove trentaquattro volontari Anpas, provenienti da 5 pubbliche assistenze, stanno prestando assistenza sanitaria e svolgendo attività di protezione civile. 
Anpas ha messo a disposizione sette mezzi, ponti radio con radio portatili, pompe idrovore, un gruppo elettrogeno, una torre faro. Due i volontari operativi al COC.

 

Dal Dipartimento Protezione CIvile La Sardegna è stata la regione che ha subito i maggiori danni e dove sono decedute tre persone. Le principali criticità si sono verificate nell’area del nuorese. In particolare nel comune di Bitti, quaranta residenti sono stati evacuati dalle loro abitazioni in conseguenza all’allagamento del centro abitato e sono state assistite dall’amministrazione comunale. Nel piccolo comune del nuorese una frana ha interessato la carreggiata della strada statale 389 interrompendo la circolazione con la necessità di deviare il traffico lungo itinerari alternativi. Sono operative le associazioni di volontariato, anche a supporto delle attività di pulizia dai detriti e dal fango delle strade comunali.

Particolare attenzione è stata riservata alle dighe presenti nella regione. L’aumento del livello dell’invaso della diga “Pedra ‘e Othoni”, sul fiume Cedrino, situata nel territorio del comune di Dorgali (NU), ha richiesto la temporanea evacuazione a titolo precauzionale della popolazione residente nei comuni di Onifai, Galtellì ed Orosei.  Altre evacuazioni si sono rese necessarie nei comuni di Oliena, Posada e Torpè.

Forti rallentamenti nella circolazione dei trenisi sono registrati lungo la tratta della dorsale sarda. Complessivamente sono rimaste isolate numerose utenze della rete di distribuzione dell’energia elettrica, a causa dei danni alle infrastrutture sull’intero territorio della regione.

 

Anpas raccomanda le norme della campagna di prevenzione Io non rischio Alluvione

Dopo l’alluvione

Segui le indicazioni delle autorità prima di intraprendere qualsiasi azione, come rientrare in casa, spalare fango, svuotare acqua dalle cantine ecc.
Non transitare lungo strade allagate: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti o cavi elettrici tranciati. Inoltre, l’acqua potrebbe essere inquinata da carburanti o altre sostanze.
Fai attenzione anche alle zone dove l’acqua si è ritirata: il fondo stradale potrebbe essere indebolito e cedere.
Verifica se puoi riattivare il gas e l’impianto elettrico. Se necessario, chiedi il parere di un tecnico.
Prima di utilizzare i sistemi di scarico, informati che le reti fognarie, le fosse biologiche e i pozzi non siano danneggiati.
Tieniti informato sulle criticità previste sul territorio e sulle misure adottate dal tuo Comune.
Non dormire nei piani seminterrati ed evita di soggiornarvi.
Prima di bere l’acqua dal rubinetto assicurati che ordinanze o avvisi comunali non lo vietino; non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua dell’alluvione: potrebbero essere contaminati.

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