5 Gennaio 2016

Trento, Anpas incontra la Croce Bianca

7 dicembre – Oggi il presidente di Anpas Fabrizio Pregliasco ha incontrato la dirigenza della Croce Bianca di Trento.

“La Croce Bianca è una importante realtà che era stata già parte di Anpas negli anni Ottanta”, dichiara Pregiasco. “Oggi abbiamo ritrovato un’associazione altrettanto importante, con problematiche e aspettative comuni e che, insieme, speriamo di poter affrontare in un prossimo futuro e accogliere tra noi con il prossimo anno”.

La Croce Bianca di Trento, nata nel 1976, oggi conta circa 130 volontari, 9 dipendenti e 10 mezzi che operano sul territorio della provincia di Trento. 

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Sasso Marconi: l’anniversario dell’incidente aereo al Salvemini

Il racconto di Bruno, volontario intervenuto durante l’incidente aereo all’istituto scolastico Salvemini di Casalecchio di Reno, il 6 dicembre 1990.

6 dicembre. Dodici ragazzi morti, di cui quattro di Sasso Marconi; più di 80 feriti, la metà di questi provenivano dal nostro comune. Molti erano stati miei alunni alla scuola media. Questo fu il tragico bilancio del disastro all’istituto scolastico “G. Salvemini” di Casalecchio di Reno quando, il 6 dicembre 1990, un velivolo militare cadde sulla scuola. 

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Nonostante siano passati tanti anni, il ricordo di quei tragici avvenimenti è ancora vivo, un  dolore per le famiglie delle vittime e per i ragazzi che sono rimasti gravemente segnati da quel terribile avvenimento, per il quale non vi è stato neppure il conforto di una giusta attribuzione di responsabilità.

Anche per me quel ricordo è particolarmente doloroso. Quella mattina venni chiamato dal centralinista della pubblica assistenza, per avvisarmi che la radio collegata con le ambulanze cittadine segnalava un aereo in fiamme sul cielo di Bologna, pertanto occorreva che mi tenessi pronto ad intervenire come soccorritore volontario, nell’equipaggio di una seconda ambulanza, oltre a quella di turno. Dopo pochi minuti arrivò la richiesta di intervento.

Quando io e Paolo Fabbri, l’altro soccorritore, arrivammo a Casalecchio, all’inizio della Bazzanese, da tutte le parti incontrammo ragazzi che correvano, urlanti e spaventati.

Arrivati in via del Fanciullo, al Salvemini, trovammo l’inferno: un grande squarcio nel muro fra le due finestre di un’aula nell’angolo basso dell’edificio, fumo dalla fusoliera dell’aereo entrato nell’aula, fiamme che uscivano dall’ingresso principale della scuola, un denso fumo nero che usciva da alcune finestre del piano superiore, altre parti dell’aereo sparse nel prato circostante, ragazzi con i volti anneriti dal fumo, piangenti, inebetiti, tremolanti, paralizzati assistevano; parecchi erano a terra, feriti perchО si erano lanciati dalle finestre per sfuggire al fumo e alle fiamme, altri erano paurosamente appesi ai davanzali di alcune finestre, dalle quali usciva una densa nube di fumo nero.

I Vigili del Fuoco della vicina caserma, già stavano spegnendo le fiamme e soccorrendo gli alunni che non erano riusciti ad uscire dalla scuola, con scale, attraverso le finestre.

Le nostre 2 ambulanze e quella proveniente da Bazzano – le prime ad intervenire – furono subito impegnate a soccorrere i ragazzi feriti, gli intossicati, gli ustionati e a trasportarli agli ospedali cittadini, assieme alle altre ambulanze nel frattempo sopraggiunte.

Alla folla di genitori che man mano arrivava ad accerchiare il luogo della tragedia e angosciosamente cercavano i propri figli, si cercò di dare risposta affiggendo alla vetrina di un vicino esercizio commerciale, un elenco dei feriti ricoverati nei vari ospedali.

Per molti genitori l’angoscia poi continuò per ore perché continuarono a non avere notizie dei propri figli (a quei tempi non esistevano ancora i telefoni cellulari), continuando a cercarli nei diversi ospedali. Conclusi gli interventi di soccorso, fino a sera fui poi impegnato presso il Centro di medicina legale, per l’assistenza ai genitori che vi si recavano, alla ricerca dei propri figli che non erano rientrati a casa e non risultavano fra i ricoverati negli ospedali.

