5 Gennaio 2016

Io non rischio 2015, il debrifing

Il debriefing della campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile 


7 novembre 2015 –  
Dopo il successo della quinta edizione della campagna di sensibilizzazione Io non rischio – che si è svolta il 17 e 18 ottobre in 400 piazze in tutta Italia – nella sede del Dipartimento della Protezione Civile si è svolto un incontro con i 70 volontari formatori nazionali, che nei mesi scorsi hanno avuto il compito di curare la formazione e la preparazione dei volontari che per la prima volta hanno allestito i punti informativi in piazza.

Alcuni dati. Quattromila volontari, oltre 400 piazze 209 nuove pizze rispetto all’edizione precedente, 383 comuni coinvolti  Oltre 80mila visualizzazioni delle pagine del sito sito www.iononrischio.it, ventimila visitatori unici Seicentomila visualizzazioni per l’hashtag #iononrischio.

“Siamo contenti che il modello di formazione giò sperimentato e proposto da Anpas sia stato utile anche per questa campagna” dichiara Carmine Lizza, responsabile nazionale Protezione Civile Anpas. “Non avevamo dato per scontato che il modello della cascata formativa, che prevede la formazione di volontari formatori che a loro volta vadano a formare altri volontari, potesse essere efficace anche per altre situazioni e associazioni non Anpas come le realtà che hanno fatto parte della campagna 2015 di Io non rischio. Oggi, grazie a questo sistema siamo soddisfatti di aver avuto ottimi risultati da persone che che propongono scelte innovative anche pe la campagna stessa”.

Carmine Lizza al debriefing Io non rischio

Un’occasione per riflettere sulla loro esperienza di formatori insieme ai partner della campagna e ai referenti regionali e per raccogliere osservazioni sul nuovo modello formativo. In particolare, saranno approfonditi gli aspetti relativi alla didattica e alla parte logistico-organizzativa. Durante il debriefing c’è stato  spazio per brevi testimonianze da parte dei formatori nazionali Io non rischio e una discussione sui temi emersi, in vista dei futuri appuntamenti della campagna.

 



Consulta su www.iononrischio.it l’elenco dei comuni che partecipano a “Io non rischio” e ricorda che la Campagna è anche social: segui “io non rischio” anche su facebook, twitter e instagram, per trovare informazioni utili e condividere la tua esperienza.


 

 

#iononrischio @Anpasnazionale

 


LE FOTOGALLERY

Tutte le foto della campagna 2015 di #iononrischio



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Il sito della campagna

http://www.iononrischio.it/



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Bad, il bilancio sociale

 6-8 novembre 2015. Una nuova tappa del progetto BAD. Venti volontari Anpas, provenienti da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, si sono incontrati a Baronissi per una nuova tappa del progetto BAD. Il bilancio sociale al centro delle giornate di formazione che ha visto come docenti: Raffaele Picilli, Angela Spinelli, Lucia Calandra, Mirco Zanaboni, Luca Cosso e Patrizia Zaratti. 

Bad, Baronissi

 

 

 

Durante l’incontro è intervenuto Egidio Pelagatti, responsabile nazionale formazione Anpas: “Questo è il mio primo appuntamento da responsabile nazionale della formazione. Nonostante i miei tanti anni di volontariato sono emozionato nel vedere cominciare un nuovo percorso di partecipazione. Ritengo che la formazione sia il migliore strumento per infrastrutturare il Sud, coerentemente all’obiettivo di Fondazione con il Sud che ha sostenuto il progetto. Spero che il bilancio sociale, che è una prassi consolidata di Anpas nazionale, possa essere realizzato anche nei nostri Comitati Regionali del Sud. La trasparenza è un’opportunità di crescita per migliorare la nostra azione volontaria nelle comunità”.

Sono intervenuti anche Angelo Vincenzo Sposato e Marco Giampietro, volontari Anpas, per il modulo “Essere Anpas” e Angela Mocciaro (tutor)


 


IL PROGETTO BAD 
Il progetto, finanziato da Fondazione Con il Sud prevede, lo sviluppo di tecnologie e servizi basati sulla capacità di gestire grandi quantità di dati, provenienti da diverse fonti e in continuo cambiamento (Big Data) presenta sfide tecnologiche, pone nuovi problemi in campo scientifico e rappresenta la base di una nuova generazione di servizi innovativi e di politiche pubbliche.