In me è ancora molto vivo il ricordo dello strazio di quelle ore, i corpi di dodici persone straziati, contorti, alcuni irriconoscibili, nel forte odore di kerosene.

Ricordo il supplizio di padri e madri che non erano riusciti a contattarsi e giungevano separati, la struggente disperazione di quei genitori che riconobbero la propria figlia fra le vittime, dopo che si erano già recati all’ospedale dov’era ricoverata un’altra ragazza con lo stesso nome e cognome, l’assillante tormento che mi esprimevano alcuni genitori, che già mi conoscevano perché ero stato insegnante dei figli e mi chiedevano rassicurazioni. La rabbiosa disperazione di alcuni, il silenzio lacerante di altri, le urla strazianti e il violento rifiuto di una madre alle autorità militari che in serata arrivarono a portare le condoglianze. Una tragedia che con il tempo non si riesce a dimenticare.

Dopo l’intervento in seguito all’attentato ferroviario a S. Benedetto Val di Sambro il 23 dicembre 1984, questa fu la seconda grande emergenza che impegnò la nostra associazione; ancora una volta la nostra appartenenza alla comunità locale determinò anche un nostro forte coinvolgimento emotivo, di grande condivisione. Negli anni successivi questo si è ripetuto molte altre volte in tanti interventi nelle calamità di protezione civile e di solidarietà

Bruno Capri

L’impegno della pubblica assistenza Ireos (Firenze)

Firenze, 14 dicembre: test anonimo e gratuito presso la pubblica assistenza Ireossito prevenzione@ireos.org

Torneo Ping Pong Rosso per un kit Safe Sex – sito

 


 

 

 

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Aifa: misure sicurezza su gas medicinali

4 dicembre 2015 – È stato pubblicato sul sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) un avviso di proroga al 31/12/2016 dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni sull’utilizzo di contenitori e valvole per i gas medicinali, a seguito delcomunicato dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) del 3 aprile 2015.

 

In considerazione delle difficoltà tecniche segnalate in merito al completamento del processo di acquisizione delle bombole di proprietà di terzi, al fine di evitare carenze di gas medicinali” – si legge nell’avviso – l’AIFA ha deciso di concedere questa ulteriore proroga, confermando che le nuove disposizioni, alla nuova scadenza del 31/12/2016, dovranno essere applicate.

 

“Ritengo che dovremo utilizzare questo anno per trovare delle maggiori sinergie, anche attraverso la collaborazione tra i Comitati Regionali, per consentire a tutte le pubbliche assistenze aderenti di adeguarsi alle nuove disposizioni” dichiara Fabrizio Pregliasco.

AIFA su contenitori e valvole gas medicinali

Il comunicato AIFA.pdf

Il chiarimento alla comunicazione 

Il sito AIFA

 

 

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3 dicembre, giornata internazionale delle persone con disabilità.

Oggi, 3 dicembre, viene celebrata la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Secondo una recente indagine ISTAT vivono in Italia oltre 3 milioni di persone con gravi disabilità.

Campo scuola Vigili del fuoco: Anpas e il corso di primo soccorso

Oltre 200 mila adulti vivono ancora in istituto o in RSA e quindi in situazioni potenzialmente segreganti: a loro viene impedito di scegliere dove, come e con chi vivere. Molte altre persone sono segregate in casa, assieme alle loro famiglie a causa dell’assenza di supporti, di sostegni, di opportunità.

L’Italia spende poco per la disabilità: 430 euro procapite (dati Eurostat), posizionandosi al di sotto della media europea (538) nella parte bassa della classifica.

La spesa media annua dei Comuni per disabile è inferiore ai 3000 euro l’anno con una spesa giornaliera di 8 euro. 

Il 70% delle famiglie con persone con disabilità non fruisce di alcun servizio a domicilio. Meno di 7 disabili su 100 contano su forme di sostegno presso la propria abitazione. Nella maggior parte dei casi, quindi, le famiglie gestiscono da sole ciò che i servizi non offrono, rinunciando a molto, spesso anche al lavoro. E questo riguarda in particolare e ancora migliaia di donne a cui è ancora oggi delegato forzosamente quel lavoro di cura che non conta su alcun riconoscimento né formale né sostanziale.

Campo scuola Vigili del fuoco: Anpas e il corso di primo soccorso

Adottata dall’Assemblea generale dell’ONU il 13 dicembre 2006 ed entrata in vigore il 3 maggio 2008, la Convenzione intende promuovere e tutelare i diritti umani e le libertà fondamentali delle persone con disabilità, assicurandone il pieno ed equo godimento. La Convenzione è ispirata ad un nuovo approccio alla disabilità, che riconduce la condizione di disabile all’esistenza di barriere di diversa natura che ostacolano la sua partecipazione nella società in uguaglianza con gli altri ed identifica nel superamento di tali barriere l’obiettivo da raggiungere. 

La Convenzione O.N.U. sul diritto alle Persone con disabilità

 

 

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Non il regalo, ma l’idea: il Natale solidale con Anpas

Le stringhe #buonastrada, una penna USB, la polo Anpas, il libro “I volontari del soccorso”, sacche ecologiche, le parole magnetiche del soccorso e tanti altre idee solidali con Anpas per augurare buon Natale e buon anno con le storie volontari delle pubbliche assistenze. Idee e prodotti riciclabili per sostenere lo sviluppo di una tecnologia di riciclaggio avanzata la quale, a sua volta, sosterrà con successo il nostro pianeta per molti anni a venire.

 .Il tuo Natale solidale con Anpas

Unite voi i punti: “La strada di un diritto si unisce insieme, punto per punto” è il tema scelto per le borse, in carta riciclata o panno ecologico.


 

Le parole magnetiche del soccorso
Le parole magnetiche del soccorso. Il soccorso attrae e resta attaccato. Anpas ha creato una confezione di cinquanta parole magnetiche che riguardano il soccorso e il volontariato per giocare e magari imparare le procedure dei principali interventi di soccorso. Due possibili giochi?
1. Attacca e stacca le parole magnetiche fino a imparare la sequenza corretta (ad esempio) di un blsd, su un qualunque supporto metallico, ad esempio il frigorifero o direttamente sulla confezione.
2. Rilassati, svuota la mente e lascia che la tua creatività componga liberamente una frase con le parole del soccorso. Invia il tuo componimento a Anpas Informa o su instagram @anpas e verrà pubblicato sul sito www.anpas.org. Non sei soddisfatto? Stacca le parole e ricomincia. Le possibilità sono infinite!
Le parole magnetiche sono una creazione Anpas in collaborazione con Tic Edizioni.

 


Con #buonastrada le stringhe Anpas diventano augurio da indossare in ogni viaggio

Le stringhe Anpas #buonastrada


 

Borraccia in alluminio riciclato

La borraccia in alluminio e il pin ecologico: due gadget realizzati con materiali riciclati e sostenibili.

Aderendo alla strategia rifiuti Zero, obiettivo di Anpas è quello di sostenere prodotti riciclabili per sostenere lo sviluppo di una tecnologia di riciclaggio avanzata la quale, a sua volta, sosterrà con successo il nostro pianeta per molti anni a venire.

Una borraccia in eco alluminio e un pin ecologico per portare 

Il pin ecologico

 

 

 

 

 

 

 


61FgtPGIsmL. SX360 BO1204203200 “I volontari del soccorso”, di Fulvio Conti

Nell’Italia di fine Ottocento, specie nelle regioni centro-settentrionali, si diffuse un nuovo tipo di associazioni volontarie. I loro membri prestavano assistenza ai malati e agli indigenti, trasportavano gli infermi agli ospedali, effettuavano servizi di soccorso in occasione di catastrofi e calamità naturali. Nel 1904 queste associazioni si raccolsero in una federazione nazionale, che ancora oggi esiste e festeggia dunque il suo primo centenario di vita: è l’Anpas e raccoglie circa ottocentocinquanta sodalizi con centomila volontari e settecentomila soci. Il libro ripercorre le vicende di questa organizzazione e dell’intero movimento delle pubbliche assistenze dalle origini fin quasi ai nostri giorni.

 

Il buono d’ordine 

I gadget Anpas

Il buono d’ordine

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Castellana Grotte: combattere il bullismo con la solidarietà

2 dicembre 2015 – Si è concluso il progetto “Bullismo e Solidarietà”, organizzato dalla pubblica assistenza AVPA. Accogliendo la richiesta di insegnanti ed istituzioni, i volontari hanno lavorato al fianco di alcuni studenti dell’Istituto tecnico commerciale “Pinto-Anelli”, nelle giornate del 24-25-26 novembre e delle terze medie dell’Istituto Silvia Viterbo di  Castellana Grotte nelle giornate del 1-2-3 dicembre.