Gli obiettivi del progetto

Obiettivo generale del Programma è sviluppare e testare nuovi metodi e tecnologie per gestire e valorizzare Grandi Dati (Big Data) della rete nazionale, caratterizzati da grande volume, varietà e velocità. È considerata una priorità strategica promuovere un progetto di ricerca costante che sia in grado di “misurare” e contemporaneamente “raccontare” l’Anpas attraverso i dati: sempre più urgente, infatti, anche e soprattutto all’interno della comunicazione del movimento delle pubbliche assistenze, che finora si è “contato” in maniera non sistematica, e del sistema di informazione e informatizzazione del movimento intero sia come strumento di advocacy, sia come strumento di comunicazione esterna, che di partecipazione attiva al movimento, che di velocizzare la produzione di informazioni e di dati del movimento fino a creare una infrastruttura online Anpas.

 

Obiettivi specifici di BAD:

 Rafforzare l’impatto dell’azione della rete nazionale nelle sei regioni meridionali, mediante la predisposizione di una piattaforma comune ai comitati regionali interessati per la raccolta e il trattamento dei principali dati operativi e la sperimentazione di nuove tecnologie per la loro raccolta;

 Aumentare le competenze dei volontari, risorsa principale della rete Anpas, sostenendo la loro partecipazione attiva e propositiva nei processi operativi delle organizzazioni di appartenenza, grazie alla formazione sul trattamento dati, operativi e amministrativi, e sul racconto dell’azione volontaria, con il bilancio sociale;

 Migliorare l’immagine della rete nelle sei regioni meridionali, grazie a una migliore organizzazione, fruizione e comunicazione dell’azione volontaria.

Il Bilancio Sociale Anpas 2014 – sito

La galleria fotografica



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Vai alla pagina del progetto 

BAD

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Scarica e sfoglia il Bilancio Sociale 2014

Bilancio sociale 2014 Anpas


Scarica e sfoglia il bilancio economico consuntivo

 

 

 

 

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Giornata internazionale lotta all’AIDS

Oggi, 1 dicembre, è la giornata mondiale della lotta all’AIDS. Nel Mondo il 40% di tutte le persone con Hiv, in tutto 14 milioni di individui non sa di essere sieropositivo. In Europa 122mila persone, all’incirca un sieropositivo su sette, non sanno di essere infettate. Solo nel 2015 sono state quasi 30mila le nuove diagnosi. In Italia un individuo su 4 con Hiv non è a conoscenza del proprio stato.

Nel 2014 UNAIDS ha lanciato l’obiettivo «90-90-90», col proposito che entro il 2020 il 90% delle persone con HIV sia diagnosticato, il 90% delle persone con diagnosi sarà in cura antiretrovirale (ART); il 90% delle persone in cura avrà una carica virale non rilevabile.
Nel 2015 l’Italia si conferma al tredicesimo posto in Europa per le nuove diagnosi di Hiv: sono 3.444, in lieve calo rispetto agli anni precedenti. Erano 4.183 nel 2012, 3.845 nel 2013 e 3.850 nel 2014. Dai dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) emerge che chi ha scoperto di essere sieropositivo è nel 77% dei casi maschio e l’età più frequente è di 39 anni (36 anni per le donne).
La principale causa di contagio sono i rapporti sessuali non protetti: 44,9% eterosessuali e il 40,6% maschi omossessuali, per un totale dell’85,5% di tutte le segnalazioni. E considerando che il picco di incidenza, 15,4 casi ogni 100 mila residenti sono nella fascia di età 25-29 anni, risulta fondamentale potenziare l’informazione tra i giovani delle fasce di età precedenti.
Fra gli obiettivi dell’Oms per combattere la patolologia c’è il test fai-da-te. Prevede l’utilizzo della saliva o di una goccia di sangue ottenuta pungendo un dito e si può fare in un ambiente privato con risultati nel giro di 20 minuti o meno

Il rapporto HIV/AIDS surveillance in Europe

World Aids Day

 

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