Un progetto organizzato dai volontari in Servizio Civile dell’associazione.

Castellana Grotte - Combattere il bullismo con la solidarietà

Antonella, Mara e Rosilenia, volontarie della pubblica assistenza Castellana Grotte, hanno coinvolto direttamente i ragazzi  aiutandoli a riflettere su un tema che non può lasciare indifferenti. Nessuno deve sentirsi impotente, perché tutti possiamo contribuire a migliorare la società in cui viviamo. È possibile affrontare insieme il Bullismo, comprendere le ragioni che spingono i “bulli” a comportarsi da prepotenti, aiutare la vittima a reagire e a non sentirsi sola ed  incapace davanti alle offese.

I preadolescenti della scuola media e gli adolescenti della scuola superiore si sono mostrati sensibili e capaci di comprendere i sentimenti degli altri. Tra le attività pratiche proposte dai volontari dell’AVPA, era prevista la visione di un cortometraggio su una storia di Bullismo che ha colpito molto gli studenti.

 

Ciascun ragazzo è riuscito a “mettersi nei panni della vittima” scoprendo e confrontandosi con la propria empatia.

Questo progetto  ha permesso agli studenti sperimentarsi in prima persona, in quanto tutti hanno attribuito un significato personale alla parola “bullismo” e hanno espresso preziosi suggerimenti: il bullo deve avere il coraggio di togliersi la maschera che indossa per essere visibile e permettere al gruppo di aiutarlo, allo stesso tempo la vittima non deve arrendersi, ma nutrire fiducia nelle proprie capacità. Entrambi potranno metter in atto un cambiamento se qualcuno crederà in loro e offrirà il proprio sostegno.

 

Il gruppo ha il potere di favorire l’accettazione e l’integrazione di ciascun membro.

I ragazzi hanno dimostrato di aver colto gli spunti di riflessione  offerti dai volontari e hanno apprezzato i segnalibri realizzati dal gruppo AVPA jr. 

 

 

 

 

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SVE con Anpas: la visita studio in Palestina

1 dicembre – Nei giorni scorsi, dal 15 novembre al 20 novembre Anpas ha partecipato, come uno di sei enti italiani e altri enti europei, ad una visita studio sul Servizio Volontario Europeo in Palestina.

Nablus, Balata Camp

 

La visita, organizzata da Salto Youth Euromed e Agenzia Nazionale per i Giovani, era finalizzata a conoscere altre associazioni che fanno Servizio Volontario Europeo (SVE), per costruire relazioni, scambiare idee e, in futuro, volontari. 

 

In questa occasione Anpas ha incontrato anche Hamdan, amico di Anpas dal 2012, quando venne al meeting di Bari, dove i ragazzi del mediterraneo si erano incontrati per gettare dei semi, costruire dei ponti nel Mare Nostrum.

 

In Palestina ci sono progetti SVE da molti anni, ma dal 2014 le organizzazioni hanno dovuto accreditarsi. Molte associazioni hanno fatto formazione, ma si sono rese conto di avere un network ristretto. I partecipanti alla study visit hanno incontrato varie associazioni: il Community, Development and Continuing Education Institute, un’associazione che ha sede dentro l’Università di Betlemme, poi lo Students’ Forum Institute, un’organizzazione che promuove la partecipazione attiva dei giovani alla vita politica del paese. A Nablus il gruppo ha visitato il Balata Refugee Camp e tre associazioni nello Yafa Center: Yafa Cultural Center, Human Supporters Association e Hayat Center for Civil Society Development. 

 

Lo Yafa Center è un centro culturale, che organizza attività artistiche, musicali, sportive, culturali e corsi di formazioni per e con i giovani del campo profughi. Possono ospitare due Sve per volta, hanno una guest-house nel centro per far dormire i volontari. Accolgono volontari Sve fino a 12 mesi.

 

Il gruppo ha conosciuto anche l’associazione Human Supporters che può ospitare fino a due SVE alla volta: formata da un gruppo di paramedici nel 2002, dopo la Seconda Intifada, per dare assistenza a bambini e ragazzi traumatizzati, oggi organizza campi estivi, corsi di lingue, supporto scolastico, workshop su diritti umani, salute e ambiente per i ragazzi.

Sve in Anpas

Parti con Anpas

Referente SVE per Anpas: Annalisa Bergantini Tel. 06/69.20.22.30 Email: evs@anpas.org

 

BetlemmeCommunity, Development and Continuing Education Institute (CDCE)Palestine Ahliya University College (PAUC)Students’ Forum Institute

 

Nablus: Yafa Cultural CenterHuman Supporters AssociationHayat Center for Civil Society Development

 

HebronAssociation d’échanges culturels Hebron-France

 

Enti Europei accreditati SVE partecipanti

 

Jugend:info NÖ (Austria) http://www.jugendinfo-noe.at/content/

 

Concordia Normandie-Maine (Francia) https://www.concordia.fr/

 

ADIF TV (Francia) http://www.adif-interculturalite.eu

 

Project Yatra (Paesi Bassi) http://www.projectyatra.nl/

 

SIRF/Karvak (Turchia) http://www.karvak.com/

 


Erasmus+ online

www.erasmusplus.it

Twitter @EuErasmusPlus

Facebook Erasmus+

 

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Giornata internazionale lotta all’AIDS

Oggi, 1 dicembre, è la giornata mondiale della lotta all’AIDS. I giovani i più esposti

I dati del ministero della Sanità Nel 2014 in Italia 3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv positive, un’incidenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila residenti.

L’età media per i primi è di 39 anni, per le donne di 36 anni. Quanto alla fascia di età maggiormente colpita, è risultata essere quella delle persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti).
La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni 

È quanto emerge dalla fotografia scattata dal Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che pubblica annualmente un fascicolo del Notiziario dedicato all’aggiornamento dei due flussi di sorveglianza: quello delle nuove diagnosi di Hiv e quello dei casi di Aids.

World Aids Day


L’incidenza, ossia le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2014, non mostra particolari variazioni rispetto ai tre anni precedenti e colloca il nostro Paese al 12° posto nell’Unione Europea. Le regioni che hanno mostrato un’incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.
Il virus colpisce prevalentemente gli uomini. Questi rappresentano ben il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne.

Più in dettaglio, nel 2014, l’incidenza è stata di 4,7 nuovi casi ogni 100.000 tra italiani residenti e di 19,2 nuovi casi ogni 100.000 tra stranieri residenti. Le incidenze più elevate tra stranieri sono state osservate nella regione Lazio, in Campania, in Sicilia e in Molise. Tra gli stranieri, la quota maggiore di casi è costituita da eterosessuali femmine (36%), seguita dal 27% di eterosessuali maschi, mentre tra gli italiani la proporzione maggiore è quella dei maschi che fanno sesso con maschi (49%), seguita dal 26% di eterosessuali maschi.

I volontari di Ireos per la giornata mondiale per la lotta all'AIDS

Sempre nel 2014, il 53,4% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350cell/μL. Rispetto al 2013 comunque, questa percentuale sembra essere in diminuzione (nel 2013 questa proporzione era infatti del 57,6%). In Umbria e nella Provincia Autonoma di Trento l’esecuzione del test di avidità anticorpale, che permette con una buona approssimazione di identificare le infezioni recenti, ha evidenziato che, nell’anno preso in considerazione, il 17,5% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV ha verosimilmente acquisito l’infezione nei 6 mesi precedenti la prima diagnosi di Hiv positività.
Infine, il 26,4% delle persone ha eseguito il test Hiv per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 21,6% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 10% nel corso di accertamenti per un’altra patologia.
I casi di Aids
La sorveglianza dei casi di Aids riporta i dati delle persone con una diagnosi di Aids conclamato. Dall’inizio dell’epidemia (nel 1982) a oggi sono stati segnalati oltre 67.000 casi di Aids, di cui circa 43.000 sono deceduti.
Nel 2014, sono stati diagnosticati 858 nuovi casi di Aids pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. Anche in questo caso, l’incidenza risulta stabile negli ultimi tre anni.
È diminuita nel tempo la proporzione di persone che alla diagnosi di Aids presenta un’infezione fungina, mentre è aumentata la quota di pazienti che presenta un’infezione virale o un tumore. Diminuiscono i decessi di persone con Aids.
Nel 2014, poco meno di un quarto delle persone diagnosticate con Aids ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids. Questa bassa percentuale di persone in terapia è legata al fatto che una quota crescente di persone Hiv positive è inconsapevole della propria sieropositività:  tra il 2006 e il 2014 è aumentata la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività, passando dal 20,5% al 71,5%.
Da uno studio condotto su 12 Centri Clinici di Malattie Infettive campionati per essere rappresentativi della realtà italiana, risulta che in Italia il 90,9% delle persone diagnosticate con infezione da Hiv è seguito presso i centri clinici di malattie infettive; di questi, il 92,6% è in terapia antiretrovirale, e di questi l’85,4% ha raggiunto la soppressione virale.
Numero verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse
In occasione della Giornata mondiale il Servizio di counselling “Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse -800861061” dell’Unità Operativa Ricerca psicosociocomportamentale, Comunicazione, Formazione dell’Istituto Superiore di Sanità, sarà attivo dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

 

L’impegno della pubblica assistenza Ireos (Firenze)

Firenze, 14 dicembre: test anonimo e gratuito presso la pubblica assistenza Ireossito prevenzione@ireos.org

Torneo Ping Pong Rosso per un kit Safe Sex – sito

 


 

 

 

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5 dicembre, Anpas al Quirinale per la Giornata internazionale del volontariato

Il piano d’azione per i prossimi decenni: integrare il volontariato nei processi di pace e sviluppo”: è la risoluzione dell’ONU adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e co-sponsorizzata da 100 Stati membri pochi giorni fa a New York. Il volontariato, quindi, sarà un potente mezzo di attuazione per l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030.  

 

Oggi, 5 dicembre, Anpas è stata presente con una delegazione composta da Fabrizio Pregliasco e Ilario Moreschi, al Palazzo del Quirinale dove la presidenza della Repubblica celebrerà la giornata internazionale del volontariato. Saranno presenti anche Carmine Lizza e Egidio Pelagatti in rappresentanza della consulta nazionale del volontariato di protezione civile. Abbiamo colto l’esortazione di pensare al più grande, di occuparci sempre più della nostra e di continuare a espandere la nostra attività come il volontariato risorsa determinante per il paese e le singole comunità” ha dichiarato Pregliasco.

 

Rappresentanza Anpas

 

Per Anpas essere associazione di Volontariato di pubblica assistenza significa  che la mission  è l’assistenza rivolta verso “qualcosa”, svolta a fianco di “qualcuno” e sviluppata in modo “pubblico”. 

Ecco perché, anche alla luce di questo rapporto ONU, Anpas sottolinea, in uno dei 10 punti sul DDL del Terzo Settore, l’importanza del volontariato come elemento.  “Non sono tante le realtà che superano il secolo di vita e di attività, che sono state capaci di superare due guerre, una dittatura e che, ciò nonostante, sono state capaci di adattarsi anche al contesto normativo in continuo cambiamento e che ne ha regolato le attività e la vita associativa”, dichiara Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas. “Anpas in questo percorso sta cercando di formulare quelle che sono le sue proposte nel percorso di approvazione del Disegno di Legge e dei conseguenti Decreti Legislativi attuativi e contemporaneamente, al suo interno, si sta attrezzando per cogliere al meglio le nuove opportunità della riforma per rispondere sempre in modo adeguato alle necessità delle comunità e del Paese”.


Il corteo del #meetanpas 
Anpas propone un welfare universalista e partecipato dove comunità locali e cittadini siano soggetti attivi, co-decisori e quindi attori delle scelte e delle azioni politiche conseguenti. Un welfare non riparatorio, ma di promozione e sviluppo. “È necessario difendere il ruolo attivo dei cittadini in un welfare universalista e partecipato che promuova e difenda un’idea benessere che non può limitarsi solo agli aspetti sanitari e sociali, per quanto importanti, ma che sappia guardare agli stili di vita e alla sostenibilità ambientale”, conclude Pregliasco.

 

 

Nella risoluzione, l’Assemblea Generale ha sottolineato le forme innovative di volontariato e incoraggia i governi, il settore privato e altri soggetti interessati a sostenere il servizio di volontariato delle Nazioni Unite in linea. I governi e le altre parti interessate sono anche invitati a integrare il volontariato nelle strategie di mainstreaming di genere. La risoluzione sottolinea anche le opportunità che il volontariato offre ai giovani di contribuire alla società pacifiche e inclusivi e per lo sviluppo personale. 

 

Accogliendo il testo della risoluzione gli Stati membri riconoscono e menzionano (esplicitandole per la prima volta) le organizzazioni di volontariato coinvolte come il Forum Internazionale per il Volontariato in Sviluppo (Forum) e l’associazione Internazionale per il Volontariato Effort (IAVE). 

 

1miliardo di volontari
Guarda anch “The State of the World’s Volunteerism Report 2015“, il primo rapporto globale delle Nazioni Unite.
DDL Terzo settore, Anpas: più attenzione al Volontariato
I dieci punti di Anpas per la Riforma

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Puglia, servizio civile: la formazione descritta dai ragazzi

Corso di formazione a partecipazione obbligatoria. È con questo presupposto negativo, con questa “botta di entusiasmo”, che io e gli altri nove partiamo per Castellana Grotte dove ci aspetta una settimana di formazione di Anpas dedicata ai volontari in Servizio Civile.

Il servizio civile in Puglia

 

La formazione si appoggia su due enormi pilastri che verranno voltati e rivoltati durante il corso: il Servizio Civile Nazionale e l’Anpas, e su come da questi si è stati capaci di costruire un grattacielo che rende quest’anno la nostra associazione nazionale il primo ente in Italia per numero di volontari impegnati nel Servizio Civile Nazionale, ovvero ben 2200 ragazzi.

E come in ogni favola che si rispetti, nella quale le prime parole sono sempre: “c’era una volta” ci tuffiamo nella storia dell’ Anpas ma ancor di più in quella del SCN. Presi per mano e protetti dai nostri amici Pietro Pinna (primo obiettore di coscienza in Italia) e Aldo Capitini ( padre della nonviolenza in Italia e sostenitore degli obiettori) muoviamo i primi passi nel mondo dell’ obiezione di coscienza fino ad arrivare alla gloriosa data di approvazione della legge 772/72, il 15 Dicembre 1972, di riconoscimento dell’obiezione di coscienza, arrivando poi, con enormi salti nel tempo alla celeberrima data del Novembre del 2001 quando sono entrati in Servizio Civile Nazionale i primi 181 volontari.

Proprio su questi numeri dobbiamo riflettere perché, se in 14anni siamo passati da 181 ragazzi impegnati nel SCN in tutta Italia a 2200 solo in Anpas, vuol dire che il principio della difesa della patria con mezzi non armati e nonviolenti, sul quale si basava l’obiezione prima e il SCN poi, è tutt’ora vivo e ardente dentro le giovani generazioni che in questo modo divengono cittadini attivi e tesi a fare del loro impegno civile un

“arma” in più per combattere la violenza.

Cittadini attivi, è questo è il termine cardine per indicare un volontario: vivere il SCN come esperienza di cittadinanza attiva proviamo anche a dare consigli, da bravi fratelli maggiori, ai nostri fratellini che si vorranno affacciare a questa esperienza formativa. Non è stato sicuramente semplice, ma dal lavoro di ventiquattro menti in qualche modo sono venuti fuori i consigli giusti per tutti. Consigliamo ai nostri amici di essere molto pazienti, di vivere l’esperienza al massimo e fondare le relazioni con gli altri volontari su una buona capacità di ascolto e di conversazione, ma, su tutti, il consiglio più utile che ci sentiamo di dare è di: non “bestemmiare” quando si finisce più tardi il turno !

Il servizio civile è una opportunità, fondata su nobili principi, che viene data a noi giovani; è un’esperienza che pone i ragazzi per la prima volta in contatto con il mondo lavorativo senza far perdere loro di vista il valore della volontarietà della scelta, una decisione forte che riguarda anche come porsi nei confronti del mondo, interiorizzando le radici del SCN.

Cinque giorni, ventiquattro compagni di viaggio provenienti da quattro località disperse per tutta la lunghezza della Puglia, una grandiosa piccina fiorentina che ci ha preso per mano e accompagnato per il tortuoso sentiero del servizio civile, una condivisione di esperienze, di personalità, di

risate e lacrime, enormi banchetti all’insegna della miglior “terronia”, tutto al fine di crescere e apprendere.

In poche parole: la formazione obbligatoria del servizio civile nazionale in Anpas !

di Pasquale Rana, volontario Servizio Civile Nazionale, 

pubblica assistenza Canale 9 Molfetta

 


 

 

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